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Bengal

di Giulia Settimo

Ancora raro in Europa, appartiene a una razza piuttosto recente, riconosciuta ufficialmente solo nel 1991 e ottenuta incrociando il Gatto Leopardo Asiatico (Asian Leopard Cat – Alc) con gatti domestici a pelo corto, di tipo orientale: Egyptian Mau, Burmese, Ocicat.

Il Bengal domestico è un po’ più grande e muscoloso, ma lo standard si allinea alle caratteristiche fisiche del progenitore selvatico.

La varietà spotted marrone, con i tipici ‘ocelli’ chiari sul dorso delle orecchie, è quella che più gli somiglia: base color cuoio, con disegni marrone scuro o nero e tratti facciali sottolineati in nero. Le macchie del mantello sono grandi, distribuite a caso e disposte ad anelli o a rosette.

L’evoluzione della maculatura è l’espressione più eclatante del processo di selezione. Nel tempo gli allevatori sono, infatti, riusciti a ottenere sfumature e disegni molto simili a quelli di Ghepardi (Acinonyx jubatus), Giaguari (Panthera onca), Leopardi (Panthera pardus), Margay (Felis wiedii), Ocelot (Leopardus pardalis), Leopardo delle Nevi (Panthera uncia), Leopardo nebuloso (Pardofelis marmorata), Gatto marmorizzato (Pardofelis marmorata) e Gattopardo (Prionaliurus bengalensis o Felis bengalensis). Individuata per la prima volta in India, esiste anche una mutazione del pelo in cui una struttura cellulare quasi cristallina crea l’effetto di riflettere la luce (glitter): in certe condizioni di luce, il gatto appare come un’autentica meraviglia scintillante.

Espansivo e coccolone, il Bengal è un felino domestico a tutti gli effetti. Attivo e intelligente, vive benissimo in appartamento, a condizione che non gli vengano imposti troppi divieti, soprattutto in giovane età.

Può essere un delizioso compagno di vita, dolce e coccolone, sempre pronto al gioco ma, vivace, curioso e reattivo com’è, non va bene per chi cerca un micio-peluche, capace di passare tutta la giornata acciambellato sul divano. Anche se si cerca di prenderlo in braccio come un bambolotto, si ribella immediatamente e a volte non vuole proprio essere disturbato. Il carattere di questi gatti è complesso e non si può darne una descrizione precisa, valida per tutti i soggetti: alcuni sono socievolissimi, altri più schivi e riservati.

Elementi comuni sono, però, la straordinaria intelligenza, l’energia inesauribile, il continuo desiderio di cacciare, giocare e interagire con tutti i membri della famiglia. Interagiscono volentieri anche con gli altri animali di casa, con cui non sono mai aggressivi. Conservando ancora i ricordi ancestrali del felino selvatico, il Bengal ama cacciare e arrampicarsi, si diverte a riportare piccoli oggetti lanciati e perfino a giocare con l’acqua.

Il Bengal adora salire in cima ad armadi e librerie per osservare dall’alto i movimenti dei suoi compagni umani, ai quali si affeziona moltissimo.

Nella bella stagione li accompagna volentieri anche in qualche passeggiata all’aria aperta, rigorosamente munito di pettorina e guinzaglio. In casa li segue in ogni stanza per ispezionare tutto quello che fanno. Vietato, quindi, lasciarlo solo per lunghi periodi o non avere con lui frequenti interazioni. Una volta inserito nel contesto familiare, vuole partecipare ‘di persona’ a ogni attività: si caccia dentro armadi e ripostigli, si infila nelle borse della spesa, ‘aiuta’ a svuotarle e poi, quando sono vuote, le usa per giocare a nascondino. Quando si apre il frigorifero arriva subito a sbirciare se c’è qualcosa di interessante, da mangiare o da arraffare come giocattolo. Naturalmente anche gli interni della lavatrice o della lavastoviglie non sfuggono alla sua curiosità: basta un attimo di distrazione e lui rischia di farcisi chiudere dentro.

Sempre pronto a intervenire nelle faccende quotidiane, riesce, poi, a inventare ogni giorno nuove attività esplorative e nuovi giochi. Se, sfortunatamente, qualcuna delle sue trovate va contro le regole di casa, non è facile indurlo a desistere e bisogna mettere in conto una bella ‘discussione’ a base di appassionati ed eloquenti miagolii.

La Scheda tecnica del Bengal

  • Razza: Bengal
  • Origine: Stati Uniti, 1963
  • Altri nomi Bengala, Bengalese
  • Ascendenza: Gatto-leopardo asiatico, gatti di casa, Mau egiziano, gatti di strada indiani
  • Ibridazioni: nessuna
  • Temperamento: Vivace, amichevole e affettuoso
  • Peso: 3-6 kg la femmina, 6-9 kg il maschio

Caratteristiche del Bengal

  • Orecchie: medio-piccole, ben distanziate, con base larga e punte arrotondate, inclinate in avanti
  • Testa: leggermente piccola rispetto al corpo, a cuneo arrotondato, con zigomi alti e prominenti, muso pieno, cuscinetti dei baffi grandi, naso grande e largo, collo lungo, solido, muscoloso
  • Occhi: grandi, ovali, leggermente obliqui, di qualsiasi colore (molto apprezzato il marrone del gatto leopardo asiatico)
  • Mantello: corto e compatto, setoso e soffice, lucido e morbidissimo al tatto, con macchie nette e ben distribuite su tutto il corpo, di colore nero, marrone, cioccolato o cannella e riflessi brillanti
  • Corpo: di taglia medio-grande, agile e muscoloso, “un vero atleta”
  • Coda: grossa, di media lunghezza, con punta arrotondata
  • Zampe: di media lunghezza, forti e muscolose, con piedi grandi e rotondi

Aspetto Generale

Impegno per un Bengal

Soffre molto la solitudine e cerca di continuo il contatto umano; vivace e giocherellone ha bisogno di spazi adeguati per arrampicarsi e per sfogare le sue energie.

Cure mediche per il Bengal

Tendenzialmente forte e robusto, deve però avere un’alimentazione di buona qualità, leggera e non troppo ricca.

Socialità del Bengal

Affettuoso e amante delle coccole, socievole ed espansivo, di solito si lega particolarmente a un membro della famiglia.

Pelo del Bengal

Il mantello corto e setoso non necessita di cure particolari: va spazzolato con una certa frequenza solo nel periodo della muta, per eliminare i peli morti.

Approfondimenti:

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