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Il 17 febbraio è la festa internazionale del gatto

di Redazione Quattro Zampe

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Oggi, 17 febbraio si festeggia la festa internazionale del gatto. Le associazione feline di tutto il mondo hanno scelto proprio questo giorno per celebrare questo splendido animale. Ma perché è stata scelta  proprio questa data? E che cosa simboleggia il gatto?

Il mese di febbraio è un mese molto importante in quanto si celebra festa internazionale del gatto. Sono state le grandi associazioni feline del mondo a scegliere proprio questa data. Scopriamo insieme il perché.

I significati del 17 febbraio

1. Febbraio è il mese del segno zodiacale dell’Acquario, mese dominato da Urano, pianeta degli spiriti liberi e anticonformisti, del genio e della sregolatezza, proprio come il gatto che non ama sentirsi oppresso da troppe regole.
2. Tra i detti popolari febbraio veniva definito “il mese dei gatti e delle streghe” collegando in tal modo gatti e magia.
3. Il numero 17 nella nostra tradizione è sempre stato ritenuto un numero portatore di sventura, stessa fama che, in tempi passati, è stata riservata al gatto.
4. La fama del 17 è determinata dall’anagramma del numero romano che da XVII si trasforma in “VIXI” ovvero “sono vissuto”, di conseguenza “sono morto”. Non così per il gatto che, per leggenda, può affermare di essere vissuto vantando la possibilità di altre vite.
5. Il 17 diventa quindi “1 vita per 7 volte”.

Etimologia della parola gatto

Il gatto veniva chiamato dagli antichi egizi “Miou” o Myeou”, termine onomatopeico che fa riferimento al suo miagolio. Successivamente nel V sec a.c., lo storico greco Erodoto lo chiamò “ailuros” e poi sostituito successivamente con la parola “gale”. Il gatto selvatico veniva chiamato nell’antica Roma con il termine Felis che significa felino. Solo successivamente a partire dal IV sec. d.c. è stato utilizzato per fare riferimento al gatto il termine “cattus” da cui deriva “cat” (in inglese), “Katz” ( in tedesco), “Kat” ( in olandese), “Kochka” ( in russo).

La simbologia legata al gatto

La simbologia attribuibile a questo animale è piuttosto eterogenea e oscilla tra tendenze benefiche e non.

Gli Egiziani lo veneravano considerandolo una vera e propria divinità. La dea Bast, benefattrice e protettrice dell’uomo, veniva spesso rappresentata con la testa di un gatto dallo sguardo misterioso e ammaliante. La dea veniva anche chiamata Bastet o Pash ed è da quest’ultimo nome che qualcuno ha voluto far derivare il vezzeggiativo “puss”, utilizzato spesso per i gatti. A Bubastis, una delle principali città dell’antico Egitto, nel 1890 sono state portate alla luce necropoli contenenti ben 300mila mummie di gatti ancora chiuse nei loro sarcofagi di legno scolpito oppure avvolti in involucri di paglia colorata e intrecciata.

In Giappone, invece, veniva considerato come un animale di cattivo augurio, capace di uccidere le donne e di prenderne le forme. Nel mondo buddhista si rimprovera al gatto di essere stato il solo animale,insieme al serpente, a non essersi commosso per la morte del Buddha. È curioso pensare come quanto nella Cabala che nel buddhismo il fatto di associare questo animale al serpente stia ad indicare il peccato e l’abuso dei beni di questo mondo. In India ci sono diverse statue di gatti che rappresentano la “beatitudine del mondo animale”.

Nell’antica Cina era considerato un animale benevolo e il suo atteggiamento veniva mimato nelle danze agrarie. Mentre nella tradizione musulmana il gatto è piuttosto favorevole tranne se è nero. Per gli Indiani Pawnee dell’America del Nord è invece il simbolo della destrezza della riflessione e dell’ingegnosità. Per diversi secoli, però, il gatto è stato anche disprezzato e considerato in modo disdicevole.

Fa parte della famiglia

A partire dal XIX secolo, fortunatamente le cose sono cambiate e il gatto è entrato a far parte delle famiglie. Oggi è sicuramente l’animale domestico, assieme al cane, più amato e apprezzato. Del resto a lui si sono ispirati uomini colti, artisti, poeti e pittori: come il poeta Aldous Huxley che attribuiva il suo successo alla presenza di un gatto o a Torquato Tasso che addirittura gli dedicò un intero sonetto, Charles Baudelaire, amante dei gatti scrisse “Le chats-Les fleurs du mal”. Esaltato anche grandi artisti come Renoir, Manet, Goya, Mirò, Marc e Leonardo Da Vinci.

Il gatto è sicuramente l’animale più affascinante e misterioso che abbia mai vissuto con l’uomo. Il suo incedere così elegante, il suo sguardo e quel suo comportamento così variegato lo rendono speciale. Ed è proprio come disse Leonardo Da Vinci “il capolavoro della natura”, per questo merita tutto il nostro rispetto e una festa in suo onore.

Testi di Irene Cassi

Testi di Valentina Maggio

Foto Shutterstock

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