Il piccolo Charlie chiuso in auto al sole: salvato dalla polizia a Napoli
Un cucciolo di cane chiuso in auto al sole è stato soccorso nei giorni scorsi a Napoli. La LAV denuncia l’aumento degli indagati per reati contro gli animali
Gli agenti della Polizia Metropolitana di Napoli hanno salvato un cucciolo di cane chiuso in auto e lasciato sotto il sole. L’episodio a lieto fine è accaduto nei giorni scorsi e i proprietari sono stati poi denunciati.

Cane chiuso in auto a Napoli: il salvataggio del piccolo Charlie
Boccheggiava, con la lingua di fuori e le piccole zampe che graffiavano invano i vetri dell’abitacolo in cerca di aria, raccontano gli agenti della Polizia Metropolitana di Napoli che sono intervenuti per soccorrerlo. Il piccolo Charlie, un cucciolo di cane chiuso in auto, è stato salvato dopo una segnalazione che indicava la presenza di un animale lasciato all’interno di un’autovettura in sosta, esposta alla calura estiva, nella zona ospedaliera della città.
Quando i funzionari e gli agenti del Nucleo Antibracconaggio della Polizia Metropolitana di Napoli, coordinati dalla Comandante Lucia Rea, sono giunti sul posto, hanno accertato che il cagnolino si trovava da tempo all’interno del veicolo, in condizioni tali da rappresentare un grave e imminente pericolo per la sua salute, a causa delle elevate temperature raggiunte nell’abitacolo.
Considerata l’urgenza, gli agenti sono intervenuti tempestivamente riuscendo a mettere in salvo il cucciolo, che è stato immediatamente affidato alle cure dei veterinari dell’Asl Napoli 1 per gli accertamenti sanitari del caso. Charlie, fortunatamente, non ha riportato conseguenze gravi, sta bene ed è tornato a scodinzolare felice. Al termine degli accertamenti, i proprietari del cane sono stati denunciati per il reato di abbandono di animali.

Reati contro gli animali: meno denunce ma più indagati
I reati contro gli animali purtroppo non diminuiscono nel nostro paese: ogni giorno sono oltre 21 i procedimenti aperti e circa 15 le persone indagate. È questo il quadro che emerge dal 27° Rapporto Zoomafia 2026, realizzato dall’Osservatorio Zoomafia LAV, la Lega Anti Vivisezione, e presentato nei giorni scorsi a Roma.
Il Rapporto Zoomafia analizza i principali fenomeni della criminalità ai danni degli animali: combattimenti tra animali, corse clandestine di cavalli, scommesse illegali, traffico di cuccioli, contrabbando di fauna selvatica, bracconaggio, mafia dei pascoli, macellazione clandestina, illegalità nella pesca e negli allevamenti, sofisticazioni alimentari, crimini online, intimidazioni, furti, traffici di droga connessi agli animali e zoocriminalità minorile.
L’elaborazione dei dati forniti dalle Procure della Repubblica e contenuta nel 27° Rapporto Zoomafia 2026 evidenzia che nel 2025 sono stati aperti mediamente 21 fascicoli, con circa 15 indagati al giorno, per reati contro gli animali. Si registra a livello nazionale un tasso di 13,20 procedimenti e di 9,07 indagati ogni 100.000 abitanti. Rispetto al 2024, quindi, c’è stata una diminuzione del 4,62% dei procedimenti, mentre il numero degli indagati è aumentato dell’8,55% circa.
Il 27° Rapporto Zoomafia 2026 suggerisce, quindi, che sono in aumento i casi commessi da più persone in concorso e che crescono i casi diffusi attraverso i social, con particolare e preoccupante coinvolgimento di minorenni.

I vati tipi di reati contro gli animali
Secondo i dati diffusi dalla LAV, il reato più contestato è quello di maltrattamento di animali, pari circa al 38,34% del totale dei procedimenti per crimini contro gli animali registrati presso le 130 Procure, sia ordinarie che minorili, che hanno fornito i dati: rispetto al 2024 si registra un aumento del 9,58%.
Tra i reati contro gli animali figurano anche i combattimenti, le corse clandestine, il commercio illecito. Quest’ultima pratica, se prendiamo in considerazione cani e gatti, continua a rappresentare un’attività estremamente redditizia. I cuccioli vengono allevati in condizioni gravemente incompatibili con il loro benessere e trasportati per migliaia di chilometri, spesso privi delle necessarie garanzie sanitarie, con rischi anche per la salute pubblica. Nel 2025 sono stati sequestrati almeno 120 cani importati illegalmente; 14 le persone denunciate, di cui 7 arrestate.
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