Presentato a Roma il regolamento tipo per la tutela degli animali

di Redazione Quattrozampe

presentazione regolamento tipo per la tutela degli animali
presentazione regolamento tipo per la tutela degli animali

La detenzione di cani e di gatti secondo standard minimi (con il divieto assoluto di usare la catena o di lasciare i pet a lungo soli), il libero accesso degli animali domestici sulle spiagge, nei luoghi pubblici, nei luoghi aperti al pubblico (compresi case di riposo, ospedali, cimiteri) e sui mezzi di trasporto pubblico, la tutela della fauna selvatica, la detenzione di animali esotici, e tutti gli altri aspetti della convivenza tra uomini ed animali nelle città sono disciplinati nel regolamento tipo per la tutela degli animali e la loro convivenza con i cittadini presentato il 13 giugno a Roma dall’Associazione nazionale Comuni italiani (Anci) e dalla Federazione italiana associazioni diritti animali e ambiente. Il presidente di Anci, Alessandro Cattaneo, e l’on. Michela Vittoria Brambilla, in rappresentanza della Federazione, hanno quindi sottoscritto un accordo quadro che impegna l’associazione dei comuni alla massima promozione del regolamento per la sua adozione da parte dei sindaci italiani. Le parti promuoveranno anche l’apertura di un ufficio per i diritti degli animali in ogni città, un più serrato confronto sul tema del randagismo e le migliori sinergie tra le amministrazioni comunali e le associazioni animaliste. Sono intervenuti all’evento anche il Presidente di Lav, Gianluca Felicetti, il Presidente di Enpa, Carla Rocchi, il Presidente di Oipa, Massimo Comparotto, il presidente della Lega del Cane, Piera Rosati, Dario Oriani di SOS Levrieri e Alessia De Paolis, delegata Anci al randagismo.

Regolamento tipo per la tutela degli animali: i punti salienti

Il regolamento tipo per la tutela degli animali affronta tutte le principali questioni attinenti alla convivenza uomo-animale nelle città e, per la prima volta, si occupa di tutti gli animali, dal gatto, all’iguana, all’elefante del circo. E’ un testo fortemente innovativo, che ribalta la tradizionale prospettiva proibizionista e punta a migliorare la qualità della vita di tutti, proprietari di animali o meno. “Il nostro auspicio – spiega l’on. Michela Vittoria Brambilla, in rappresentanza della Federazione degli animalisti e ambientalisti – è che possa essere adottato, o utilizzato come modello, nel maggior numero possibile di Comuni. Questo regolamento rovescia completamente l’impostazione adottata finora: si parte non dai divieti, ma dall’idea che – in linea generale, con motivate eccezioni – l’animale domestico possa accompagnare il proprietario dovunque, senza ledere i diritti di nessuno. L’intento è quello di migliorare la qualità della vita di tutti: i cittadini e i loro piccoli amici”. [wzslider] Secondo il testo proposto, il Comune riconosce “la valenza sociale” del rapporto tra esseri umani e animali d’affezione ed opera perché il rispetto verso i nostri amici a quattro zampe sia promosso anche nel sistema educativo, a partire dalla scuola dell’infanzia ed elementare. Il regolamento tipo per la tutela degli animali elenca doveri e responsabilità del detentore di cani e gatti – ad esempio, la custodia, il controllo della riproduzione, le precauzioni contro danni a terzi o aggressioni – e alcuni significativi divieti come quello di legare gli animali alla catena, di venderli a minorenni, di detenerli se si sono riportate condanne, o è stato accolto il patteggiamento, per maltrattamento o uccisione, di lasciarli cronicamente soli, di condurli al guinzaglio da qualsiasi mezzo di locomozione, di utilizzarli per l’accattonaggio, di offrirli in omaggio o in premio (come ancora accade in molte lotterie di paese). Qualora il detentore, “per seri e comprovati motivi”, non sia più in grado di tenere l’animale, è previsto che ne dia comunicazione all’Asl e al Comune affinché le strutture pubbliche o private convenzionate possano gestire l’accoglienza. I titoli sul libero accesso degli animali riprendono ed approfondiscono il testo delle ordinanze-tipo presentate l’anno scorso e già fatte proprie da molte amministrazioni. La regola generale è che l’accesso è libero ovunque la legge non lo vieti, purché i cani siano muniti di guinzaglio e, solo all’occorrenza, di museruola e i gatti viaggino in trasportino. Viene concessa la facoltà di non ammettere gli animali negli esercizi pubblici che, presentata documentata e motivata comunicazione al Sindaco, predispongano appositi e adeguati strumenti di accoglienza, atti alla custodia degli stessi durante la permanenza dei proprietari all’interno del medesimo esercizio. Con guinzaglio e museruola, è consentito ai cani l’accesso alle case di riposo e in “apposite aree” degli ospedali, dove potranno “far visita” ai proprietari ricoverati, e nei cimiteri. Sono dettate regole anche per affrontare i momenti più spiacevoli: l’eventuale fuga o smarrimento dell’animale domestico, la soppressione, ammessa soltanto se gli individui sono gravemente malati e non più curabili e previo benestare dell’Ufficio competente per la tutela degli animali, e l’inumazione. Articoli specifici sono dedicati alla macellazione di suini, ovi-caprini, volatili e conigli per uso privato familiare (autorizzata solo con stordimento), alla pet therapy, alla tutela degli animali allevati per fini sperimentali. Su tutto il territorio comunale si propone il divieto di esposizione, spettacolo o di intrattenimento pubblico o privato effettuato con o senza scopo di lucro che contempli, in maniera totale o parziale, l’utilizzo di animali, sia appartenenti a specie domestiche che selvatiche. Tra le eccezioni sono ammessi i circhi, tutelati dalla legge del 1968, purché osservino le linee guida “per il mantenimento degli animali nei circhi e nelle mostre itineranti” emanate dalla Commissione Scientifica CITES del Ministero dell’Ambiente. Sono prescrizioni severe e dettagliate, specie per specie, che formano l’allegato B. A danno dei contravventori è disposta la sospensione immediata dell’attività. Per le violazioni del regolamento, non punite dalla legge, sono previste sanzioni amministrative da 150 a 500 euro e, nei casi previsti dalla legge, la confisca degli animali. Per ulteriori approfondimenti, non perdete il numero di Agosto di Quattro Zampe. Fonte nelcuore.org

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