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Giornata del cane randagio, come aiutare i pet più sfortunati

di Stefania La Malfa

Un cane per strada: la Giornata del cane randagio è un momento di sensibilizzazione in tutto il mondo
La Giornata del cane randagio è un momento di sensibilizzazione in tutto il mondo

Si celebra a livello internazionale il 27 luglio la Giornata del cane randagio: ecco le iniziative delle associazioni per sostenere i nostri amici a quattro zampe in difficoltà

Sono tanti anche in Italia i cani randagi che vivono in condizioni di abbandono o semi-abbandono. Per questo la Giornata del cane randagio, che si celebra il 27 luglio dal 2008 in tutto il mondo, è un momento importante anche nel nostro Paese per incentivare l’impegno di tutti verso i nostri amici a quattro zampe che vivono una condizione di disagio.

Un cane randagio che dorme per strada
Non è possibile conoscere il numero esatto dei cani randagi in Italia

Quanti sono i cani randagi in Italia

Trattandosi di animali non identificati e in libertà, non esiste un censimento preciso al 100% sui cani randagi. Il Ministero della Salute raccoglie ogni anno i dati trasmessi dalle Regioni e dalle Province Autonome ai sensi della Legge 281/91 per la ripartizione del Fondo nazionale per la lotta al randagismo: secondo le ultime rilevazioni aggiornate a inizio 2025, i cani entrati nei canili sanitari e nei canili rifugio complessivamente sono 89.607. Si tratta però di dati che misurano unicamente gli animali che entrano nel circuito pubblico e non conteggiano quelli che vagano per le strade e che non vengono intercettati.

Per questo gli esperti e le associazioni animaliste evidenziano spesso alcune criticità sulle rilevazioni ufficiali. Secondo le stime più recenti, pubblicate nel 2024 da Legambiente nel report “Animali in città”, in Italia nel 2023 erano 85.000 i cani abbandonati e 358.000 i cani randagi.

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Due piccoli cani randagi cercano riparo sotto delle tavole di legno
L’obiettivo dell’iniziativa è promuovere il sostegno ai cani randagi in ogni stagione

Giornata del cane randagio: quando è nata e perché

La Giornata del cane randagio vuole suscitare un momento di riflessione, proprio in estate, quando molti amici a quattro zampe vengono purtroppo abbandonati. In realtà, come racconta Perfil, una delle principali testate di approfondimento politico e sociale sudamericane, la ricorrenza è stata istituita in inverno e non in estate. Fu Ignacio Gac, un giornalista e all’epoca studente universitario cileno, che nel 2008 promosse l’iniziativa, inizialmente attraverso i social network, per far conoscere la dura realtà dei cani di strada in tutta l’America Latina: a luglio l’emisfero australe si trova in pieno inverno e Gac scelse questo periodo proprio perché è il momento in cui i cani randagi soffrono di più a causa delle basse temperature e della pioggia.

L’iniziativa si è poi diffusa a livello globale e oggi si celebra anche nei Paesi, come il nostro, dove a luglio è estate. L’obiettivo resta comunque sempre quello di sensibilizzare i cittadini e le istituzioni su questa problematica e auspicare la ricerca di soluzioni per aiutare i nostri amici a quattro zampe più sfortunati.

Un cane randagio fermo su un marciapiede
Le associazioni animaliste sono in prima linea nella lotta al randagismo

Lotta al randagismo, come aiutare i cani in difficoltà

La lotta al randagismo dovrebbe essere un impegno di tutti affinché i pet in difficoltà possano trovare aiuto e magari anche una casa dove vivere circondati da cura e affetto. A livello europeo, sottolinea l’OIPA, la lotta al randagismo è una delle sfide più urgenti per il benessere animale: una nuova iniziativa dei cittadini europei chiede di armonizzare il quadro giuridico per garantire una gestione etica e sostenibile di questo fenomeno, superando la frammentazione che esiste tra gli Stati membri e promuovendo standard minimi comuni. E l’OIPA, che sostiene questa iniziativa, ribadisce l’urgente necessità di un’azione strutturata a livello europeo.

Le misure proposte includono programmi strutturati di sterilizzazione e vaccinazione, microchippatura obbligatoria e registri interoperabili, controlli più severi sull’allevamento e sul commercio, campagne di sensibilizzazione contro l’abbandono e un maggior sostegno alle autorità locali e ai rifugi. Si può aderire alla lotta al randagismo sostenendo il lavoro dell’OIPA con una donazione: specificando “animali randagi” nella causale del versamento, il contributo sarà destinato direttamente a quest’area di intervento.

Nel nostro Paese è stata poi avviata una nuova fase di Non Uno di Troppo, programma per le regioni meridionali di Save the Dogs and Other Animals attivo dal 2019: si tratta del primo bando in Italia dedicato alle sterilizzazioni al quale le associazioni del Centro-Sud si possono candidare. Save the Dogs and Other Animals e Fondazione Squadra 4 Zampe finanzieranno l’attività di controllo delle nascite, uno degli strumenti più concreti per la lotta al randagismo.

Per approfondire

Mai più soli: lo speciale di Quattrozampe dedicato alla lotta contro l’abbandono

© Riproduzione riservata.

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