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Presidio “No agli zoo”

di Redazione Quattro Zampe

zoo

Il Parco Michelotti di Torino non deve tornare ad essere uno zoo. Lo ribadiscono con un comunicato stampa le associazioni animaliste, ambientaliste e i singoli cittadini che già da mesi sostengono la battaglia contro la recente decisione del sindaco Chiara Appendino. Tra queste, ENPA, LAC, LAV, LEAL, LEGAMBIENTE L’Aquilone, LIDA, OIPA, PRO NATURA e SOS Gaia.

presidio torino

La mobilitazione “No agli zoo” proseguirà sabato 14 ottobre in Piazza Gran Madre, con un presidio volto a sensibilizzare la popolazione sul tema, e a sottolineare la rilevanza paesaggistica del Parco, area di grande pregio naturalistico.

Non molleremo mai. Sappiano gli operatori privati che intendono costruire un nuovo ghetto per gli animali che, se disgraziatamente dovessero aprirlo, saremo presenti tutti i giorni dell’anno a spiegare alle persone perché non devono portare i loro figli ad uno spettacolo diseducativo in questo luogo di prigionia e sofferenza di esseri innocenti. La lotta non violenta contro lo zoo di Torino continuerà fino a quando il problema non esisterà più. Di fronte a tale scempio, denunciamo la grave mancanza dell’amministrazione comunale che si è schierata a favore del progetto, sotto la minaccia di fantomatiche multe plurimilionarie, che appaiono del tutto inverosimili dal punto di vista legale. La scelta di appoggiare il nuovo zoo rappresenta la chiara smentita di quanto promesso in campagna elettorale, per l’assenza della reale volontà politica di contrastare il progetto figlio dell’amministrazione precedente.

Non è pensabile che oggi quel luogo simbolo della sofferenza animale torni ad ospitare uno zoo! Questo rappresenterebbe non soltanto un gravissimo sfregio per la città di Torino, ma un duro colpo per tutto il movimento animalista e ambientalista.”

hanno dichiarato i sostenitori della causa, che non accettano in alcun modo la svendita di quella parte di terreno demaniale, chiusa al pubblico dal 1987.
Il parco, infatti, sorge in pieno centro e attende di essere riaperto alla cittadinanza, in qualità di bene pubblico fruibile a tutti, da circa trent’anni.
Il piano del Comune prevede, invece, la svendita del parco a “Zoom”, soggetto privato che già gestisce uno zoo in provincia di Torino, per un periodo di ben trent’anni (rinnovabili per ulteriori venti). Il progetto, tuttora piuttosto fumoso e generico, prevede la realizzazione di una voliera, di una fattoria didattica con animali domestici provenienti da tutto il mondo, di una biosfera dedicata all’ambiente tropicale e di un ecosistema del Rio delle Amazzoni con animali esotici.

© Riproduzione riservata.

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