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Basso è bello

di Giada Rigolli

Le sue forme risultano un po’ buffe, ma al contempo non peccano di eleganza. Il Bassotto è un’icona tanto nell’aspetto quanto nel carattere, che non manca mai di mostrare con tutta l’audacia che gli appartiene. Le taglie sono tre, così come le varietà di mantello: ce n’è per tutti i gusti

Gli avi del Bassotto erano già presenti e noti per le doti venatorie sin nell’antichità, si ritiene infatti che i progenitori della razza fossero conosciuti già ai tempi degli antichi Egizi; alcuni disegni e geroglifici rinvenuti durante varie ricerche archeologiche ne testimoniano la presenza. Ma la genesi di questa razza ha probabilmente inizio dalla nascita di cuccioli affetti da acondroplasia, i quali si rivelarono ancor più performanti e adatti alla caccia, il nanismo agevolava l’ingresso nelle tane. L’uomo, quindi, decise di sfruttare queste mutazioni genetiche creando una delle razze più iconiche presenti nel panorama cinofilo, il cui grande successo è rimasto sempre immutato attraverso le diverse epoche.

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Il capostipite della razza è sicuramente la varietà standard a pelo corto e la sua utilizzazione era legata alla caccia al tasso, animali che venivano stanati dai terreni vicino le corti; infatti, in lingua tedesca il nome del Bassotto Tedesco è Dachshund, termine che significa cane da tasso

Articolo pubblicato su Quattro Zampe settembre 2020

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