Microchip per il cane: ma il sistema funziona?

di Redazione Quattro Zampe

Microchip per il cane

Le Regioni, tramite gli uffici di sanità locale, tramite il microchip per il cane, hanno la competenza di raccogliere e aggiornare i dati dell’anagrafe canina. Ma ci sono regioni più virtuose, come Lombardia ed Emilia Romagna, e altre terribilmente farraginose e indietro.

Un sistema non sempre efficiente

Teoricamente le Regioni e le province autonome, all’interno del web service che garantisce l’interoperabilità delle anagrafi, provvedono ad aggiornare l’anagrafe nazionale degli animali d’affezione inviando i dati almeno con cadenza mensile. Così prevedono gli accordi Ministero-Regioni.

Alcune Regioni sono anche più veloci, e aggiornano l’anagrafe nazionale settimanalmente o ogni quindici giorni. Altre, però, sono decisamente meno efficienti. E parecchie cose, negli aggiornamenti tra Ministero, Regioni e Asl, non quadrano.

Se si va sul sito dell’anagrafe canina regionale dell’Abruzzo, ad esempio, scrivono “Totale animali registrati: 258.346”.

Sul sito del Ministero, che raccoglie i dati delle anagrafi regionali, per l’Abruzzo si trova questo dato: 154.396 cani, 0 gatti, 0 furetti, totale 154.396. Più di 100mila cani di differenza!

Altro esempio: in Calabria l’allora parlamentare Fiorella Ceccacci Rubino nel 2010 denunciava come l’anagrafe canina regionale fosse poco efficiente.

Microchip per il caneLa banca dati della regione Calabria non funziona da ben due anni”, sosteneva al ritorno dal suo viaggio per i canili calabresi. “Ho potuto constatare personalmente le tante disfunzionalità che sono alla base della cattiva gestione del randagismo in una delle Regioni, la Calabria, dove il fenomeno è tra i più diffusi d’Italia. Il meritorio lavoro delle associazioni animaliste è vanificato da troppe disfunzioni.

In Calabria l’iscrizione all’anagrafe canina è spesso una corsa ad ostacoli.

Il quadro è sconfortante: unità operative territoriali perennemente sotto organico e medici veterinari liberi professionisti impossibilitati ad accedere alla banca dati regionale e che quindi inseriscono i microchip senza però l’effettiva registrazione dei cani”, dichiarava la parlamentare.

Molte criticità

Più recentemente il Rapporto Legambiente 2015 “Animali in città” sui servizi dei Comuni e delle Asl per i cittadini che amano gli amici a quattro zampe ha evidenziato varie criticità.

Legambiente ha sottoposto uno specifico questionario a tutti i Comuni capoluogo di provincia e alle Aziende sanitarie locali italiane, analizzando i risultati. Non esaltanti.

Tra i Comuni raggiungono una performance sufficiente solo 30 città delle 85 che hanno risposto, mentre hanno una performance buona solo tre città – Modena, Ferrara e Verona – su 85, e solo due – Terni e Prato – hanno una performance ottima.

Più delle metà dei Comuni (senza contare quelli che nemmeno hanno risposto) risultano insufficienti.

Tra le Asl raggiungono una performance sufficiente 22 aziende sanitarie sulle 74 che hanno risposto, mentre hanno una performance buona 13 aziende sanitarie (Asur 3 Macerata, Asur 1, Avezzano-Sulmona-L’Aquila, Firenze, Brescia, Asti, Roma G, Mantova, Milano, Ausl Umbria 2, Como, Bergamo, Lecco), e solo 1 (Napoli 1 Centro) ha un risultato ottimo.

Un tema sul quale è urgente intervenire con controlli e sanzioni”, commenta la presidente di Legambiente Rossella Muroni, “è proprio quello dell’anagrafe canina, di competenza delle Aziende sanitarie locali. Bisogna saper passare da una fase pioneristica, dove solo alcune realtà hanno saputo costruire esperienze positive, a una in cui tali esperienze diventino patrimonio diffuso e pratica viva in tutto il Paese. C’è ancora moltissimo da fare”.

Microchip per il caneMicrochip per il cane e iscrizione in anagrafe

È obbligatorio provvedere all’identificazione e alla registrazione dei cani nell’Anagrafe canina del Comune di residenza o della Asl competente, in conformità alle disposizioni adottate dalle Regioni.

Il proprietario o il detentore di un cane deve provvedere a farlo identificare e registrare dal veterinario entro il secondo mese di vita tramite l’inoculazione del microchip per il cane e contestualmente il rilascio del certificato di iscrizione in anagrafe, che costituisce il documento di identità e che deve accompagnare il cane in tutti i suoi trasferimenti di proprietà.

Dal 1 gennaio 2005 l’unico sistema identificativo nazionale, in sostituzione del tatuaggio, è il microchip per il cane: un piccolo dispositivo elettronico di forma cilindrica, di circa 9 millimetri di lunghezza e 2 millimetri di diametro, rivestito in materiale biocompatibile, che viene inoculato sottocute esclusivamente da un medico veterinario. L’identificazione e la registrazione dei cani (come pure la cancellazione per decesso) possono essere effettuate sia da veterinari pubblici che da veterinari liberi professionisti abilitati ad accedere all’anagrafe canina regionale.

 

 

 

di Edgar Meyer
foto prese da Shutterstock
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