Il mio cane starà sempre con me: sarà vero?

di Redazione Quattro Zampe

Il mio cane sarà sempre con me

Il mio cane non me lo porteranno mai via… quante volte l’abbiam sentito? Portar via il cane per debiti o per altri motivi è purtroppo possibile. È legale? Quando accade? Quando non c’è nulla da fare contro questa terribile separazione?

Il mio cane: quando lo portano via

In questi ultimi tempi stiamo ricevendo numerose telefonate di persone preoccupate che qualcuno, per un motivo o per un altro, possa legittimamente sottrarre loro il fedele amico a quattro zampe. Proviamo, quindi, a fare un po’ di chiarezza sui motivi che possono portare all’allontanamento di un animale domestico dal proprio habitat e sui comportamenti da tenere per evitare che ciò accada.

1 – Condotte che integrano reati penalmente perseguibili

Èlegge-ammazza-randagi chiaro: quando si verificano maltrattamenti, le autorità devono intervenire per allontanare l’animale dall’abitazione, a tutela della sua salute e incolumità. Senza bisogno che ve lo diciamo: se vedete un animale detenuto in maniera non consona alla sua natura –ad esempio legato a catena, o lasciato all’aperto senza idoneo riparo o cibo- non esitate a segnalare il tutto alle forze dell’ordine e/o alla Asl veterinaria del vostro Comune, le quali hanno l’obbligo di attivarsi quanto prima per verificare la situazione e, se è il caso, prendere i dovuti accorgimenti.

2 – Rischi sanitari

Chiunque viva con un animale sa quante attenzioni quotidiane questo richieda. Succede però, alle volte, che il proprietario non riesca ad accudire in maniera idonea gli animali di cui si circonda (magari perché in numero troppo elevato rispetto allo spazio disponibile), omettendo di mantenere un livello igienico sufficiente. In tali occasioni è lecito che la Asl esca per un controllo sulle condizioni sanitarie -delle persone, degli animali e del luogo- e individui il modo di evitare ripercussioni sulla loro incolumità. Può succedere, quindi, che il proprietario sia obbligato a ripristinare una situazione igienico-sanitaria accettabile e che, nell’attesa, gli animali vengano allontanati dall’abitazione.

3 – Pericolosità

Altro caso riguarda l’accertamento della pericolosità dell’animale. Noi tutti sappiamo che non esistono cani cattivi di natura e che il loro comportamento è fortemente condizionato dalle condotte degli umani e degli altri animali che con loro interagiscono.

Tuttavia può succedere che, per i più disparati motivi, un cane graffi o morda un umano, o un altro animale. “Ma è successo una volta sola, per sbaglio, basta questo perché me lo portino via?”. Assolutamente no. Infatti, a seguito di denuncia in caso di morso di animale, la Asl e le autorità competenti provvedono ad indagare sull’accaduto e prendono in considerazione tutti gli elementi necessari a valutare l’effettiva pericolosità dell’animale. Soltanto in casi di accertata e conclamata pericolosità questo può essere allontanato dal suo padrone. Spesso, infatti, l’aggressività dell’animale è strettamente connessa ad errati comportamenti del suo “umano di riferimento” e l’allontanamento risulta essere l’unica via per arginare il problema.

4 – Pignoramenti

“Ho visto in televisione che, se non pago i miei debiti, possono portarmi via gli animali domestici. È vero?” È vero, ma solo formalmente e si auspica un veloce cambiamento. Il problema riguarda il Codice Civile che classifica cani, gatti, pesci rossi e tutti gli animali domestici come “res”, ossia cose, beni mobili; quindi alla stessa stregua di televisori, motociclette o divani sono anch’essi pignorabili nei casi previsti dalla legge. È evidente, dunque, l’inadeguatezza della normativa italiana su una questione tanto importante. Sotto un profilo pratico, però, la pignorabilità degli animali domestici è raramente (se non quasi mai) applicata, almeno in caso di animali domestici comuni, che non siano di elevato valore economico (quali animali da pascolo, cavalli di razza, ecc.). E d’altro canto, per evitare ritorsioni e ripercussioni psicologiche sull’individuo colpito da pignoramento, la Legge esclude dalla pignorabilità tutti quei beni che abbiano un riconosciuto valore affettivo, come ad esempio fedi nuziali o i cimeli di famiglia. Un eventuale pignoramento dell’animale domestico fatto a scopo di “ritorsione” potrebbe, quindi, essere impugnato su tale presupposto. Attualmente sono al vaglio diverse proposte di legge per rendere impignorabili gli animali domestici.

5 – Immissioni

Ultimo motivo che può portare, in casi estremi, all’allontanamento forzoso, è quando l’animale sia “fonte di immissioni di rumori o emetta odori tali da cagionare, per la loro frequenza e intensità, malessere e insofferenza anche a persone di normale sopportazione”. Non spaventatevi: si tratta di casi estremi, che non rendono possibile la pacifica convivenza.

Quando rumori o odori arrivino a superare la soglia di tolleranza “media”, la normale sopportazione richiesta dalla vita di condominio, allora si potrà richiedere al Giudice di valutare e trovare una soluzione al problema. L’allontanamento e l’affidamento ad enti specializzati rappresenta soltanto l’extrema ratio e viene attuato quando sia l’unico modo per restaurare la quiete nell’edificio condominiale. Alla luce di quanto sopra esposto, invitiamo tutti i lettori a stare tranquilli e godersi la vita con il proprio amico a quattro zampe, poiché l’allontanamento avviene soltanto in casi estremi.

 

 

a cura di avv. Francesca Zambonin

 

 

© Riproduzione riservata.

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