Il battito del silenzio
Daria Bignardi spiega come cani, gatti e altri animali curino la nostra solitudine che con loro non ha bisogno di parole
La presenza degli animali nell’ultimo libro di Daria Bignardi Nostra solitudine è uno dei pilastri filosofici del libro. L’autrice, che da sempre si definisce una ‘gattara’, approfondisce il legame con il mondo animale per scardinare l’antropocentrismo e suggerire che, forse, gli animali hanno capito sulla solitudine qualcosa che a noi sfugge. Nel libro esplora il rapporto con gli animali – domestici e non – attraverso diverse chiavi di lettura, a partire dalla solitudine senza giudizio.
Gli animali, infatti, vivono una forma di solitudine pura, un cane o un gatto non si sentono ‘soli’ nel senso malinconico del termine, ma abitano il presente, stare con loro permette all’essere umano di sperimentare una vicinanza che non richiede parole, eliminando l’ansia da prestazione sociale che spesso accompagna i nostri rapporti.
Secondo il concetto, poi, del linguaggio del silenzio, per l’autrice la comunicazione non verbale con gli animali è una cura alla solitudine intellettuale, il silenzio condiviso con un cane o gatto è più ‘pieno’ di molte conversazioni umane superficiali.

Infine, la terza chiave di lettura: l’alterità necessaria: gli animali rappresentano ‘l’altro’ per eccellenza, riconoscere la loro dignità e il loro mistero aiuta l’uomo a ridimensionare il proprio ego. Secondo Bignardi, osservare un animale ci riporta alla nostra natura essenziale, spogliandoci delle sovrastrutture sociali che ci isolano.
Oltre ai riferimenti a cani e gatti che hanno attraversato la sua vita, nel libro Bignardi inserisce riflessioni su creature più selvatiche o simboliche. Questi animali diventano metafore di una resistenza silenziosa: osservare la fauna muoversi nello spazio ci dona un senso di meraviglia, ignorando frontiere e categorie umane, oppure prendersi cura di un altro essere vivente è l’antidoto definitivo all’isolamento egoistico, nel momento in cui ci occupiamo di un animale, la ‘nostra solitudine’ smette di essere un peso e diventa una responsabilità condivisa.
Pensieri profondi merito anche di Micione e Obama, i due gatti maestri di vita che più di tutti hanno formato la crescita e la maturità di Daria Bignardi che, come racconta a Quattrozampe in questa intervista esclusiva, ha un songo nel cassetto: prendere un cane.
Madre di due figli e ‘gattara’, come si definisce lei. Spiega ai nostri lettori di Quattrozampe chi è il fortunato gatto con il quale convive oggi?
Da 18 anni convivo con Obama, un comune soriano chiamato così perché è arrivato a novembre il giorno dell’elezione del presidente Obama…
Articolo pubblicato su Quattrozampe di maggio 2026
Continua a leggere sulla rivista digitale
© Riproduzione riservata.









