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Cane in ospedale, ma non solo: l’Italia si sveglia!

di Redazione Quattro Zampe

cane in ospedale

Da qualche tempo è sempre più facile leggere la notizia di un cane in ospedale, di un gatto in una casa di cura, di un animale impiegato come terapia. Il fatto è che sempre più ospedali e case di cura hanno aperto le loro porte ai nostri amati amici animali. Un passo molto importante avvalorato dal riconoscimento scientifico dei benefici che gli animali arrecano a persone malate, anziane o in difficoltà.

Non solo il cane in ospedale: brava Milano!

L’ultimo esempio è quello di Milano, del 29 dicembre scorso, quando la Giunta regionale ha approvato il “Regolamento per la tutela degli animali di affezione e la prevenzione del randagismo”. Come ha spiegato l’assessore al Welfare Giulio Gallera, “cani, gatti e conigli possono accedere agli ospedali e alle case di riposo, secondo le condizioni di sicurezza stabilite dalle strutture sanitarie o sociosanitarie, rispettando i requisiti minimi del regolamento: gli animali devono essere accompagnati da maggiorenni, i cani devono essere muniti di museruola e condotti a guinzaglio; gatti e conigli, invece, dovranno essere alloggiati nel corretto trasportino, almeno fino al momento della visita al paziente o all’ospite”.

cane in ospedale

Diritti (animali) e doveri (umani)

La novità assoluta sta nel fatto che i nostri amici animali possono entrare non solo nelle strutture sanitarie e socio-sanitarie per attività di pet therapy, ma anche per far visita ai propri cari.

Il fine del regolamento è tutelare i nostri pet e prevede sanzioni da 150 a 900 euro per chi non rispetta le norme e sottolinea l’obbligo di identificazione e iscrizione all’anagrafe degli animali d’affezione. Sono ben evidenziati doveri e responsabilità che i proprietari devono avere nella cura e nei riguardi degli animali (tenendo conto dei bisogni fisiologici, etologici, della riproduzione, dell’addestramento e delle condizioni di trasporto al seguito del proprietario), l’obbligo a fornire un ricovero, cibo e acqua in modi adeguati e in quantità sufficienti in base alle necessità, la giusta dose di attività motoria e di contatti sociali con i loro simili. Divieto assoluto, poi, all’uso della catena e a imporre attività dannose alla loro salute, o che loro non vogliono fare.

Da Nord a Sud collaborazioni bestiali

Numerosissimi i progetti di pet therapy e dog-visiting avviati in Italia, molte le realtà che con personale qualificato collaborano con strutture sanitarie pubbliche e private. Protagonisti, per la maggior parte, cani coordinati da operatori specializzati, psicologi, psicoterapeuti, educatori cinofili, medici veterinari, addestrati, educati alla missione riabilitativa.

L’obiettivo è il benessere del paziente, perciò è fondamentale tutelare la sicurezza igienico-sanitaria: animali in corsia, dunque, ma sempre con l’autorizzazione dei responsabili ospedalieri e solo in certi reparti o in aree appositamente adibite agli incontri. Diverse le norme per l’ammissione dei pet, come l’uso di guinzagli corti, museruole e trasportini; accompagnatori che abbiano compiuto la maggiore età; animali che non devono mostrare segni di aggressività né essere rumorosi e devono aver ricevuto dal veterinario l’attestazione di buona salute e regolari vaccinazioni. I pet devono essere toelettati – con shampoo antimicotico – almeno ventiquattro ore prima della visita e spazzolati prima di entrare nella struttura, così da eliminare eventuale pelo superfluo.

cane in ospedale

Aeroporto di Malpensa e Linate

All’aeroporto di Milano Malpensa opera l’associazione Maith onlus che mette in prima linea due cani, un meticcio e un Golden Retriever, e un coniglio. La loro presenza è un sano e simpatico “sedativo” da assumere prima dei viaggi: tra una carezza e una leccatina, tra un colpo di spazzola e qualche gioco, le persone si rilassano, l’ansia e lo stress per la paura di volare si riduce. Non solo a Malpensa, ma anche a Linate, dove gli amici animali hanno svolto il loro operato alla Sala Amica, dedicata alle persone con ridotta mobilità. Ciò è stato possibile grazie alla società Sea e al progetto Family Friendly Airport che offre svariati servizi alle famiglie che viaggiano con i più piccoli.  “Ci vuole un amico” a Milano Sempre a Milano, all’ospedale Fatebenefratelli, nel 2015 grazie al progetto “Ci vuole un amico”, i piccoli pazienti di pediatria hanno potuto portare il loro quattro zampe in ospedale. Per i piccoli pazienti il fatto di stare col proprio cagnolino, accarezzarlo e stargli vicino è stato di grande beneficio. Gli incontri con i pet sono stati organizzati in un’area ad hoc, dotata di erba artificiale lavabile, mangiatoia con cibo e acqua, paletta e contenitori appositi, doccia per la pulizia.

Trilly e Shiva a Pavia

Grazie, poi, a un finanziamento della Fondazione Cariplo, all’equipe dell’ospedale e a quella della cooperativa “Il Tempo per l’infanzia” di Milano, e all’associazione la Rocca degli Angeli per la difesa degli animali di Pavia, lo scorso anno è partito il progetto “Alimentiamoci con amore My pet” all’Istituto neurologico nazionale Mondino di Pavia. La volpina Trilly e il Labrador Shiva hanno varcato le porte a Neuropsichiatria infantile, allietando le giornate delle ragazze adolescenti affette da disturbo del comportamento alimentare. Tra i minori e i cani si è stabilita una relazione che ha stimolato affettività e senso di sicurezza. Giocare, accarezzare e svolgere attività ricreative con i quattro zampe sono gli ingredienti che invogliano i ragazzi a stare insieme agli altri, a svolgere con spensieratezza e allegria le attività giornaliere, sopportando meglio la lontananza da casa e dai propri cari e recuperando il normale stimolo alimentare.

“The Dog-tor” a Torino

A Torino la pet therapy si è estesa a macchia d’olio a bambini, adulti e anziani. Grazie al progetto “Amici a quattro zampe”, ideato e finanziato della Fondazione Forma, partito dal 2012 all’ospedale infantile Regina Margherita, i risultati positivi, comprovati da studi scientifici, hanno evidenziato benefici e alto livello di gradimento non solo per i più piccoli, ma anche per i genitori. Per cui la direzione aziendale ha deciso di estendere il progetto ad altri presidi ospedalieri della Città della Salute e della Scienza di Torino. È nato così “The Dog-tor”, un progetto che si snoda tra i pazienti dei reparti post-acuzie e cure intermedie (all’istituto Riposo e vecchiaia) del presidio Molinette e neuroriabilitazione (all’unità Spinale unipolare) del Cto. Sono pazienti affetti da patologie internistiche in fase di cronicizzazione o croniche in peggioramento, neoplastiche in fase avanzata, cardiovascolari, demenze, grave cerebrolesione acquisita, i quali traggono giovamento psichico e fisico grazie alla presenza dei pet.

Non solo ospedali

Al di fuori delle strutture sanitarie, al centro cinofilo Garu è in atto un programma di terapia assistita da cani, rivolto a persone con deficit intellettivi lievi. Il vice presidente del Consiglio regionale del Piemonte, Nino Boeti, ha presentato mozione per estendere gli orari di visita ai pazienti all’interno degli ospedali, sempre troppo brevi, proponendo anche il libero accesso agli animali domestici: “I padroni dovranno prendere le dovute accortezze, ma garantire ai padroni-pazienti la possibilità di ricevere la visita da parte del proprio animale d’affezione è sicuramente una cosa giusta. Le visite dovranno avvenire fuori dalle stanze di ricovero, in orari limitati e secondo precise modalità che garantiscano il pieno rispetto delle necessarie norme igieniche”. Mozione che se dovesse essere approvata farebbe la felicità di molti degenti e pet che a causa del ricovero e della terapia devono separarsi e stare lontani.

cane in ospedale

Savona e Genova e progetto OdontoPet

Non si contano le iniziative avviate in Italia. All’istituto medico pedagogico residenziale e ambulatorio Asl di Toirano (Savona) anni fa è stato avviato un progetto di attività assistita con animali per adulti pluridisabili. Tra gli obiettivi raggiunti, il miglioramento della socializzazione, l’interazione con l’ambiente, la reazione a nuovi stimoli. All’ospedale pediatrico Gaslini di Genova interessante è l’iniziativa “Gimme five – Qua la zampa”, lanciata da “Il Porto dei Piccoli onlus”, con protagonisti i cani della Scuola italiana cani salvataggio. Non in corsia, ma in luoghi esterni all’ospedale, come aree verdi e la spiaggia di fronte all’istituto.

 

© a cura di Gloria A. Curti

immagini da Shutterstock.com

© Riproduzione riservata.

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