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Arrivano i dog-tors: cani Golden Retriever volontari all’ospedale

di Redazione Quattro Zampe

Milo, Hattie, Quinn, Jessie, Leo e Archie non hanno paura di niente: ne del veterinario ne dell’ospedale!

Questi 4 cani golden retriever fanno parte del team “dog-tors” che interviene nell’ospedale di Southampton in Inghilterra per mostrare ai piccoli pazienti affetti da cancro come utilizzare le attrezzature mediche.

Tutto inizia sette anni fa. All’ospedale di Southampton un bambino ricoverato non aveva mai usato la maschera respiratoria ed era estremamente spaventavo all’idea di doverla indossare. All’epoca il team di pet therapy capitanato da Lyndsey Uglow era attivo nei corridoi del centro.
Uno dei cani volontari pelosi ha voluto “dare una zampa” al giovane paziente: per gioco ha infilato il naso in una maschera mostrando che non mordeva! L’immagine così buffa ha rassicurato il bambino. Ha visto che il cane usava per gioco la maschera e ha voluto provare anche lui a infilarci il naso. Da qui è nata l’idea di far provare ai cagnoloni tutte le attrezzature mediche, per rassicurare i piccoli pazienti e vincere la paura di questi asettici macchinari. Ovviamente anche i cani si sono divertiti un mondo al punto che si sono “innamorati” di alcuni apparecchi. Jessi adora l’ecografia
«È molto felice di mettersi ventre all’aria e farsi sfregare la pancia» spiega la capitana del team Lyndsey. Leo è perfino entrato nello scanner per le radiografie. I dottori hanno filmato la sua visita in modo da poterla mostrare ai bambini preoccupati per questo tipo di esame.

Il team dog-tors è diventato protagonista di video e foto che mostra i cani mentre utilizzano attrezzature mediche come raggi x e risonanze magnetiche.

Ovviamente tutti i macchinari sono puliti dopo la dimostrazione e restano spenti durante l’uso. I pazienti come gli animali non rischiano niente. Semplicemente i cani mostrano il modo di utilizzare questi apparecchi rendendoli meno inquietanti e quasi buffi. Ormai il team dog interviene all’ospedale pediatrico fino a cinque volte a settimana portando il sorriso lì dove la malattia è più difficile da accettare e più spaventosa perché colpisce i bambini. L’effetto positivo di questi interventi non si limita però al periodo di ricovero. Il British Journal of Nursing ha segnalato che i bambini timorosi nei riguardi dei cani, dopo l’incontro in ospedale sono molto meno spaventati. Insomma, una tripla vittoria: combattendo la paura della malattia si vince la paura dell’ospedale e anche quella dei cani.
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