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Rio salvo e di nuovo libero

di Maria Paola Gianni

Avvelenato dall’uomo cattivo, salvato da quello buono al centro di Monte Adone, nel bolognese

Il video della sua liberazione tocca il cuore: alla fine, prima di scomparire nella boscaglia, il lupo si ferma e si gira per guardare chi lo ha salvato, come se volesse ringraziare. Quelle stesse immagini all’inizio lo ritraggono tanto debilitato per colpa dell’uomo che lo ha avvelenato. Un esemplare fragile che non ricorda neanche lontanamente il lupo “cattivo” delle favole. Ma partiamo dall’inizio. Sono i primi giorni di marzo 2020, è ancora pieno inverno: un lupo si abbevera in un torrente nella provincia di Parma. Fin qui tutto normale. Ma poi continua a farlo, a lungo, in modo compulsivo. Per fortuna viene notato da Luigi Molinari, tecnico del Wolf Apennine Center, che capisce che qualcosa non va e allerta il medico veterinario Mario Andreani.

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L’animale viene sedato e, alla visita, non risulta in buona salute, le sue condizioni sono critiche: è ipotermico, ha forti dolori addominali e presenta una sintomatologia neurologica. Scatta subito l’allerta e viene immediatamente trasportato al vicino ambulatorio veterinario Santa Maria del Piano

Articolo pubblicato su Quattro Zampe luglio 2020

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