Cane sequestrato, gatto portato via: è legale?

di Redazione Quattro Zampe

Cane sequestrato

Gli animali maltrattati possono essere sottratti ai proprietari: un gatto può essere allontanato dalla casa che lo ospite, un cane sequestrato dalle autorità. Vengono sequestrati e affidati, temporaneamente, a privati che ne facciano richiesta, come pure adCane sequestrato associazioni protezionistiche.

In questo caso, possiamo parlare di adozione definitiva? In realtà no, perché l’animale sequestrato viene dato in “affido provvisorio” a una associazione o a una persona che assume tutte le responsabilità per la detenzione dell’animale, ivi compreso le spese necessarie al mantenimento e alla cura, assumendo il ruolo di “custode”. Per fare qualche esempio pratico, spesso sentiamo parlare di sequestro svolto dalla Guardia di Finanza o altra autorità di sicurezza, di cuccioli di cane o gatto provenienti da paesi esteri, in particolare dall’Est Europeo.

Gli animali vengono trasportati con mezzi non idonei, ammassati in piccoli spazi e sottratti alla mamma, sfruttata come fattrice, soltanto a pochi giorni di vita e, come la cronaca ci insegna, i cuccioli vengono poi venduti malati o, addirittura, molti muoiono durante il viaggio.

Cane sequestrato per il suo bene

Cane-sequestrato (5)Grazie a questi salvataggi, i poveri piccoli quattro zampe vengono sottratti dai propri aguzzini, mediante il sequestro penale e affidati a enti o persone che si rendono disponibili ad accoglierli in casa come parte integrante del nucleo familiare.

In questi casi, l’autorità giudiziaria, dopo aver predisposto il sequestro penale, affida la gestione degli animali mediante un documento scritto attestante l’affido, al fine di rendere “tracciabile” il cucciolo di cane sequestrato (o altro animale) e specificare diritti e doveri relativi alla custodia.

E se il provvedimento viene meno?

Ma cosa succede se il provvedimento viene meno, ovvero se dopo anni di detenzione, il procedimento penale si prescrive o viene definito con sentenza di assoluzione? Talvolta, per fortuna di rado, può verificarsi che sia disposto il “dissequestro”, con conseguente obbligo di restituzione dell’animale al legittimo proprietario.

Attività di mediazione

Cane-sequestrato (1)In casi di questo tipo, al fine di tutelare il benessere del quattro zampe, che non è una cosa, ma un essere senziente e il relativo affidatario bipede, le autorità competenti e le associazioni protezionistiche possono effettuare delle attività di mediazione, con lo scopo di evitare il distacco dalla famiglia affidataria e, contestualmente, rimborsare l’originario proprietario del “valore economico” del pet .

Secondo la comune esperienza, fatti di questo tipo (si ripete, per fortuna rari) si sono verificati in occasione di procedimenti penali aperti nei confronti di allevamenti: in caso di esito favorevole per l’allevatore, quest’ultimo richiede la restituzione dei cani di razza o la corresponsione di una somma a titolo di acquisto del medesimo.

Supporto del legale di fiducia

Cane-sequestrato (4)Attenzione, in questi casi è bene non agire autonomamente, ma sempre con il supporto delle Autorità o di un legale di fiducia, per pattuire il pagamento di una somma congrua, avuto riguardo all’età dell’animale e alle spese sostenute per il mantenimento dello stesso come, per esempio, le cure veterinarie.

È bene sottolineare che, in caso di “confisca” dell’animale, misura di sicurezza che il giudice applica nei casi e modi previsti dalla legge, la proprietà del medesimo viene meno, potendo in tal caso essere ceduto a titolo definitivo all’affidatario.

Vittime non solo cani e gatti

Abbiamo fatto un quadro generale con l’esempio di un gatto o di un cane sequestrato per illuminare la questione dell’affido di un animale sequestrato e sulla eventuale richiesta di restituzione, ma ci preme sottolineare che non si tratta solo di cani o gatti che possono essere affidati a seguito di un sequestro, ma anche di altri animali “vittime” di detenzione non corretta come, per esempio, conigli, tartarughe acquatiche, ecc.

Cane-sequestrato (6)Affidi di animali “da reddito”

Negli ultimi anni abbiamo, infatti, assistito ad affidi e adozioni definitive anche di animali “da reddito” come maiali o mucche, la cui detenzione, come prevede la legge, necessita di requisiti particolari.

Così, possiamo citare il caso “Morazzone” in provincia di Varese, avente a oggetto l’affido a enti e privati dotati dei requisiti previsti dalla normativa speciale per la relativa detenzione, di maiali non detenuti correttamente all’interno di un allevamento.

Patteggiamento della pena

Il procedimento penale, definito “con patteggiamento della pena”, ha aperto una nuova strada nella valutazione, dello status giuridico di un animale da reddito, come appunto il maiale, come animale da compagnia e identificato come tale. Insomma, l’esperienza insegna che, non soltanto cane o gatto maltrattati possono essere affidati alle cure e all’affetto di famiglie o associazioni animaliste, ma anche animali da reddito come i suini, vittime di situazioni di detenzione non corretta e, senza alcuna differenza rispetto agli altri, bisognosi di una vita serena con tanto di affetto quotidiano.

 

Per informazioni: Claudia Taccani

Avvocato e responsabile Sportello legale Oipa

sportellolegale@oipa.org

www.oipa.org

 

 

 

 

 

 

A cura di Claudia Taccani

Foto da Shutterstock.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

 

 

 

 

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