Essere Coach al Centro Cinofilo Felicia

di Alfonso Sabatini

[penci_blockquote style=”style-2″ align=”none” author=”Samantha Marocchi, Centro Cinofilo Felicia”]I successi dei miei allievi sono per me la cosa più gratificante e scambierei volentieri una mia vittoria per un loro successo.[/penci_blockquote]

Samantha Marocchi pratica agility dal 2000, iniziando con la meticcia Felicia.

È poi passata anche a insegnarla nel 2006 nel suo centro cinofilo Felicia, così chiamato in onore del suo primo cane che le ha permesso di avvicinarsi a questa splendida disciplina.

La struttura, che si trova in provincia di Bologna, a Ozzano Emilia, da poco è stata ristrutturata e migliorata con un nuovissimo campo con fondo sintetico e coperto d’inverno che si aggiunge ad altri due campi, uno coperto e l’altro aperto con fondo in sabbia, tutti illuminati per proseguire le attività anche la sera.

Le lezioni di agility sono tutte su appuntamento. In genere un binomio si allena due volte a settimana nel percorso con gli attrezzi, mentre a casa pratica esercizi di potenziamento muscolare, più eventuali gare la domenica.

Samantha, cosa ti ha portato a ricercare questo importate ruolo così difficile e delicato?

Quando ho iniziato a insegnare avevamo avviato il centro con la pensione per i cani e i corsi di educazione di base, ma in molti ci chiedevano di proseguire con altre attività. Praticavo agility da sei anni e ho iniziato le prime lezioni, acquistando l’attrezzatura di base e migliorandomi con nuovi stage e corsi. Da allora non ho più smesso di insegnarla, di praticarla con i miei cani e di migliorarmi con nuovi corsi di formazione.

Quali caratteristiche deve avere un buon coach?

Non è facile fare il coach. Hai la responsabilità nei confronti dei proprietari e soprattutto nei confronti del cane. Bisogna avere una buona lettura del binomio, capirne i limiti e i punti di forza e saperli valorizzare al massimo. Io sento una grande responsabilità con ognuno di loro e cerco di essere sempre presente alle gare soprattutto quando sono agli inizi. Al primo posto metto sempre la salute del cane e in questo mi faccio aiutare dalla veterinaria chiropratica che segue tutti i quattro zampe in preparazione all’agility. La lezione per me è un insieme di nozioni tecniche e supporto psicologico. E anche chi la pratica per gioco deve capire che la preparazione e il rispetto per il cane sono sempre al primo posto.

Baratteresti un grande titolo personale con un successo importante di un tuo allievo?

Non ho raggiunto grandi titoli personali, ma i successi dei miei allievi sono per me la cosa più gratificante e scambierei volentieri una mia vittoria per una loro affermazione.

È importante rendere autonomi i tuoi allievi oppure preferisci suggerire loro sempre le soluzioni?

Gli allenamenti servono anche per renderli autonomi. Il mio scopo è di metterli nelle condizioni di poter andare tranquillamente in gara anche da soli e saper fare una buona ricognizione con le giuste linee per il cane.

Ai tuoi allievi a quattro zampe riservi particolari trattamenti?

Al centro abbiamo la veterinaria chiropratica specializzata in preparazione atletica del cane sportivo che assegna esercizi di rinforzo muscolare a ogni binomio a seconda delle necessità. Inoltre, su accordo con il proprietario, la stessa assiste agli allenamenti per controllare i movimenti del cane ed eventualmente praticare un trattamento chiropratico.

Quando un tuo allievo ti abbandona per andare in un altro club come reagisci?

Purtroppo di solito succede proprio con gli allievi ai quali hai dedicato tutto te stesso e questo ovviamente fa male. All’inizio quando mi succedeva, per fortuna poche volte, lo percepivo come un mio fallimento a livello di rapporto umano e di insegnamento. Poi ho capito che ci sono tre tipi di allievi: quelli con i quali ti scontri, a volte anche pesantemente, ma che restano al campo perché credono in te, rispettano il tuo ruolo e lavoro e riconoscono magari anche i loro limiti, che tutti noi abbiamo. Poi ci sono quelli ai quali apparentemente va sempre tutto bene, non ti contestano mai e all’improvviso spariscono senza spiegazioni. Infine, e questi sono i peggiori, certi allievi che raggiungono i primi risultati si sentono “arrivati” e in grado di contestarti e incolparti dei loro insuccessi. Io continuerò comunque a dare sempre il massimo con tutti, con passione, e ciò alla lunga paga.

Cosa miglioreresti nel tuo lavoro e dell’agility?

Per quanto mi riguarda, vorrei avere più tempo per la mia formazione e per i miei cani. L’agility italiana sta crescendo, ma non mancano gli istruttori improvvisati. A fronte di nuovi centri e tanti conduttori forti che competono ad altissimo livello, ci sono molti neofiti che si avvicinano all’agility pensando che significhi solo far correre il cane per farlo sfogare. Ci vorrebbe un ente super partes che tuteli maggiormente gli istruttori e divulghi in modo appropriato questo sport.

Indirizzario web:

Centro Cinofilo Felicia

© Riproduzione riservata.

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