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Burmese

di Claudia Ferronato

gatto burmese

Il Burmese ha una struttura fisica atletica e muscolosa.

Il piccolo felino, agile e snello, dimostra la sua stretta parentela col Siamese.
Lo rivelano anche la forte personalità, intelligenza brillante e interesse per la compagnia delle persone e la vita casalinga.
Secondo un’antica leggenda, il Burmese – raro in Italia e quasi sconosciuto al grande pubblico – proviene dai monasteri della Birmania.
Qui vegliava sulla vita dei monaci e aveva addirittura la possibilità di dialogare con gli dei.

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gatto burmese

Le sue nobili origini sembrano trasparire dal raffinato mantello (corto, fine e lucido come seta), dallo sguardo dolce ed espressivo, dal portamento e dai modi garbati.
Elegante, amabile, intelligente, ubbidiente e giudizioso, conquista l’affetto di chi lo sceglie come compagno di vita.
Il colore tipico del vero Burmese è quello originale,  definito zibellino (o sable), marrone scuro, intenso e caldo, con riflessi brillanti.
In realtà lo standard ne ammette moltissimi altri.

 

La tonalità del mantello non è mai uniforme e diventa più chiara sul collo, sul ventre e all’interno delle zampe.
Una sfumatura scura, leggermente più intensa su orecchie, muso e piedi, piuttosto evidente nei cuccioli, diventa poi appena visibile nei soggetti adulti.

Alla nascita i piccoli sono sempre più chiari rispetto al colore da adulto.

Questo, talvolta, rende difficile stabilire fin dalle prime settimane di vita quella definitiva, soprattutto nel caso delle varietà chocolate e lilac.
Gli allevatori americani si sono sempre impegnati a selezionare soggetti caratterizzati da corporatura più raccolta e massiccia, testa tondeggiante, con guance pronunciate, muso breve e largo, mento arrotondato.
Quelli europei, invece, partono dai primi esemplari importati dagli Stati Uniti dopo la Seconda guerra mondiale.
Si sono quindi dedicati alla creazione di un gatto più piccolo, longilineo e aggraziato, dalle forme più orientaleggianti e spigolose, con testa moderatamente cuneiforme e occhi obliqui.
Gli esemplari d’oltreoceano vengono allevati solo nelle varietà zibellino, sable, champagne, blu e platino (una tonalità calda di lilla o lavanda).
Quelli del vecchio continente, invece, sfoggiano un ricco guardaroba, in diverse varietà e sfumature dei colori
di base o diluiti, dei rossi, dei crema e dei tortie.

gatto burmese

Assai vivace  il Burmese è un gran giocherellone.

E’ capace di ricorrere ai più astuti stratagemmi per attirare l’attenzione e coinvolgere chiunque (persone
o altri animali) nelle sue molteplici attività ludiche.
Ama comunque la vita domestica e riesce a trovare anche in un appartamento cittadino continue occasioni di svago. Adora arrampicarsi sui mobili e controlla dall’alto la famiglia, apre porte e armadi, ispeziona gli angoli più reconditi.
Generalmente è ben felice di condividere la casa con altri gatti o con un cane, di cui non ha il minimo timore. Affronta senza problemi viaggi e spostamenti, comportandosi benissimo sia in auto, sia in treno che in aereo.
Attenzione: chi però apprezza il carattere autonomo e indipendente dei felini dovrebbe scegliere un altro gatto, meno bisognoso di coccole e compagnia.

È un coccolone

Questo piccolo felino domestico sembra proprio fatto per dare e ricevere tantissimo affetto.
Ama essere preso in braccio e accarezzato, e diventa l’ombra del padrone, con cui ha continui scambi di coccole.

La scheda

ORIGINE Stati Uniti, 1930-1940
ASCENDENZA gatti dei templi in Birmania (Myanmar), ibridi di Siamese
PESO: 5/6,5 kg il maschio, 3/5 kg la femmina
IBRIDAZIONI Nessuna
TEMPERAMENTO affettuosissimo, estroverso, curioso e intraprendente

Impegno

Ha bisogno di vivere in un ambiente vivace, di coccole e compagnia.
Chi trascorre molte ore fuori casa dovrebbe perciò procurargli un compagno (gatto o cane che sia).

gatto burmese

Cure mediche

Tendenzialmente sano e robusto, teme solo i colpi di freddo e il clima umido, perciò nella brutta stagione è meglio non farlo uscire di casa.

Socialità

Estroverso, dolcissimo, molto affettuoso e legato al padrone.

Pelo

Molto corto e setoso, privo di sottopelo, non richiede cure particolari.
Basta passarlo una volta la settimana con l’apposito guanto a denti di gomma o con una pelle di daino leggermente inumidita.

di Giulia Settimo

 

© Riproduzione riservata.

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