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La pica: quando il gatto ingerisce strane cose

di Redazione Quattro Zampe

pica

Diversi i disturbi alimentari che può avere il gatto. Come la pica, l’ingestione volontaria di materiale non commestibile. Ecco come prevenirla e come combatterla

Il nostro gatto deve poter “scaricare” il suo bisogno di cacciare e deve alimentarsi coerentemente alle sue caratteristiche di specie in termini di frequenza dei pasti, quantità e qualità degli alimentiI pasti devono essere frequenti: per ragioni di comodità, è preferibile lasciarli a disposizione in un luogo tranquillo e lontano dalle lettiere.

Uno dei disturbi del comportamento alimentare del gatto è la pica (ingestione volontaria di materiale non commestibile). L’insorgenza della pica può essere dovuta a un fattore genetico con maggiore predisposizione nelle razze orientali (Siamese e Burmese); stimoli scatenanti come lo stress dovuti al cambiamento di ambiente, alla povertà di stimoli e all’insorgenza di problemi territoriali. In genere, insorgono nel periodo successivo all’inserimento del gattino nella nuova casa e proprio lo stress da cambiamento di ambiente sembra essere un fattore scatenante.

La pica inizia con il masticamento o suzione e poi l’ingestione di materiali (lana, cotone, tessuti sintetici, plastica, gomma, pelle e legno) e, talvolta, associata ad altri disturbi comportamentali come minzioni in luogo improprio, marcature urinarie, timidezza, iperattività, aggressività e altro.

Da distinguere, però, i gatti che masticano da quelli che succhiano materiali non commestibili: quelli che masticano, mettono in atto un comportamento che somiglia allo smembramento di una preda; mentre, quelli che succhiano, mettono in atto un comportamento di tipo infantile. Il comportamento del succhiare insistentemente parti del proprio corpo, del corpo di altri gattini, del corpo dei proprietari o materiali diversi, potrebbe avere origine nella mancanza di stimoli prima e durante l’età dello svezzamento.

Il mordicchiare e ingerire materiali non commestibili serve per attirare l’attenzione: infatti, il proprietario è sempre presente e il gatto prende di mira oggetti presenti in contesti dove il padrone è “occupato”, non prestando attenzione al gatto: fili telefonici o televisivi, cavi e prese del computer, soprammobili e telecomandi. Perciò, evitiamo la riproduzione di soggetti a rischio; gestiamo correttamente l’inserimento in un nuovo ambiente; forniamo ambienti ricchi e stimolanti; favoriamo l’adeguata socializzazione; non separiamo il gattino dalla madre prima delle otto settimane e, infine, provvediamo a educare al gioco e all’interazione corretta con le persone

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Consigli
■ evitare che il gatto possa avere accesso a tessuti di vario genere e trattare con sostanze sgradevoli gli oggetti a rischio (essenza di eucaliptolo e profumi);
■ fornire materiali che possano essere masticati senza rischi (vegetali crudi, giochi di gomma atossica, snack ecc.;
■ fornire un’alimentazione più soddisfacente: pezzetti di carne, cibo secco a disposizione, cibo nascosto in giochi di gomma atossica;
■ creare arricchimenti ambientali con giochi che stimolino il manipolare, inseguire e scovare;
■ moltiplicare il numero dei pasti.

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Di Costanza De Palma
Foto Shutterstock

© Riproduzione riservata.

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