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Welsh Corgi: adorabile folletto

di Redazione Quattro Zampe

Welsh Corgi

Non sono molto diffusi, ma la loro popolarità è indiscutibile, visto chi li accompagna e per aver corrotto il cuore di una Regina, una bella personalità devono certo averla, parliamo dei Welsh Corgi!

Cani relativamente piccoli, ma con un grande cuore e un temperamento forte. Hanno un aspetto da folletto, con zampe corte, orecchie grandi e uno sguardo decisamente furbo, intelligente; eppure a renderli unici è il carattere.

Nelle persone si dice che un naso importante sia sinonimo di personalità; nel nostro caso non so se siano le orecchie, oppure le zampe – per non parlar del fondoschiena – a esserne il segno. Diciamo che i tratti distintivi non mancano.

Sportivo, brillante, sempre allegro e vivace, curioso, perspicace, abbastanza indipendente, ma affettuoso e pronto, disponibile, socievole… e chi più ne ha, ne metta. Gli aggettivi nel caso del Corgi non sono sprecati!

L’aspetto è alquanto originale: se non fosse basso sugli arti sarebbe un cane di taglia media, perché tronco e testa sono di quelle dimensioni, invece, così sembra un folletto, o uno “spiritello ribelle”, visto lo sguardo intraprendente e l’espressione furba. Le grandi orecchie, portate in posizione eretta, sembrano fatte per non fargli sfuggire nulla, il muso assomiglia a quello di una volpe, anche per il colore del mantello.

Una particolarità della razza è poi il fondoschiena, simile a un bellissimo sedere, caratterizzato fino a qualche anno fa dall’assenza della coda, tagliata nei primi giorni di vita. Oggi, che alcuni paesi vietano questa pratica, lo standard è stato rivisto e ora il Corgi ha perso – salvo i casi in cui nasce senza, ovvero è natural bobtail – un po’ quella meravigliosa caratteristica di cui si parla addirittura in antiche leggende.

Welsh CorgiHanno un portamento ero e orgoglioso che li rende molto eleganti, nonostante le forme siano poco sinuose e la taglia non troppo maestosa.

Per quanto riguarda, invece, il carattere, è un cane rustico, da lavoro, nato come pastore con il compito di guidare la mandria al pascolo, tenendola unita e sorvegliandola di notte; veniva usato anche per condurre il bestiame al mercato. La sua particolarità è quella di mordere ai garretti e appiattirsi a terra per evitare il calcio.

Non essendo, però, questa caratteristica utile nel caso delle pecore, presto il Corgi fu selezionato in due varietà, che in seguito divennero due razze distinte: il Pembroke per lavorare con le mandrie di mucche e il Cardigan – privato di questo atteggiamento innato- per i greggi di pecore.

La zona di origine di entrambe le razze resta il Galles, area occidentale della Gran Bretagna che si affaccia sul Mar d’Irlanda, ma mentre il primo ha avuto maggior diffusione e popolarità, grazie a una super madrina come la Regina Elisabetta, il secondo è rimasto per lo più sconosciuto.

Come cane da lavoro ha sviluppato devozione e fedeltà all’uomo, doti che gli son state preziose negli anni in cui la pastorizia si è trasformata in allevamento moderno, e le sue mansioni di cane da pastore son state man mano ridimensionate.Welsh Corgi

Oggi è per lo più un cane da compagnia, ma non ha certo perso carattere e personalità. Con i bambini, di cui si sente guardiano, è dolce e paziente; con il padrone è affettuoso e devoto, mentre con gli estranei –uomini o altri animali che siano- è socievole, senza mai risultare invadente.

La sua origine – legata al lavoro rurale come ausiliare dell’uomo – richiedeva tempra, perspicacia e intelligenza, doti che ancora oggi mantiene, unite a una certa reattività e soprattutto un carattere rustico e sportivo.

Il suo ambiente naturale è di sicuro la campagna, ama la vita all’aria aperta, ma si adatta benissimo anche a vivere in un appartamento in città, a patto di consentirgli almeno tre passeggiate al giorno.

La sua addestrabilità e agilità lo rende competitivo anche nelle discipline agonistiche tipo agility.

Vuoi saperne di più sul Welsh Corgi?

Abbiamo dedicato a questo tenero quattro zampe un ampio articolo pubblicato sul numero di febbraio del nostro giornale. Se te lo sei perso, puoi recuperarlo scaricando la App e leggendolo sul giornale digitale, basta andare a questo collegamento.

 

 

A cura di Sofia Golden

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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