Prurito nel cane? Ecco come aiutarlo a stare bene

di Redazione Quattro Zampe

Chiara Noli, prima italiana diplomata al College Europeo di Dermatologia Veterinaria, consiglia come controllare questo fastidioso sintomo per migliorare benessere e qualità di vita del cane

Dottoressa Noli, i cani soffrono spesso di prurito?
Molto spesso. Un’infinità di cause li costringono a grattarsi continuamente, mordicchiarsi il pelo, leccarsi le zampe o scuotere insistentemente la testa. Le più frequenti sono le allergie: a parassiti (per esempio, pulci), alimenti e sostanze ambientali come pollini, polvere di casa o muffe. Il termine corretto per l’allergia all’ambiente è dermatite atopica, una condizione che può accompagnare il cane per tutta l’esistenza e che, se non controllata, peggiora notevolmente la qualità di vita e il suo benessere. Fino a diventare un affare di famiglia, perché il prurito del nostro amico logora la sopportazione del proprietario e interferisce pesantemente con le abitudini e la routine della casa.

Come aiutarli?
Non appena abbiamo la sensazione che il prurito del nostro cane stia aumentando, anche solo lievemente, bisogna rivolgersi al veterinario, l’unico che può identificare l’origine del disturbo e mettere in atto, ancor prima che compaiano devastanti lesioni da grattamento, i rimedi più efficaci. Per esempio, le diete “ipoallergeniche” in caso di allergie alimentari; i trattamenti antiparassitari contro le pulci (anche poche); i farmaci antiprurito e le terapie desensibilizzanti in caso di atopia.

Che ruolo ha il proprietario nella gestione del prurito?
Fondamentale. È lui che segnala fin da subito il problema al veterinario. Ed è lui che decreta il successo (o il fallimento) delle terapie a seconda della precisione e della costanza con cui segue i consigli del veterinario curante. In terapie prolungate, come quelle dell’atopia, il fattore di successo è, infatti, il “patto terapeutico” tra veterinario e proprietario. Il primo illustra le più opportune scelte terapeutiche, con tanto di risultati attesi, rischi, costi ed evoluzione nel lungo termine. Il secondo, il proprietario, si deve impegnare a rispettare scrupolosamente le prescrizioni del veterinario somministrando al cane in modo preciso e costante le terapie consigliate.

Si parla tanto di gestione dietetica dei problemi di prurito del cane e anche del gatto. Cos’è?
Poiché molto spesso le malattie dermatologiche sono di fatto inguaribili, per controllarne i sintomi e migliorare la qualità di vita dei soggetti colpiti, oltre alle classiche terapie con i farmaci anti-prurito (es. cortisone), bisogna usare soluzioni più naturali, capaci a lungo termine di ridurne dosaggi e tempi di somministrazione, e prolungarne i benefici, limitando gli effetti collaterali. A tal scopo si possono utilizzare diete e integratori ricchi di acidi grassi essenziali, ma anche altre sostanze naturali scoperte grazie alla ricerca scientifica. Si tratta, in particolare, della PEA (palmitoiletanolamide): una sostanza lipidica contenuta in numerose fonti alimentari, fisiologicamente presente nella cute del cane, che potenzia i naturali sistemi protettivi della cute. Recenti studi clinici nel cane e nel gatto hanno dimostrato che la forma di PEA più attiva e biodisponibile (PEA-um, PEA ultra-micronizzata) può controllare efficacemente il prurito e le lesioni cutanee dei soggetti atopici, migliorando altrettanto sensibilmente la qualità di vita degli animali e dei loro proprietari.

Redonyl® Ultra: il supporto “secondo natura” in caso di dermatosi

Redonyl® Ultra è l’alimento dietetico complementare a base di PEA-um (palmitoiletanolamide ultra-micronizzata). Somministrato per via orale, reintegra le riserve endogene di PEA, potenziando i fisiologici meccanismi di equilibrio della cute. Disponibile in due confezioni di capsule birillo: Redonyl® Ultra 50, per gatti e cani fino a 12 kg; Redonyl® Ultra 150, per cani dai 13 kg di peso in su. Prezzo: a partire da € 27.60. Info nella sezione “Prodotti” di www.innovet.it

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