Rapporto tra italiani e animali: cresce il no allo sfruttamento
Sempre più persone nel nostro Paese sono contrarie a pratiche che non rispettano tutte le creature
A certificare il cambiamento nel rapporto tra italiani e animali è l’Eurispes che ha presentato oggi l’indagine annuale su temi sociali, politici ed economici del nostro Paese. Secondo il Rapporto Italia 2026, aumenta il rifiuto degli italiani verso allevamenti intensivi, pellicce, circhi con animali e caccia. Si tratta di un elemento significativo che dimostra un cambiamento culturale in atto nella nostra società.

In aumento la sensibilità sociale nei confronti degli animali
Vivisezione, caccia, pellicce, circhi e allevamenti intensivi: su questi argomenti la maggior parte degli italiani ha ormai le idee ben chiare e dice no a tutte quelle situazioni in cui gli animali sono sfruttati anche a costo della loro vita. In base ai dati diffusi dall’Eurispes il rapporto tra italiani e animali è chiaro e va nella direzione di una richiesta di maggior tutela.
Si dice, infatti, contrario all’utilizzo delle pellicce l’81,9% dei cittadini (erano il 79,4% nel 2025), all’utilizzo degli animali nei circhi l’80,5% (76% lo scorso anno), alla vivisezione il 78,7% (senza variazioni da un anno all’altro), alla caccia, infine, il 70% (rispetto al 68,3% del 2025). Rispetto agli allevamenti intensivi per uso alimentare si è registrato il 79,1% di italiani contrari (71,4% nel 2025).

In diminuzione il numero di famiglie con animali domestici
Da un anno all’altro cambia anche la fotografia delle famiglie italiane che accolgono animali domestici. Secondo i dati del Rapporto Italia 2026, ha un animale domestico poco più di un terzo degli italiani (33,7%) con un calo rispetto allo scorso anno di 6,8 punti percentuali. Anche questo è un dato che certifica un cambiamento in atto nel rapporto tra italiani e animali. Protagonisti assoluti nelle case degli italiani si confermano, comunque, cani (41%) e gatti (37,1%).
La spesa mensile per gli animali domestici si concentra nella fascia 31-100 euro (57,9%), anche se non manca chi, il 26,1%, affronta una spesa mensile tra i 100 e 300 euro e oltre. Si spende soprattutto per alimentazione (50,8%) e cure veterinarie (40,1%). Per toletta (58,4%), giochi (72,3%), abbigliamento (77,8%) e servizi di dog sitter/pensione (75,9%), la netta maggioranza degli italiani spende meno di 30 euro l’anno. Il 16,3% di chi ha un animale ha stipulato un’assicurazione sanitaria, mentre un quinto (19,9%) ha stipulato quella relativa alla tutela legale e alla responsabilità civile.

L’alimentazione vegetariana e gli animali
Il Rapporto Italia 2026 dell’Eurispes fotografa anche quali sono le rappresentazioni sociali associate all’alimentazione vegetariana. Nel 2026, l’8,5% degli italiani è vegetariano (5,3%) o vegano (3,2%). Un altro 4,9% dichiara di esserlo stato in passato. La maggioranza degli italiani è, comunque, onnivora (86,6%), anche se il 20,5% dichiara che sarebbe favorevole a optare per una dieta vegetariana ma teme di non riuscire a metterla in pratica.
Per il 78,7% degli italiani l’essere vegetariano è una scelta da rispettare e il 55,1% la giudica una scelta ammirevole, a tutela dell’ambiente e degli animali. Esiste, comunque, una parte di italiani che esprime pareri negativi su questo stile alimentare (e di vita): il 31,4% dichiara di ritenerla soprattutto una moda; il 31,2% pensa che possa accompagnarsi a fanatismo e intolleranza nei confronti di chi non compie la medesima scelta e il 22,1% pensa che possa essere una scelta dannosa per la salute.
La decisione di abbracciare una dieta che escluda, in parte o totalmente, prodotti di origine animale è ancora una questione controversa nel nostro Paese ma è certo che molti cittadini guardano oggi in maniera favorevole a un’alimentazione più vegetale, anche per tutelare gli animali, e non è quindi escluso che in futuro questa tendenza possa portare a ulteriori cambiamenti nella nostra società.
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