Basta caccia: 230 morti e 854 feriti

di Maria Paola Gianni

Ben 230 persone morte e altre 854 ferite tra il 2007 e il 2019. Sono dati dell’associazione “Vittime della caccia”. L’ultimo dramma si è consumato nel Salernitano, dove domenica 22 settembre un ragazzo di 34 anni ha ucciso il padre Martino Gaudioso, di 55 anni, colpendolo al basso ventre. Lo aveva scambiato per un cinghiale! Il genitore è morto sul colpo. Una famiglia distrutta.

L’ennesima tragedia di caccia che si poteva evitare.

Eppure nessuno fa nulla.

Scambia il padre per un cinghiale e lo uccide

Come possiamo stare “tranquilli” per gli animali da tutelare, visto che ci sono tante specie protette la cui caccia sarebbe “vietata”?

Facciamo un esempio: la quaglia e l’allodola sono “cacciabili” fino al 31 dicembre. Quindi siamo davvero certi, come precisa la legge 157 del 92, che dopo quella data queste povere bestiole “protette” potranno essere risparmiate? Ma se un figlio scambia il padre per un cinghiale e lo uccide a sangue freddo, riuscirà mai a distinguere una quaglia o un’allodola in volo da un tordo bottaccio o da un germano reale? Questi ultimi due uccelli sarebbero “cacciabili” fino al 31 gennaio, quindi “passibili” di pallottola. È la farsa delle “specie protette”. Che continua a mietere vittime tra gli animali e, purtroppo, anche tra il genere umano.

Brambilla: “basta col far west nei boschi e nelle campagne”

L’on. Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente, che ha espresso profondo disappunto a riguardo.

[penci_blockquote style=”style-2″ align=”none” author=”Michela Vittoria Brambilla, presidente della LEIDA”]Basta col Far West nei boschi e nelle campagne; la sostanziale indifferenza che le autorità competenti dedicano sia allo stillicidio di morti e feriti per la caccia ‘legale’ – come se fosse un fatto ‘naturale’ e inevitabile, evidentemente allo scopo di non turbare gli ‘sportivi’ intenti al loro passatempo preferito -, sia, nonostante numerose eccezioni, per l’insufficiente attenzione al problema del bracconaggio e della caccia illegale, inserito invano nel programma del governo precedente e compreso, vedremo con quanta serietà, anche in quello dell’esecutivo appena nato. Anche perché, ormai, non si contano più i casi di caccia in zone interdette, troppo vicino alle case o alle strade: è una vera e propria emergenza nazionale.[/penci_blockquote]

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