Come prevenire il morso

di Redazione Quattro Zampe

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Imparare a prevenire il morso e le aggressioni da parte di un cane è fondamentale. Negli ultimi anni, questo tipo di incidenti sono aumentati, sia in frequenza che in gravità. Ma non perché i cani stiano cambiando e diventando sempre più aggressivi. Piuttosto cambia il nostro modo di approcciarli e di vivere con loro, a volte scorretto.

Le cause che scatenano simili sgradite aggressioni sono multifattoriali (genetica, abitudini, condizioni fisiologiche), ma dobbiamo dare la giusta importanza anche alla corretta educazione dei bambini e alla conoscenza dell’alterità del cane che è l’animale più “presente” nelle nostre famiglie. Il modo più efficace per prevenire il morso le aggressioni, è quello di educare le nuove generazioni a capire i cani, il loro comportamento

Riconoscere i segnali di stress e minaccia

Ricordiamo alcune regole generali e fondamentali utili a chiunque per non stimolare e quindi prevenire il morso e i comportamenti aggressivi da parte del cane.

Per prima cosa è importante imparare a riconoscere i segnali calmanti, nonché quelli di stress e diminaccia (imminente aggressione) perché ci mostrano il disagio del cane in quel contesto e ci aiutano a valutare la sua soglia di stress. Alcuni segnali sono molto evidenti (allontanarsi, drizzare il pelo, ringhiare). Altri sono più sottili ma non meno evidenti (distogliere lo sguardo, leccarsi il naso, sbadigliare). Se vediamo che un cane esibisce segnali di calma come quelli prima descritti mentre ci avviciniamo a lui o mentre lo coccoliamo, bisogna tenere conto che forse lo stiamo infastidendo oppure lo stiamo mettendo in qualche modo sotto pressione. È bene evitare di mettere un cane in difficoltà perché potrebbero crearsi delle situazioni critiche, che possono diventare difficili e sgradevoli da gestire, soprattutto per un bambino.

Non mettere alla prova la loro pazienza

Bisogna sempre tenere presente che la soglia di stress del cane cambia in base a vari parametri, come la stanchezza, il dolore o disagio fisico, il disagio psicologico, gli stati ansiosi e la paura. È importante non mettere mai il cane alle strette senza vie di fuga, oppure non ricorrere a punizioni fisiche perché il cane le interpreterebbe come aggressioni alle quali potrebbe rispondere con la fuga o con l’attacco (“flight or fight”). Ciò vuol dire che bisogna evitare di mettere alla prova la pazienza del cane, anche se notoriamente si tratta di un soggetto socievole e tranquillo.

Non rinforzare la loro aggressività

Non bisogna mai rinforzare l’aggressività del cane, soprattutto se ha paura, oppure incitarlo a comportamenti come abbaiare o ringhiare perché potrebbero diventare presto comportamenti difficili da gestire. In caso di minaccia come il ringhio, bisogna interrompere immediatamente l’azione e allontanarsi. Avere un perfetto controllo del cane, sia dentro che fuori casa, vuol dire evitare facilmente molti problemi nella vita sociale propria e del cane. Utile è evitare conflitti con cani liberi o sconosciuti.

Responsabilità etica, civile e penale

Mai sottovalutare la propria responsabilità etica, civile e penale. Se ci sono dei problemi di aggressività nel proprio cane, bisogna impegnarsi subito per risolverli con l’aiuto di un professionista esperto e possibilmente sul nascere del problema in modo da evitare che diventino schemi di comportamento abituali e quindi ancora più difficili da risolvere. In alcuni casi i comportamenti aggressivi sono patologici e vanno affrontati sotto la guida di una Medico Veterinario Comportamentalista e con l’aiuto di un Educatore Cinofilo specializzato in comportamento del cane.

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Cosa fare in qualità di proprietari

  • Sterilizzare o castrare il cane: gli animali sterilizzati possono essere più calmi, più sani e a volte diminuisce la probabilità che l’animale diventi aggressivo in certe situazioni.
  • Fare abituare il nostro cane a ciò che lo circonda: dare al cucciolo la possibilità di vivere molte nuove esperienze positive lo renderà un adulto esperto ed equilibrato. Educare subito il cucciolo sin dal momento dell’adozione (anche se il cane ha solo due o tre mesi) portandolo da un professionista che ci dia tutte le informazioni per una corretta socializzazione.
  • Sorvegliare il cane: supervisionare il cane in ogni momento quando è in “area-bambino”. Non permettere ai bambini di abbracciare e baciare un cane, ma insegnare loro come avvicinarsi con prudenza, dopo aver chiesto il permesso, avvicinando la mano col palmo verso l’alto sotto il muso. Mai fargli mettere la mano sulla testa. Se non rispettano le indicazioni che gli diamo, allontanare il cane o i bambini. Non possiamo assumerci questo rischi.

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Cosa fare in qualità di genitori

  • Supervisionare sempre. Non diamo per scontato che il nostro cane sia buono con tutti i bambini. Più piccoli sono i bambini e più attenta e vicina deve essere la nostra attenzione
  • Educare il cane con lezioni private o di gruppo utilizzando il “rinforzo positivo”, cioè il metodo premiante che motiva il cane a riproporre il comportamento corretto e che noi desideriamo, mai imporsi con coercizione.
  • Evitare i metodi violenti soprattutto non frequentare “addestratori” che propongono l’uso della violenza e coercizione (per esempio, strattonate, pugni, calcetti che ribaltano il cane sulla schiena per forzare la sua sottomissione). Se si usano metodi violenti sul nostro cane, i nostri figli ci imiteranno e il cane potrebbe reagire proprio su di loro.

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Cosa insegnare ai bambini

  • Ai cani non piace essere abbracciati e baciati soprattutto sul viso, anche se si tratta del pet di famiglia.
  • Stare fermi se si avvicina un cane sconosciuto, oppure se il proprio cane diventa iperattivo. Gli oggetti e le persone in movimento sono interessanti per l’animale che può osservare, seguire o inseguire (scappare può fare scattare il suo istinto predatorio). Dobbiamo insegnare ai bambini a stare fermi con le mani lungo i fianchi e guardare i propri piedi senza prestare alcuna attenzione al cane, aspettando che il quattro zampe si allontani.
  • Mai stuzzicare un cane, nè spaventarlo.

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Di Daniela Cardillo

Foto Shutterstock

© Riproduzione riservata.

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