Gatto siamese: il fedele chiacchierone

di Redazione Quattro Zampe

Conosciuto anticamente come Gatto Reale del Siam, il Siamese ha avuto origine da una mutazione verificatasi spontaneamente in Asia. In alcune tavole che illustrano i ‘Poemi del Gatto’, l’antichissimo volume recuperato tra le rovine dell’antica capitale del Siam e tuttora conservato nella biblioteca nazionale di Bangkok, sono infatti raffigurati gatti dal mantello colourpoint, che vivevano nei templi e nei palazzi reali, godendo del massimo rispetto (pare che il sovrano affidasse proprio a loro la sicurezza del palazzo e che per tale ragione fosse severamente vietato portarli fuori dal paese, pena la morte). Approdati in Europa alla fine dell’800, nella prima metà del XX secolo erano i felini domestici ‘à la page’, coccolati ed esibiti con orgoglio da chi poteva permettersi il ‘lusso’ di acquistare un animale elegante e blasonato (perfino gli occhi un po’ strabici o il caratteristico ‘nodo’ della coda venivano considerati autentici ‘tocchi di classe’).

L’origine e la storia antica delle due razze è la stessa, così come la pigmentazione intensa delle punte, che contrastano nettamente con la base chiara del mantello, il pelo molto corto (descritto da Harrison Weir già nel 1889: nel clima caldo della Thailandia una pelliccia folta sarebbe stata contro natura) e il colore degli occhi, di un intenso azzurro-blu, profondo e luminoso.

Tanti colori, ma sempre colourpoint

Foto di Andrea Gilardi
Foto di Andrea Gilardi

Il mantello del Siamese è rigorosamente pointed, cioè pigmentato in maniera più evidente sulle punte: muso, orecchie, zampe e coda. La colorazione delle estremità deve essere il più possibile uniforme e contrastante rispetto alla tonalità di base. Alle quattro varietà originarie – seal (in inglese “foca”, è la tonalità classica con estremità marrone focato su corpo beige chiaro), chocolate (estremità color cioccolata al latte su mantello avorio), blue (la tonalità blu acciaio delle punte su fondo bianco ghiaccio) e lilac (estremità grigio-rosato su mantello bianco-grigio o bianco con leggere sfumature avorio) – si sono via via aggiunti colori nuovi, come red, cinnamon, fawn, silver e cream, quasi tutti anche in versione tabby point (con striature su muso, coda e zampe) e tortie point (estremità scaglia di tartaruga). Il disegno tabby point è noto dall’inizio del XX secolo, ma suscitò l’interesse degli appassionati solo nel 1961 e fu riconosciuto un anno più tardi.

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