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Save the Dogs: abnegazione totale

di Redazione Quattro Zampe

Save the dogs

Usciamo dall’hotel per incontrarci con lei in una bella mattina di sole e, invece di aspettarci all’ingresso, vogliamo capire e conoscere il mondo di Save the Dogs direttamente dalle parole di Sara Turretta.

Save the dogsEccola, la vediamo impegnata nel tentativo di recuperare un asino e un cavallo fuggiti probabilmente da qualche cascina. Forse i “proprietari” erano Rom: il cavallo e l’asino sono “amici”, fuggono insieme e, dietro di loro, noi e Sara. Con l’aiuto dei suoi collaboratori riusciamo a catturarli. Arriva la Polizia. Accertano che probabilmente non appartengono a nessuno. Entrambi vengono fatti salire sul van e via al rifugio.

Ha chiamato il cavallo col mio nome

Il cavallo morirà qualche giorno dopo. L’asino, inseparabile e commovente amico, vive tuttora in una nuova realtà. Mi commuovo alla morte di “Mario”, il cavallo al quale Sara aveva dato il mio nome. Ma non sono solo gli animali che Sara riesce a restituire alla vita. Il lavoro che quotidianamente deve affrontare è immenso: 55 dipendenti sono parecchi da gestire, gli sponsor e i fondi da ricercare per poter sostenere tutti quanti gli ospiti dei rifugi, pagare il personale e tutto il resto. Ma lei sorride, ci rilascia interviste ad ogni sito, per ogni progetto. Descrive la sua attività, ci parla dei cani di Bucarest, delle nuove cucce che distribuisce quotidianamente.

Save the dogs e i giovani

Save the dogsE poi le brochure che lascia a ogni persona che sceglie e decide di mantenere in condizioni migliori il proprio animale. Materiale che spiega e sensibilizza e informa. E poi ci sono i bambini, i giovani ai quali affidare il futuro degli animali. Le scuole, i villaggi, tanti ragazzi, nei quali far accrescere l’amore per i nostri amici che con noi condividono il pianeta.

Massimo rispetto per tutti gli esseri viventi

Lei ci crede e anche noi, amanti degli animali, torniamo in Italia convinti che se vi fossero altre “Sara” forse gli uomini imparerebbero a rispettare anche il più piccolo degli esseri viventi.

Ma il cammino è difficile e l’uomo è l’animale maggiormente più complicato per insegnargli a volere e a diffondere il bene.

Ci mostra con orgoglio l’area giochi dei pelosi

Intanto Sara continua a sorridere e a giocare con i cani e i gatti che gli corrono incontro, mentre orgogliosamente ci mostra l’area giochi per i suoi amici. Davvero una bella conquista, costata tanta fatica, ripagata però da quegli sguardi disarmanti, pieni di amore e riconoscenza, che solo un animale, specie se salvato da una situazione di difficoltà o pericolo, sa esprimere al meglio.

E di amici, la nostra protagonista, ne ha davvero molti qui, al rifugio rumeno. Forse molti di più che tra gli uomini. Ora spetta a noi aiutarla, magari con un’adozione a distanza

Vuoi saperne di più?

Abbiamo dedicato a questo tema un ampio articolo pubblicato sul numero di gennaio del nostro giornale. Se te lo sei perso, puoi recuperarlo scaricando la App e leggendolo sul giornale digitale, basta andare a questo collegamento.

 

 

 

A cura di Mario Negri

Foto di Donatella Penati

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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