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Mangio da solo e come dico io!

di Ewa Princi

Sono tanti e diversi gli atteggiamenti di Micio nei confronti del rito del cibo, tra insofferenza verso la ciotola o il luogo, necessità di privacy, voglia di cacciare/giocare e di fare la pasta. Vediamoli insieme

Se osserviamo le specie selvatiche di gatti, notiamo che sono cacciatori solitari. Mentre la condivisione del cibo avviene, di solito, solo con la prole in fase di svezzamento, in tutti gli altri contesti il momento dell’alimentazione è solitario. L’attività predatoria di un gatto libero comprende molti spostamenti tra le aree di caccia, ricerche del cibo e attesa. Abbiamo, quindi, tre elementi importanti che caratterizzano l’indole naturale del gatto: 1) forte bisogno di esplorazione e perlustrazione; 2) vigorosa spinta nella ricerca del cibo 3) pazienza, ossia, tanto tempo speso in un apparente “far nulla”.

Non accade così in casa. Non ci sono prede reali da inseguire e osservare in silenzio e in un’assenza totale di movimenti, ma solo ciotole che vengono riempite dall’umano…

Articolo pubblicato su Quattro Zampe giugno 2020

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