Il fumo fa male anche a loro
I nostri beniamini vogliono sempre e solo stare con noi, a volte a livelli quasi morbosi. E se hanno la sfortuna di amare un fumatore, devono fare i conti con la sensibilità della persona che hanno accanto. Paradossalmente proprio i nostri conviventi a “quattro zampe” sono i più a rischio. Non solo perché la voglia di stare accanto o in braccio a noi vince sul fastidio del fumo passivo. Ma anche perché proprio loro sono maggiormente a contatto con le superfici dove si depositano i residui tossici. E restano in casa più di noi. Su tutto ciò non esiste una vera e propria consapevolezza, né tantomeno una campagna di informazione.
A Milano campagna di sensilizzazione

Inalazione, contatto diretto e mozziconi
Le maggiori cause di patologie legate al fumo passivo sono l’inalazione e il contatto diretto con i residui ambientali. Principale inquinante dei luoghi chiusi, il fumo passivo ha un’elevata concentrazione di sostanze cancerogene che si deposita su suolo, mobili, tessuti e pelo degli animali. Altro pericolo: l’ingestione di mozziconi. La nicotina assunta per via orale è un veleno neurotossico. Soprattutto i cani, attirati dalla saliva umana, ne ingerisco no una quantità potenzialmente letale.
Fumo: i cancerogeni irritanti
Basti pensare che il fumo inalato attivamente o passivamente da una sigaretta contiene oltre 4.000 molecole, alcune delle quali sicuramente dannose per l’organismo umano. Molti composti sono attivi biologicamente con modalità diverse, perché tali cancerogeni sono irritanti e interagiscono con i nutrienti assunti. Le sostanze nocive del fumo possono ledere direttamente l’apparato respiratorio e agire contestualmente anche sull’intero organismo. Le stesse sono soprattutto prodotte dalla combustione incompleta di tabacco e carta e vengono volatilizzate per l’elevata temperatura.
I danni del fumo
I danni provocati dal fumo sono suddivisibili in tre categorie: i danni primari (subiti da chi fuma), i danni secondari del fumo passivo (subiti da chi è presente quando qualcuno fuma) e i danni terziari (legati alle sostante ambientali residue lasciate dal fumo). I terziari sono quelli che colpiscono maggiormente gli animali domestici, perché passano più tempo in casa dei proprietari e sono più esposti al contatto diretto con i residui gassosi e particolati che si depositano nell’ambiente e sul pelo. I rischi del fumo passivo per i nostri animali”, spiega il vicepresidente dell’ordine dei veterinari di milanesi, Laura Torriani, “sono legati ai danni diretti sulle vie respiratorie, quindi maggiore incidenza di patologie respiratorie croniche, riniti, bronchiti, ma anche purtroppo a una maggiore frequenza di patologie neoplastiche nasali o polmonari rispetto agli animali che vivono in ambienti ‘smoke-free’. Nel gatto, poi, a causa dell’abitudine a leccarsi e ripulirsi il pelo costantemente, detto ‘grooming’, anche neoplasie orali come il carcinoma squamocellulare o i linfomi generalizzati”.
Intossicazione da nicotina
Ma ce n’è anche per Fido: come continua Torriani, “soprattutto nel cane esiste il rischio di ingestione di mozziconi che a causa dell’elevato contenuto di nicotina possono determinare vere e proprie intossicazioni”. L’intossicazione da nicotina può causare eccessiva salivazione, eccitazione, tremori, vomito, mancanza di coordinamento, debolezza, convulsioni e insufficienza respiratoria. L’avvelenamento diretto proviene dal mozzicone di sigaretta che contiene da 4 a 8 mg di nicotina. La dose tossica nel cane e nel gatto è di circa 1-2 mg/kg, quella potenzialmente letale si aggira attorno ai 10 mg/kg.
Proteggere se stessi e gli altri
Il comportamento più saggio, consigliano dall’ordine, sarebbe proteggere anche se stessi, smettendo del tutto di fumare. Ma se proprio non si riesce a interrompere la dipendenza, si suggerisce di non fumare in ambienti chiusi, arieggiare le stanze, svuotare i posacenere, lavarsi le mani dopo aver fumato e prima di toccare l’animale.
A cura di Maria Paola Gianni
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