Curare la stomatite del gatto con l’omeopatia

di Redazione Quattro Zampe

Pio è un micione Europeo di ben sei chili e circa tre anni di età. Ha scelto come sua residenza il giardino di un condominio dove ha la possibilità di ripararsi in cantina quando il tempo non è clemente o quando vuole appartarsi, ma ha mantenuto la sua indipendenza. Non disdegna cibo da tutti i condomini indifferentemente, ma ha un debole solo per quello che potremmo definire non tanto il suo proprietario, quanto il suo essere umano di fiducia preferito, tal signor Ernesto, del quale occasionalmente frequenta l’appartamento e che è l’unico dal quale accetta il contatto fisico.

Pio con lui è buonissimo e affettuoso, Ernesto, infatti, è la sola persona che lo può prendere e mettere nel trasportino, mentre con tutti gli altri si dà alla fuga, appena si presentano. Proprio questo signore previlegiato da Pio ha notato circa due anni fa che il nostro protagonista, pur non avendo mai smesso di nutrirsi, si lamentava in continuazione mentre mangiava. Portato una prima volta in un ambulatorio veterinario, la diagnosi è stata di stomatite, patologia abbastanza comune nel gatto. È stato trattato con cortisone e antibiotici senza risultati soddisfacenti, tanto che il suo amico Ernesto ha continuato a nutrirlo durante le fasi più acute con mousse diluita in acqua.

Dopo due anni durante i quali la patologia ha avuto alti e bassi, ma senza mai risolversi, ci viene portato in visita con la speranza che almeno la terapia omeopatica gli potesse dare un poco di sollievo. Al momento della prima visita, le sue gengive appaiono uniformemente arrossate e quelle inferiori anche sanguinanti. Nonostante la situazione abbastanza critica, sembra che continui ad alimentarsi. Gli prescriviamo un rimedio omeopatico da somministrare giornalmente che Pio accetta tranquillamente dal signor Ernesto che lo accudisce e che evidentemente gli ispira sicurezza.

Dopo un mese, alla visita di controllo le gengive si mantengono arrossate, ma il sanguinamento è scomparso. Un altro mese di terapia omeopatica quotidiana e le condizioni delle fauci si presentano ottime, l’appetito è sempre robusto e Pio ha ripreso ad assumere oltre al cibo umido anche i croccantini, che erano ormai per lui inavvicinabili. Altro particolare non trascurabile: un cambiamento delle abitudini. Pio non frequenta più occasionalmente l’appartamento del suo amico Ernesto, ma si presenta da lui tutte le sere per passarci la notte, mentre di giorno continua ad andarsene allegramente a spasso, dimostrando di apprezzare appieno la compagnia e le comodità di un rapporto che ormai gode di tutta la sua fiducia.

Di Mauro Dodesini

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