I cavalli? “Consideriamoli come cani e gatti e non macelliamoli più”
Il Parlamento italiano discute una proposta di legge che introduce lo stop alla macellazione dei cavalli per cambiare il destino di questi animali
È stata presentata in Parlamento, nelle scorse settimane, una proposta di legge che potrebbe segnare una svolta storica: lo stop alla macellazione dei cavalli potrebbe definitivamente escludere questi animali dalla filiera alimentare e riconoscerli come animali d’affezione.

Stop alla macellazione dei cavalli: cosa prevede la proposta di legge
La proposta di legge che prevede lo stop alla macellazione dei cavalli introduce un divieto chiaro: nessun equide potrà più essere allevato o ucciso per fini alimentari sul territorio italiano. Il testo presentato in Parlamento punta a modificare lo status giuridico di cavalli e asini, sottraendoli alla categoria degli animali da reddito e avvicinandoli a quella degli animali d’affezione, come cani e gatti.
Il testo nasce dalla consapevolezza che la normativa attuale non rispecchia più il sentire comune: oggi i cavalli sono sempre meno associati al consumo alimentare e sempre più a esperienze di relazione come sport, attività educative o percorsi terapeutici. Questo cambiamento culturale ha creato una frattura tra la legge e la società ed è per questo che è stata presentata la proposta di legge che promuove lo stop alla macellazione dei cavalli.
Oltre al divieto di macellazione dei cavalli, la proposta di legge prevede anche strumenti concreti per gestire la transizione. Un punto centrale riguarda la riconversione degli allevamenti attualmente legati alla filiera della carne equina: l’obiettivo non è abbandonare lavoratori e imprese ma accompagnarli verso attività alternative come colture vegetali.

La battaglia di Animal Equality Italia per lo stop alla macellazione dei cavalli
Dietro alla proposta di legge sullo stop alla macellazione dei cavalli c’è anche un lungo lavoro di denuncia portato avanti da associazioni animaliste, in particolare Animal Equality Italia. L’organizzazione ha contribuito in modo decisivo a portare il tema all’attenzione dell’opinione pubblica, documentando le condizioni in cui i cavalli vengono allevati.
Secondo Animal Equality Italia, all’interno degli allevamenti, tutti gli animali destinati alla macellazione, compresi i cavalli, non vengono cresciuti in maniera rispettosa. Gli attivisti, riuscendo a filmare in incognito, hanno documentato episodi di violenza sugli animali e violazioni delle norme sul loro benessere da parte degli operatori di un macello equino dell’Emilia Romagna.
Per l’organizzazione il problema non è solo legato a singole violazioni ma è strutturale. Anche in presenza di controlli, sostengono gli attivisti, il sistema della macellazione equina non è compatibile con le esigenze dei cavalli. Da qui la richiesta di una soluzione radicale: stop alla macellazione dei cavalli per eliminare del tutto il loro uso alimentare.

Stop alla macellazione dei cavalli: l’indagine Ipsos sulle abitudini degli italiani
La possibilità di arrivare allo stop alla macellazione dei cavalli trova conferma anche nelle abitudini alimentari degli italiani. Una recente indagine Ipsos mostra come il consumo di carne equina sia ormai marginale in Italia. Secondo il sondaggio, l’83% degli italiani dichiara di non mangiare carne di cavallo sia per mancanza di abitudine, sia per motivazioni legate all’empatia e al rapporto affettivo con l’animale.
Il dato è rilevante perché racconta un cambiamento profondo nelle abitudini alimentari e culturali nel nostro paese. Per la maggioranza degli italiani i cavalli non sono una fonte di cibo ma animali vicini all’idea di compagnia e relazione. Questa percezione rende quindi sempre meno accettabile la loro uccisione e rafforza la richiesta di una tutela specifica.
Lo stop alla macellazione dei cavalli appare, quindi, come l’adeguamento della legge a una realtà già cambiata: più che imporre un nuovo modello, la proposta di legge intercetta un’evoluzione culturale in corso basata su nuovi valori ed emozioni.
Per approfondire
L’inchiesta di Animal Equality Italia e la proposta di legge
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