Ansia, rabbia, paura o noia?

di Roberto Marchesini

Mai fidarsi di chi pretende di individuare un’azione o una cura in base a un unico comportamento: bisogna saper individuare la causa e lo stato psicologico del cane

Molti comportamenti vengono spesso interpretati in modo univoco quando, al contrario, possono essere frutto di cause differenti. L’approccio che seguiamo è del tipo: se il cane fa così vuol dire che vi sia questo problema. Ma si tratta di una modalità di lettura che può condurci a errori anche molto grossolani. Già, perché spesso comportamenti che a prima vista possono apparire simili, in realtà sono esiti di condizioni o problematiche assai differenti, talvolta addirittura opposte. Prendiamo il caso di un cane che, quando i familiari escono di casa, dopo poco, entra in una fase di nervosismo che può portarlo a mettere a soqquadro l’appartamento.

Le persone, rientrando, trovano oggetti posti prima sulla tavola riversi sul pavimento, segni di graffi sulla porta d’ingresso, cestini svuotati e materiale sparso per terra, cuscini del divano ribaltati. In genere s’imputa questo problema alla cosiddetta “ansia da separazione” e in effetti anche la difficoltà del cane a restare da solo può rientrare all’interno delle problematiche che lo conducono a mettere in atto questi comportamenti….

Articolo pubblicato su Quattro Zampe novembre 2020

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