Salute e benessere per il nostro gatto

di Redazione Quattrozampe

Gatto in casa

Adottare un gatto è una cosa bellissima che possiamo fare per rendere migliore la nostra vita. Quello che dobbiamo fare sin da subito è offrirgli tutto quello che gli sarà necessario per vivere in salute e benessere. Vediamo quali sono gli step da non dimenticare.

Vaccinazioni di routine

Quali sono le vaccinazioni di routine da eseguire? Quelle per la Panleucopenia, per la Rinotracheite e per la Calicivirosi. Malattie particolarmente contagiose e pericolose. La vaccinazione per la Clamidia viene eseguita, invece, solo se lo specialista lo ritiene opportuno. Gioca un ruolo fondamentale l’ambiente in cui vive il micio. La vaccinazione per la Rabbia va fatta, per esempio, nelle zone infestate da questa malattia o in caso di espatrio. Quando è necessario fare la vaccinazione per la leucemia felina conosciuta come Felv? È consigliabile per i soggetti che non vivono solo in casa, ma che hanno l’abitudine di uscire. Ed anche in quei gatti che vivono in famiglie dove arrivano continuamente nuovi mici. Purtroppo per la Fiv o Immunodeficienza felina non esiste un vaccino, è una malattia virale contagiosa con decorso cronico il cui esito è spesso letale. La malattia da graffio del gatto conosciuta anche come cat scratch disease (Csd) è una zoonosi, cioè viene trasmessa dai felini all’uomo. È sostenuta da batteri che appartengono alla famiglia Bartonellaceae. Come si trasmette l’infezione? Mediante morsi o graffi. I microrganismi sono presenti nella saliva dei mici infetti. Le unghie possono essere contaminate dalla saliva stessa, quando il gatto si lava, o dalle feci delle pulci sul mantello quando il micio si gratta. Quindi ricordiamoci di trattare ogni mese il gatto con un prodotto antiparassitario e di fare massima attenzione quando manipoliamo i randagi. Dobbiamo educare i nostri figli a sapersi comportare nel modo corretto con i gatti randagi.

Educare il micio sin da cucciolo

Oltre che alla sua salute dovremo pensare anche alla sua educazione. È vero che per chi ha già avuto esperienze passate, la cosa può sembrare elementare, ma non lo è assolutamente per chi è alla prima esperienza. Se non abbiamo mai avuto un gatto, prima dell’adozione sarebbe necessario leggere riviste o libri per documentarci. Per vivere serenamente con un animale bisogna conoscerlo. Quindi sarà compito, sia del veterinario che nostro leggendo e documentandoci, di conoscere questa specie animale. Ospitare in casa un animale con cui passeremo buona parte della vita è una responsabilità da non sottovalutare. Sempre meglio pensarci prima. Un animale che vive con qualcuno che non riesce ad amarlo o ad accettarlo non sarà mai sereno e manifesterà sempre e comunque il suo disagio in qualche modo. Ansia e depressione sono patologie che purtroppo possono colpire anche i nostri mici. I sintomi sono svariati, ma al minimo cambiamento dobbiamo rivolgerci sempre a un esperto. Il gatto cela il proprio dolore e solo un occhio attento riuscirà a percepirlo. Naturalmente più a lungo conviviamo con il nostro gatto e più facilmente saremo in grado di percepire qualsiasi alterazione di comportamento. Semplici modificazioni, che potrebbero sembrare non preoccupanti, spesso sono invece indice di uno stato patologico. Il gatto ha bisogno di vivere in un ambiente stimolante e se non ha la possibilità di uscire all’esterno dobbiamo rendere cat-friendly  il nostro appartamento. Cosa vuol dire? Utilizzare un buon arricchimento ambientale e fare attenzione ai numerosi pericoli che possono esserci in una casa. Non lasciare mai oggetti taglienti, medicinali, prodotti per la casa a sua disposizione. Chiudere sempre lo sportello della lavatrice o dell’asciugatrice. Il gatto adora nascondersi, non dimentichiamolo mai. Inoltre, è un animale territoriale. Il suo territorio non è costituito da una superficie unica e lui esplica i suoi comportamenti in tre campi territoriali ben differenziati: campi di attività, di isolamento e campi di aggressione.

Occhio alla dieta: massima attenzione se è sterilizzato

Chiedere sempre consiglio al veterinario e attenersi alle dosi senza mai eccedere. L’obesità colpisce sempre più gatti e se questi sono sterilizzati occorre somministrare al nostro micio una dieta specifica onde evitare questa malattia. In commercio esistono moltissimi mangimi specifici, facciamoci consigliare dal veterinario.

Attenzione all’igiene

È vero che il gatto è un animale estremamente pulito che si prende cura del proprio pelo, ma anche noi dobbiamo provvedere ad alcune operazioni di pulizia. Quali? Pulire occhi e orecchie e spazzolarlo quotidianamente così da eliminare il pelo morto ed evitare la formazione di nodi.

10 segnali d’allarme da non trascurare

  1. Letargia o sonnolenza;
  2. Assenza di gioco;
  3. Perdita di interesse a interagire con noi;
  4. Segni improvvisi di aggressività;
  5. Frequenti e continue leccatine;
  6. Sete eccessiva;
  7. Fichiesta continua di cibo;
  8. Perdita di appetito;
  9. “Grattugie” continue;
  10. Pipì fuori dalla lettiera.

Se il gatto mostra uno di questi sintomi dobbiamo rivolgerci a un veterinario comportamentalista che tramite un’attenta visita sarà in grado di capire se il problema è di natura organica o comportamentale.

Per non farlo annoiare

Il gatto è un virtuoso dell’euristica. Cosa significa? A lui piace risolvere i problemi da solo. Per stimolare la sua intelligenza prendiamo una scatola delle scarpe, facciamoci tanti buchi sul coperchio e mettiamoci dentro alcuni biscotti e vediamo se riesce a risolvere il problema e quanto tempo ci mette. Diversamente dal cane, lui non chiederà il vostro aiuto, perché è un solista che ama sperimentare le proprie abilità nel risolvere i problemi.

Abituiamo il gatto sin dalla tenera età ad essere manipolato

Come? Prendiamolo e poggiamolo su un tavolo, cominciamo a toccargli il dorso, le zampe, il muso, le orecchie, il ventre. Apriamogli la bocca, controlliamo i suoi denti. Ripetiamo questo esercizio due volte al dì e alla fine regaliamogli uno snack, che in questo caso sarà più che meritato.

Come chiamarlo?

Scegliamo un nome breve con cui chiamare il nostro micio e associamo il nome a un biscotto. Se tra noi e il pet c’è una relazione basata su amicizia e rispetto presto imparerà il suo nome e ci risponderà.

di Irene Cassi, veterinario comportamentalista

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