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#BASTATESTANIMALI: la campagna di LAV e Università di Pavia contro i test di sostanze d’abuso sugli animali

di Redazione Quattro Zampe

Ci aveva pensato Cassius Coolidge, il pittore della famosa serie dei cani che giocano a poker, a attribuire loro i “vizietti umani”. Nei suoi quadri i cagnoni riuniti attorno al tavolo verde fumano sigari, bevono whisky, spendono e spandono. Lì era ben chiaro che si trattava di uomini in maschera: i cani fino a prova contraria non c’entrano nulla con i vizi umani (a meno che non siate golosi di crocchette!)

Eppure da decenni i cani e altri animali come le scimmie continuano a essere usati come cavie per test sulle sostanze d’abuso (alcool, droghe, nicotina).

[penci_blockquote style=”style-2″ align=”none” author=”Michela Kuan, biologa responsabile LAV Ricerca senza animali”]Brindare per gli animali non è affatto un piacere. Gli animali, infatti, non reagiscono come noi ad alcol, nicotina e droghe, eppure si continua a sperimentare su di loro gli effetti di queste sostanze, sebbene gli effetti dannosi sull’uomo siano ben noti da tempo![/penci_blockquote]


L’Università di Pavia in collaborazione con la LAV ha organizzato per il 26 e 27 ottobre delle manifestazioni in più di 700 piazze italiane per protestare contro questi test sugli animali.

[penci_blockquote style=”style-2″ align=”none” author=”Michela Kuan, biologa responsabile LAV Ricerca senza animali”]Dal 26 ottobre torneremo nelle piazze, con questa campagna per la quale (a partire dal 2016) abbiamo già raccolto più di 60.000 firme: il neo Ministro della Salute Roberto Speranza ha l’opportunità di orientare la ricerca in materia di sostanze d’abuso garantendone il massimo rigore scientifico ed etico.[/penci_blockquote]

Da quest’anno infatti la LAV collabora con il dipartimento di scienze del farmaco dell’Università di Pavia che ha da poco messo a punto un modello cellulare capace di riprodurre il sistema gastrointestinale umano: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/31273366
In questo momento stanno testando gli effetti dell’abuso di etanolo.
[penci_blockquote style=”style-2″ align=”none” author=”Gianluca Felicetti, presidente LAV”]Lo sviluppo di modelli sperimentali non animali rappresenta l’unica via per riportare l’Italia su piani competitivi a livello comunitario, evitare fughe di cervelli all’estero, o che i giovani ricercatori affrontino contesti internazionali basandosi su ricerche su animali vecchie di decenni e mai validate scientificamente.[/penci_blockquote]
Malgrado la difficoltà di provarne la scientificità, in Italia i test sugli animali riguardati le sostanze di abuso aumentano. Senza contare che circa la metà degli animali che sono utilizzati come cavie subiscono pratiche dolorose. I dati del 2017 forniti dal Ministero della Salute indicano che sono stati utilizzati a questo scopo 639 cani, 586 scimmie e contando anche ratti e altri animali come mucche, maiali, conigli, pesci un totale di 580.073 animali.
Sono numeri importanti che mostrano la necessità di una regolazione legislativa e di immaginare nuove pratiche scientifiche: l’Università di Pavia ha colto questa sfida.

© Riproduzione riservata.

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