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British Shorthair

di Giulia Settimo

Ottenuto selezionando e migliorando le caratteristiche morfologiche del comune gatto domestico inglese, questo bel micione massiccio e tondeggiante corrisponde di fatto all’Europeo dell’area continentale, tanto che le due razze furono accomunate nel medesimo standard fino al 1983, quando le caratteristiche che le contraddistinguono vennero invece definite con maggiore precisione.

In origine il British Shorthair – gatto affettuoso, bello e intelligente – era il comune gatto inglese di casa e di fattoria.

Grazie all’impegno degli allevatori e all’accurata selezione degli esemplari più belli, oggi il British Shorthair può sfilare a pieno titolo tra i felini ‘blasonati’.

Negli anni ‘50, con l’intento di apportare nuovo sangue ai pochi esemplari superstiti e di rinvigorire la razza, ritrovandone la struttura originaria, si pensò di ibridarla con alcuni Persiani dalla forte struttura.
Da questo incrocio derivano alcune caratteristiche morfologiche peculiari, che differenziano nettamente l’attuale British Shorthair dal ‘cugino’ europeo: la taglia un po’ più grande, il corpo massiccio, la coda breve e spessa, il mantello fitto e folto, la testa tondeggiante, lo sguardo particolarmente dolce, nonché un’indole piuttosto riservata e flemmatica, davvero molto ‘british’.

Il muso rotondo, le guance piene, gli occhioni spalancati gli danno un’espressione da tenero orsacchiotto, che rispecchia perfettamente il suo carattere pacato e gentile.

“La sensazione tattile della mano che passa su quel pelo uniforme e compatto è qualcosa che va provato, più che raccontato – dice un appassionato di questa razza – per non parlare, poi, del carattere, assai mansueto, che lo rende particolarmente adatto alla vita in famiglia”.

Probabilmente venne introdotto nel Regno Unito circa duemila anni orsono dalle legioni romane alla conquista del Nord Europa.
Evolutosi naturalmente nel corso dei secoli, nella seconda metà dell’800 stimolò l’interesse di alcuni allevatori, che ne apprezzavano le caratteristiche morfologiche, somatiche e, soprattutto, caratteriali.

Tra i suoi estimatori, c’era anche Harrison Weir, padre della felinofilia moderna e organizzatore della prima esposizione felina, che si tenne nel 1871 al Crystal Palace di Londra.

In passato questo gatto era conosciuto anche come Britannico Blu o British Blue, perché proprio il mantello di tonalità grigio-azzurra (uno dei primi risultati del paziente lavoro degli allevatori) ha sempre avuto una grande popolarità.
Oggi, però, il suo ricchissimo guardaroba prevede infinite varianti di colore e disegno: alcune erano già comparse prima della Seconda guerra mondiale, mentre le varietà cromatiche più nuove e insolite sono il risultato di incroci recenti.

Ancora poco diffuso nel nostro paese, il British Shorthair riscuote, comunque, l’interesse degli amanti dei gatti a pelo corto, che ne apprezzano, insieme alla bellezza, l’ottimo carattere.

Fiero e indipendente ma, al tempo stesso, gentile, equilibrato, calmo e ‘responsabile’, si affeziona moltissimo alla famiglia che lo accoglie, è socievole anche con gli estranei e accetta senza problemi la convivenza con altri amici a quattro zampe.

Estroverso, vivace con giudizio, intelligente e giocherellone, dolcissimo con le persone anziane e paziente con i più piccini, quasi sempre disposto a farsi coccolare, è un perfetto animale da compagnia, facile da gestire e da educare, capace di apprezzare fino in fondo i vantaggi di un ambiente confortevole e ben riscaldato, dove ogni giorno gli vengono serviti pasti regolari (è decisamente goloso e dotato di robusto appetito).

Come del resto la maggior parte dei gatti, è convinto che gli umani siano tutti al suo servizio ma, se necessario, è capace di cavarsela benissimo da solo in qualsiasi circostanza: grazie al fisico forte, ben protetto da una folta e spessa pelliccia, si trova perfettamente a suo agio anche all’aria aperta, dove riemergono le sue origini popolari, che fanno di lui un abilissimo cacciatore.

È molto goloso e per nulla “appiccicoso”

Socievole e affettuoso, ma poco esigente e per nulla ‘appiccicoso’, è capace di rimanere solo per molte ore, senza soffrire, aspettando tranquillamente l’arrivo del padrone.
Pur essendo agile e muscoloso, ha una struttura compatta e pesante, poco adatta ad acrobazie e arrampicate: tra i suoi passatempi preferiti non ci sono, quindi, né i salti sopra armadi e librerie, né la sistematica distruzione di tendaggi e piante da appartamento.

Tutti i colori del British Shorthair

Per molto tempo il mantello blu è stato il più popolare, ma nel corso del tempo gli allevatori di tutto il mondo sono riusciti a ottenere moltissime combinazioni di colori e disegni.
Oltre al classico blu, quelli uniformi sono bianco, nero, rosso, crema, cioccolato e lilla.
Le varietà bicolori e van (mantello prevalentemente bianco, con macchie di colore su testa e coda) si sono diffuse in epoca recente, dopo una revisione dello standard.
La femmina scaglia di tartaruga, con o senza bianco, può presentare l’accostamento di rosso e nero, oppure di blu e crema, solidi o diluiti.
Esistono poi varianti Silver di tutti i colori (tra cui il nero è uno dei più apprezzati), Smoke o Tipped (crema, nero, blu, lilla, cioccolato e rosso), Tabby (classico, mackerel, spotted), Silver Tabby, Pointed (nei soggetti portatori del gene himalayano, introdotto attraverso l’incrocio con il Siamese).

Quello nero porta fortuna

In barba a superstizioni e sciocchi pregiudizi, nella sua terra di origine il British Shorthair nero con occhi dorati è considerato di buon auspicio.

Secondo la leggenda…

…è arrivato fino a noi dall’antico Egitto: quando il generale Gasthelos inseguiva con le sue truppe Mosè e il suo popolo, arrivando fino al mar Rosso, le acque si aprirono per gli ebrei, ma si richiusero sugli inseguitori, che perirono tutti eccetto lui. Sposato con la figlia del faraone Scota, egli abbandonò la terra natia portando con sé, insieme ai beni più preziosi, i suoi amatissimi gatti. Sbarcò con la moglie in Portogallo, dove i piccoli felini si accoppiarono con esemplari locali, generando numerosi discendenti, che, spinti dalla curiosità e dall’intraprendenza tipiche della specie, dopo varie peripezie, giunsero fino alla Gran Bretagna.

La scheda tecnica del British Shorthair

Agile e muscoloso, ha una struttura compatta e pesante, poco adatta ad acrobazie e arrampicate.

Razza: British Shorthair
Origine: Gran Bretagna, 1880-1890
Ascendenza: Comuni gatti di strada, di fattoria, di casa
Altri nomi: Britannico Blu, British Blue
Peso: 4/5 kg la femmina, 7/8 kg il maschio
Ibridazioni: Nessuna
Temperamento: Socievole e rilassato

  • Testa: rotonda, con guance piene e collo corto, ma ben sviluppato, naso corto, largo e diritto, con leggera ma non marcata depressione alla base
  • Orecchie: piccole, ben distanziate e leggermente arrotondate in punta
  • Occhi: grandi e rotondi, distanziati e ben aperti, hanno un’espressione dolce
  • Zampe: di lunghezza media, sono corte e massicce con piedi rotondi e saldi
  • Coda: corta e folta, leggermente arrotondata all’estremità
  • Mantello: corto e folto, denso e voluminoso, fornito di abbondante sottopelo, di tessitura sottile, ma sostenuta al tatto

Caratteristiche del British Shorthair

IMPEGNO

Di buon carattere, flemmatico, autonomo ed estremamente adattabile, richiede solo le cure, le attenzioni e l’affetto indispensabili a ogni animale domestico. Poco esigente e per nulla ‘appiccicoso’, è anche capace di stare tranquillamente da solo per ore.

CURE MEDICHE

Discendente in linea diretta dal comune gatto di casa o delle cascine di campagna, è un felino eccezionalmente sano, forte e robusto.

SOCIALITÀ

Socievole e affettuoso, calmo ed equilibrato, non ama però le eccessive manipolazioni.

PELO

Il fitto sottopelo tende ad annodarsi, soprattutto nel periodo della muta, e il pelo morto di copertura, più lungo e duro, va regolarmente rimosso a colpi di spazzola.

 

© Riproduzione riservata.

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