Un giro al Parco Canile di Milano

di Redazione Quattro Zampe

parco canile Milano

Siamo andati a visitare il Parco Canile di Milano, passato lo scorso anno alla gestione di Arcadia onlus e Oipa Onlus. L’atmosfera che si respira non è quella tipica di un canile: tanti spazi verdi, volontari che portano a spasso alcuni ospiti, altri lavorano ai box.

Organizzazione e cura dei dettagli

Il Parco Canile è organizzato, lo si capisce anche dai dettagli, grazie a un lavoro di squadra orchestrato da una regia professionale e dal cuore che tutti i volontari e dipendenti mettono nelle attività e nella cura degli animali. Al Parco Canile di Milano ci sono circa 200 cani, cinquanta sono Pitbull, Bull Terrier, Rottweiler, Amstaff e simili, con passati difficili alle spalle e bisognosi di box singoli, sapientemente e costantemente seguiti da educatori cinofili ed esperti comportamentalisti.

I volontari sono circa cento, alcuni prestano servizio a rotazione, molti sono pensionati che si sono specializzati con i cani più anziani che vivono al canile: li toelettano, li portano in giro, con tutte attenzioni del caso. Tutti i volontari vengono formati con prove di teoria e pratica sul campo, anche con affiancamento, seguiti da un educatore.parco canile Milano

I box sono stati contrassegnati con dei bollini colorati: verde, per indicare un cane socievole e buono, facile da gestire e da portare a passeggio fuori dal box; giallo, o rosso, a seconda delle caratteristiche del cane.

La gestione Arcadia onlus e Oipa Onlus

Dal 1 settembre del 2016 la gestione del Parco Canile di Milano è passata ad “Arcadia onlus” e “Oipa” che si occupano degli animali e delle attività della struttura comunale. Mentre Arcadia, già operativa nel canile di Rovereto (TN), è attiva nella struttura milanese da quattro anni, Oipa si approccia per la prima volta alla gestione diretta del rifugio.

Precisa Massimo Comparotto, presidente Oipa Italia onlus:

Crediamo fermamente che un canile, per essere realmente funzionale e utile agli animali ospitati, debba essere inteso solo come un luogo di passaggio in cui i cani possano essere supportati da personale appositamente formato per farli rientrare efficacemente nella società. Il parco canile di Milano sposa questa visione ed entrando in questo team di lavoro intendiamo contribuire affinché questo circolo virtuoso funzioni sempre meglio e il parco canile diventi un punto di riferimento per i cittadini che vogliono adottare un cane o avvicinarsi al mondo del volontariato con gli animali.

Sottolinea Pierluigi Raffo, presidente Arcadia onlus:

L’associazione ha sposato un modello sociale e socio assistenziale, rivalutando così il contributo sociale messo in campo dai cani ospiti del Parco Canile: a seguito di una corretta mappatura e successivo percorso dedicato, l’individualità dei singoli cani diventa una risorsa. Ecco, quindi, che un quattro zampe del canile può divenire un ottimo animale da supporto o servizio. Cani anziani con un vissuto diventano ottimi compagni di persone anziane e il solo tenersi compagnia acquista un immenso valore sociale, appagando il senso di solitudine. Secondo la filosofia sposata dall’associazione, un cane adulto è sempre meglio di un cucciolo.

Raffo, nato a Cagliari, si divide tra canile di Rovereto (TN) e Parco Canile di Milano. Si alza ogni giorno alle quattro di mattina, a Rovereto vengono seguiti anche casi-limite. Ha 47 anni, ha iniziato a 16 anni a occuparsi di cani, da trent’anni è nel mondo dei canili. Ha allevato Dobermann, ha partecipato a gare di utilità e difesa. Ma poi, non soddisfatto di vivere la relazione dei cani che fanno sport, si è concentrato su quelli che hanno bisogno di qualcosa. Per Raffo, che vanta un curriculum di settore di tutto rispetto, non esistono cani pericolosi, ma solo cani che manifestano il loro disagio.

parco canile Milano

Struttura d’avanguardia

Sembra quasi un albergo di lusso, si trova in zona Forlanini, inaugurato nel luglio 2008. Ampio 35.565 mq con box confortevoli e ampie aree dove far correre e divertire gli ospiti a quattro zampe. Nell’ex-cascina ristrutturata ci sono gli uffici della direzione, nonché quelli amministrativi e veterinari.

Ben 8 padiglioni per i cani (capienza massima: 200 unità) e un gattile con una ricezione massima di 200 animali. Ogni padiglione è ampio circa 350 mq e ha 16 box per i cani, oltre a spazi per i servizi. Ognuno dei 128 box ha una zona giorno e una notte, riscaldata a pavimento. Ogni box può accogliere 2 cani di taglia media o 1 di taglia grande. L’insieme, assolutamente piacevole, è completato da aree destinate a parco, attrezzate con panchine e ombreggiate da platani e pioppi, e spazi per i cani, che quotidianamente vengono portati in passeggiata da volontari e operatori del Rifugio. Completano la struttura 8 grandi aree per la sgambatura autonoma e un ampio spazio aperto, ma recintato, destinato al gioco dei cani e alla loro educazione. Qui si garantiscono sia il movimento che il contatto umano, indispensabili per il rapporto di fiducia di un animale maltrattato o abbandonato, a volte anche per più volte.

Il gattile, tra spazi interni e esterni riservati, è ampio 900 mq con un solo padiglione di circa 350 mq, costituito da 8 locali per accogliere i gatti, oltre a spazi per servizi. Ogni locale dei gatti è in collegamento con un relativo cortile all’aperto.

Le parole di Manuela Michelazzi, direttore sanitario della struttura

manuela michelazziQuasi 200 cani e circa 140 gatti. Manuela Michelazzi, lei è direttore sanitario del Parco Canile/gattile di Milano da quasi dieci anni, è impegnativo?

Certo. Specie per chi vuole mantenere gli standard alti tra benessere e adozioni dei cani. Qui tutti i giorni c’è un veterinario in struttura. In più si svolgono anche interventi ed esami costosi, tra ortopedia e risonanza: ogni animale, sia cane che gatto, è seguito nel migliore dei modi.

Che tipi di assistenza garantite agli animali, oltre a quella sanitaria?

Aiuti psicologici con educatori e comportamentalisti, interazioni con altri cani e con i volontari per instaurare legami sociali con l’uomo, gioco, lavori di ricerca e attività fisica, qui tutti i cani escono regolarmente dai box. D’estate ci sono le piscine attrezzate mobili, sono tanti gli animali che amano l’acqua. In realtà ci piacerebbe avere una piscina fissa, sia come divertimento che per fini terapeutici, specie per i cani grandi, ne abbiamo tanti. C’è addirittura una casetta degli educatori, arredata con mobili e attrezzi per testare il comportamento del cane in un ambiente domestico al chiuso.

E il percorso preadottivo?

È lungo, articolato, ma sicuro. Facciamo le varie prove adozione: se il cane va d’accordo con i bambini, se sale in auto, se socializza con i vari componenti della famiglia… riduciamo al minimo i rischi per non farlo tornare in canile. Così la percentuale di rientro è molto bassa. Vantiamo 150-190 adozioni l’anno, riusciamo a mantenere un perfetto equilibrio tra entrate e uscite

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