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Omeopatia veterinaria: una via alternativa di guarigione

di Maria Paola Gianni

omeopatia veterinaria

Continuiamo a parlare di omeopatia veterinaria grazie alle preziose testimonianze di alcuni padroni di animali che hanno trovato in questo tipo di medicina una soluzione perfetta per i propri amici a quattro zampe.

Questa volta è il caso di Shadow, che segue sia una cura omeopatica che una tradizionale e Theodore, affetto da displasia del gomito.

omeopatia veterinariaShadow, ipotiroideo, l’omeopatia veterinaria gli fa assimilare gli ormoni

Schnauzer medio, pepe e sale, di nove anni e mezzo, di Manuela, di Milano

“Conosco Dodesini da quindici anni, da quando avevo un altro Schnauzer, un gigante, con problemi ai legamenti crociati, che curò in modo egregio per due anni e mezzo, riuscendo a farlo camminare di nuovo.

Anche Shadow è in cura da lui, ha un po’ di tutto, è ipotiroideo da quando aveva cinque anni e ha problemi al fegato.

Shadow da tempo assume un farmaco tradizionale per la cura dell’ipotiroidismo, ormoni tiroidei, che lui ha assimilato normalmente per due anni, fino ai sei anni di età.

Ma poi ha cominciato a produrre degli anticorpi contro gli ormoni tiroidei, non assimilandoli più e iniziando così a gonfiarsi e a peggiorare.

Per la medicina tradizionale non c’era più nulla da fare. Ma Dodesini è riuscito a trovare il rimedio omeopatico per fare in modo che il cane assimilasse tali ormoni tiroidei.

Per cui sono ormai oltre quattro anni che il mio cane, grazie alla medicina omeopatica, può seguire con successo la cura tradizionale.

Sono riuscita, avvisando entrambi i medici l’uno dell’altro, a far interagire le due cure allopatica e omeopatica: senza uno dei due veterinari il mio cane non ci sarebbe più”.

Theodore, displasia del gomito con artrosi diffusa ai due artiomeopatia veterinaria

Labrador di due anni e mezzo, di Gaia Sigalini di Piacenza e Milano

“A soli nove mesi dalle lastre risultava la displasia del gomito con artrosi diffusa su entrambi gli arti anteriori (displasia del gomito Fcp), volevano operarlo d’urgenza, altrimenti, ci avevano detto, il cane a due anni non avrebbe più camminato, pur avvisandoci che l’intervento non sarebbe stato del tutto risolutivo e che non avremmo mai avuto un cane sano.

Poi, per caso, tramite un gruppo su internet, arrivo al dottor Dodesini, contrario come me all’operazione.

Già dal primo incontro è stato un grande sollievo, perché il dottore mi ha assicurato che l’operazione non era indispensabile, ma che c’era un buon margine di recupero.

Per cui ho annullato l’intervento chirurgico programmato e ho iniziato a somministrare a Theodore il rimedio omeopatico nel dicembre 2014.

Ci sono stati alti e bassi, ma poi, col tempo, il periodo in cui il cane stava bene aumentava rispetto a quello in cui stava male.

Sono ormai diversi mesi che Theodore sta benissimo, conduce una vita normale, gioca, cammina e corre libero per i boschi anche cinque ore al giorno, gli fa bene come esercizio per mettere su massa, pesa quaranta chili, ha molti muscoli, grazie a una dieta prescritta dal dottore. È anche migliorato come umore e vitalità”.

 

 

 

Foto e testi di Maria Paola Gianni
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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