Juniores: il futuro dell’agility

di Redazione Quattro Zampe

European Open Juniores” sono tre parole usate per indicare una comune gara come tante altre, dove però i partecipanti sono tutti ragazzi sotto i diciotto anni.

È quello che vedono gli altri da fuori, ma per chi vive le emozioni di questo campionato è impossibile definire l’European Open Juniores solo una competizione.

Quest’anno, come tanti altri, è stato pieno di emozioni che partono dal momento in cui ritrovi i tuoi amici, che dopo tanto attendevi di rincontrare, e finisce in lacrime tra saluti e addii.

È un susseguirsi di ansia, gioia, rabbia, lacrime e tante, tante risate!

PERSONE CHE TI RESTANO NEL CUORE

2Le persone che si conoscono durante questa esperienza ti rimangono nel cuore, perché con loro riesci a viverci talmente tante emozioni che non ti puoi dimenticare di nulla: compagni di squadra con i quali condividi vittorie, ansie, sconfitte e delusioni. Allenatori che ti aiutano e cercano di sostenerti al massimo. Genitori che urlano a più non posso, cercando di tenere alto il tifo italiano, e amici con cui ridi e piangi talmente tanto che ti sembrano momenti infiniti. Conosci persone che ti seguono per anni e anni, cominci a imparare altre lingue solo per riuscire a parlare con amici distanti migliaia di chilometri da te, impari cosa vuol dire la parola “distanza” e crei amicizie che dureranno una vita, ma arrivati a un certo punto, quando si cresce, si devono salutare queste persone e passare oltre con le lacrime agli occhi e il cuore in gola. Ma come sostiene un grande amico: si rimane junior nel cuore, per sempre.

SAMUELE:

“Non basterebbero cento pagine per descrivere le mie emozioni. Per me partecipare all’European Open Juniores è il completamento di un anno di allenamenti, di vittorie e piccole sconfitte, in attesa di questa competizione internazionale dove ogni attimo è un’emozione. Dalla cerimonia di apertura, agli allenamenti, ai cori, all’istante in cui siamo in pre-ring io e Ira, la guardo e so che entrambi daremo il massimo.

Fino ad arrivare agli abbracci della squadra, ai pianti di coloro che partecipano per l’ultimo anno. Ci vediamo l’anno prossimo in Slovacchia”.

FLAVIA:

“Nell’agility più bello che girare col proprio amico, c’è girare tutti insieme, come una squadra, dandosi supporto e divertendosi, vincendo tutti assieme e condividendo ogni emozione. Questo è stato lo Junior Agility Team”.

GIOVANNA:

“Mai avrei immaginato che a pochi mesi dal debutto in agility sarei stata selezionata per gli Europei juniores. Questi tre giorni di gara sono stati un insieme di forti emozioni: gioia, divertimento, ansia, delusioni subito rimpiazzate da entusiasmo per dare il meglio di sé. La cosa che porterò per sempre con me sono i meravigliosi giri di Maya che, anche se non hanno portato nessun risultato particolare in individuale, mi hanno regalato un meraviglioso settimo posto con la mia squadra ‘Italia Large 2’. Dal mio primo europeo esco a testa alta, con impressa nella mente l’immagine di Maya in pre-ring, concentratissima, che scodinzolava e abbaiava, non vedendo l’ora di entrare, e con la consapevolezza di avere un cane unico che mi porterà molto in alto grazie alla sua determinazione e voglia di fare. Un ringraziamento speciale va a tutti coloro che mi hanno permesso di realizzare questo sogno, i miei coach, i team leader, ma anche i miei genitori che sono supporter sempre in prima linea, sperando che possa proseguire l’anno prossimo in Slovacchia”.

FRANCESCA:

“È stata un’esperienza unica. Ogni anno più emozionante e competitiva”.

BEATRICE:

“Non solo è stata una bella esperienza dal punto di vista agilistico, ma anche da un punto di vista umano. Il campionato europeo è stato occasione per passare quattro giorni in gruppo, creando nuove amicizie, sia italiane che oltre i confini”.

1DAVIDE:

“Europei juniores, che dire: quando ho cominciato a fare agility con Max (un Pastore Tedesco) non avrei mai pensato di arrivare così in alto, ma soprattutto di far parte della squadra della Junior agility, una squadra fantastica con persone meravigliose e soprattutto unite, da un legame comune, l’agility. Questo, purtroppo, è stato il mio ultimo anno, ma nonostante ciò è stato l’anno più emozionante con i coach sempre presenti, squadra sempre attiva nel tifare e, a coronare il tutto, la vittoria della nostra squadra con tanto di inno nazionale cantato durante la premiazione. Europei juniores 2015: un’esperienza davvero speciale che porterò per sempre nel mio cuore!”.

FRANCESCA:

“Agility Dog è molto di più che correre con il cane, significa essere in sintonia, creare un legame, un’energia tra cane e conduttore. Agility Dog significa anche rispetto, amore, amicizia, unione e sportività. Questi valori sono le fondamenta dell’Agility Junior Italiana e sono contenta e fiera di averne fatto parte”.

SILVIA:

“Per me questo é stato fantastico, oltre al mio podio singolo e quello a squadre degli altri, mi sono divertita un sacco. Ho fatto nuove amicizie con chi non avevo ancora visto, ho avuto degli allenatori fantastici, dei compagni meravigliosi che mi hanno sostenuto e che io stessa ho sostenuto. Secondo me questo Europeo é stato perfetto”.

LINDA:

“Aspetto l’Europeo con ansia tutto l’anno. Sono quattro giorni splendidi, pieni di emozioni contrastanti, tra gioia, lacrime, rabbia, dolore e tristezza.

Quattro giorni intensi, dove ci sei solo tu e il tuo cane, il binomio che avete creato si vede proprio in questi giorni. Tutti gli allenamenti che avete fatto, l’impegno che ci avete messo per arrivare fino a qui. Solo al pensiero di tutto quello che si prova, aspetto già luglio. Si creano molte amicizie, a volte continuano di anno in anno, altre volte finiscono, ci sono litigi e incomprensioni talvolta, ma si cerca subito di chiarire. È bellissimo trovarsi alla partenza e sentire le urla dei compagni che ti stanno incoraggiando, dei tuoi amici, dei tuoi genitori e dei tuoi allenatori.

In questi quattro europei ai quali ho partecipato, ho fatto amicizia anche con ragazze spagnole, cecoslovacche, francesi. Un modo per parlare inglese e per imparare qualche altra lingua diversa dall’italiano. Spero di partecipare all’Eo Junior anche l’anno prossimo in Slovacchia”

GIADA:

“Quest’anno mi sono trovata molto bene sia con la squadra che con i coach. Tutti i ragazzi sono stati fantastici, hanno supportato con cori e tifi ognuno di noi. I coach erano presenti alla fine di ogni giro dei ragazzi e si sono fatti in quattro per farci vivere questa esperienza in modo positivo e senza agitazione.Grazie mille per questa esperienza fantastica”.

 

 

A cura di Alfonso Sabbatini

© Riproduzione riservata.

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