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Tracheobronchite infettiva nel cane: cura e sintomi

di Redazione Quattro Zampe

Con il termine, un po’ generico, di “tracheobronchite infettiva” si indicano tutte le malattie respiratorie contagiose caratterizzate da tosse, escludendo il cimurro. È argomento all’ordine del giorno, visto che queste “sindromi influenzali” hanno una stagionalità che le vede comparire con frequenza all’inizio della stagione calda. Gli agenti infettivi più comunemente riscontrati in corso di queste malattie sono: adenovirus, parainfluenza virus, batteri del tipo bordetella bronchiseptica. Oltre a questi, occasionalmente si possono isolare nel materiale infetto anche herpesvirus, mycoplasmi, pseudomonas, escherichia coli e altri batteri.

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Questa pletora di fattori causali può portare anche a una certa variabilità nel decorso clinico. In genere la malattia inizia come una laringotracheite caratterizzata da tosse secca, febbre, spossatezza, cambio del timbro di voce. Il decorso è di circa una settimana se non subentrano complicazioni batteriche (il germe più frequente è la bordetella). In questo secondo caso la malattia cambia: si forma catarro, vengono coinvolti i bronchi più profondi e talora il polmone, tutta la sintomatologia si aggrava fino a mettere anche in pericolo la vita. Questo tipo di decorso più complicato è tipico dei luoghi dove c’è forte affollamento e quindi maggiore variabilità di agenti patogeni, ed è per questo comunemente chiamato “tosse dei canili”. La terapia prevede l’impiego di antinfiammatori, mucolitici, antibiotici e broncodilatatori nei casi più gravi.

Più efficace della terapia è la prevenzione. L’adenovirus e il parainfluenza virus sono compresi nelle vaccinazioni standard, mentre per la bordetella bronchiseptica bisogna impiegare un vaccino a parte, praticabile sia per iniezione che per via endonasale. È molto consigliabile verificare se si è in regola con le profilassi prima di inviare il cane presso pensioni, campi addestramento e situazioni simili, ma attenzione: il vaccino iniettabile impiega un po’ di tempo ad agire (la prima volta va praticata anche la dose di richiamo), quindi ricordiamoci di praticarlo col giusto anticipo; più rapida è l’azione del vaccino endonasale, attivo già cinque giorni dopo la somministrazione.

  • di cosa si tratta: Malattia infiammatoria/ infettiva delle vie aeree
  • come si cura: Prevenzione e terapia medica

di Alessandro Arrighi

© Riproduzione riservata.

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