Pechinese: l’imperatore della Cina
Si manifesta come una piccola ma vaporosa nuvola di pelo, con un musino rotondo e degli occhioni dolcissimi, il Pechinese vanta origini antichissime. Non a caso, alcuni bronzi che lo ritraggono risalgono al 2000 a.C. Anche se ancora oggi sussistono delle perplessità su questo argomento, la tesi più probabile è che discenda dal Volpino. Il Pechinese veniva allevato dai nobili cinesi e venerato come un Dio, infatti, non solo se ne andava a spasso per i sontuosi palazzi reali, ma divenne il cane della famiglia imperiale. I reali desideravano mantenere l’esclusività del Pechinese all’interno della mura cinesi, inoltre, furono promosse delle leggi che prevedevano che al passaggio di un Pechinese le persone avrebbero dovuto inchinarsi al suo cospetto e chi avesse osato rubare o uccidere un esemplare della razza sarebbe stato punito con la morte. Purtroppo questa totale adorazione finì quasi per causarne l’estinzione, ciò accadde durante il saccheggio del Palazzo d’Estate da parte delle truppe anglo-francesi, l’imperatore cinese ordinò di uccidere tutti gli esemplari affinché questi non finissero in mano al nemico. Questa mattanza non servì a molto, perché gli inglesi riuscirono a portare in patria qualche esemplare che venne poi dato in dono alla Regina Vittoria. La razza scaturì grandi consensi e venne poi allevata e selezionata dagli inglesi, i quali ancora oggi dividono la paternità della razza con la Cina.
A cura di Giada Rigolli
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