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Alfonso Sabbatini: un Campione e vanto italiano

di Maria Paola Gianni

Alfonso-Sabbatini

Alfonso Sabbatini, un grande uomo, non solo come professionista, ma anche a livello umano. In esclusiva, per i nostri lettori, tanti consigli e suggerimenti da chi d’agility ci capisce davvero

Questa intervista era doverosa. Anzi, ci scusiamo con il campione Alfonso Sabbatini per non averla prevista prima. Lui, Alfonso, Al per gli amici, scrive da anni sulle pagine del nostro mensile, responsabile della sezione “Agility”, ovviamente. Un grande uomo, non solo come campione e come grande professionista, ma anche a livello umano. E, oserei dire, “canino”: lui sì che sa capire, per il bene del compagno a quattro zampe, quando è arrivato il momento di fermarsi. Anzi, di fermarlo. Ha un cuore grande, il nostro Al. Impossibile non volergli bene, impensabile non stimarlo. La sua modestia è al pari della sua preparazione altamente professionale, una dote che, specie in Italia, è una perla rara.

Alfonso, quando hai iniziato a praticare agility?

Innanzitutto, grazie per questa intervista. Mi sembra strana la cosa perché di solito intervisto io. Ho iniziato a praticare agility nel 1997 con il mio Pastore Belga: il mio grande nonno Tim si è spento lo scorso anno.

Che emozione ti regala questo sport?

La mia seconda pelle! Una sensazione bellissima perché quello che ti trasmette è davvero fantastico. Intesa cerebrale con il mio cane, complicità, comunicazione animale… Insomma, mi sento io stesso un cane a due zampe in grado di comprendere e di essere compreso dal mio compagno di squadra a quattro zampe.

Quanto è importante il cane “giusto”? Come si sceglie?

Il cane giusto lo fai diventare tu, con la preparazione. Ma soprattutto con il rapporto unico che si crea, perché chi gareggia è sempre il binomio. La scelta del cucciolo è fondamentale, ed è unita a un pizzico di fortuna sulla sua sana salute. Il cane che un conduttore sceglie, resta una scelta scontata, sarà il destino a unire il binomio.

Quali quattro zampe possono fare agility?

Di primo impatto mi vien da dire tutti. Ma poi aggiungerei “tutti i cani sani”, in primis. Inoltre, dividerei l’agility in due settori, una parte dedicata agli agonisti e l’altra a chi si vuole solo divertire con il proprio cane senza badare alle altezze regolamentari degli ostacoli, salvaguardando sempre la salute dell’animale. Ad esempio un Bernese o un grosso Terranova possono divertirsi, ma con salti e palizzata rigorosamente bassi.

E per noi umani? Chiunque può praticare agility? O ci sono delle limitazioni?

Sì, l’agility è per tutti i generi umani… amanti e tolleranti nei confronti di animali e persone.

C’è chi dice che troppi sforzi agonistici non facciano bene al cane…

La stupidità umana fa tanti danni, basterebbe non usarla in agility con i cani per non creare problemi. Un vero professionista è attento a tutto ciò e non induce il conduttore a commettere errori che potrebbero rivelarsi dannosi per la salute del cane.

Per esempio: se io ho un cane che non ha mai praticato agility, come inizio? Dove lo porto?

Bisognerebbe fare prima una ricerca accurata di un centro dove praticano e insegnano l’agility controllando accuratamente le referenze degli istruttori. Prima di approcciare all’agility è fondamentale iniziare un corso di educazione di base con esercizi propedeutici finalizzati all’avviamento di questa splendida disciplina, e poi pian pianino si può passare alla conoscenza del primo ostacolo e da lì in avanti. La cosa importante resta sempre il rapporto che si deve creare con il cane che sarà la buona riuscita del gioco dell’agility.

Qual è l’ostacolo più facile? Quanto ci vuole per insegnarlo a un cane profano?

Il tunnel rigido è sicuramente l’ostacolo più semplice da insegnare, in una lezione il cane lo può già attraversare tranquillamente.

E l’ostacolo più difficile, qual è?

Secondo il mio punto di vista, slalom e bascula hanno bisogno di tanto lavoro.

Tu sei un Campione, stai sempre in giro, in Italia e all’estero: come viaggi col tuo cane? Trovi difficoltà? Quali sono i paesi più pet-friendly?

Ti ringrazio per il campione, ma la vera campionessa è la mia Milù che mi permette di fare delle grandissime cose. Io viaggio sempre con le mie inseparabili compagne di vita Milù e sua figlia Aguilera, molto spesso in camper e altre volte in auto. Aerei, navi e treni non li ho ancora testati, ma credo di non avere problemi con loro perché la fiducia cieca nei miei confronti darà loro il coraggio di non temere alcun pericolo. I paesi del nord Europa hanno decisamente una cultura sociale cinofila diversa dalla nostra ed è per questo che strutture che non ospitano cani sono diventate mosche bianche. Svezia, Austria, Germania, Francia sono i paesi “cinofili”.

Qual è il tuo cane preferito? Quando dormi, dove lo tieni?

Ho scoperto il Border Collie da quattordici anni circa, ma ho sempre avuto Belga…..il cane della mia vecchiaia forse tornerà ad essere un Belga che assieme al Dobermann sono considerati dei veri cane colla! Quando dormo, loro sono nella mia stanza sul loro cuscino….niente letto, perché andrei contro le loro regole.

Il cane dà tutto se stesso sempre per compiacere il suo compagno umano. Come si fa a capire quando è il momento di fermarsi, anzi, di fermarlo, per evitargli sforzi eccessivi?

Bella domanda, anche qui l’egoismo umano può far danni. È meglio smettere quando ci si rende conto che il nostro amico, superati gli otto anni, fa un po’ fatica. Quindi il ritiro dalle competizioni non vuol dire l’inattività del cane, ma significa allenamenti più blandi con altezze più basse e tanto gioco senza stress da gara. Credo che sia la vecchiaia più felice di un atleta a quattro zampe.

Tu sei anche un grande istruttore cinofilo. Che emozione provi nel vedere i tuoi allievi avere tante soddisfazioni nell’agility?

Prima di essere istruttore sono un uomo che pone la passione incondizionata per i cani e per l’agility davanti a tutto, o quasi. Perciò vedere “una mia creatura” crescere, debuttare e arrivare ai vertici dell’agility è una emozione indescrivibile. Mi sento come il Trap in panchina!

L’agility è anche terapeutica. Ci fai un esempio sulla base della tua esperienza?

Non faccio nomi, ma grazie al suo cane e all’agility una mia allieva introversa e insicura è riuscita a cambiare e ad acquisire sicurezza nei suoi mezzi e nelle sue capacità, l’agility serve anche a questo. Grazie mille per questa inaspettata sorpresa e un saluto ai nostri affezionatissimi lettori.

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I titoli di Alfonso Sabbatini

  • Campione Italiano Enci di agility con Potter (maschio di Border Collie)
  • Partecipazione all’Eo (European Open di agility) a Zurigo nel 2007 con Potter
  • 4 Cac (Certificato di Attitudine al Campionato) conquistati con Potter
  • Campione Italiano Enci di agility con Milù ( border collie femmina) a soli 22 mesi
  • 19 Cac conquistati con Milù
  • Campione regionale Aia con Milù nel 2008-2009-2011-2013
  • Campione assoluto Italiano Aia con Milù nel 2010
  • 5° classificato al Campionato Assoluto Italiano Enci nel 2010
  • Partecipazione alla Winter Cup nel 2009 e 2010 con Milù
  • 9° classificato alla Winter Cup in Austria nel 2010 con Milù, su 450 binomi partecipanti
  • Selezionato per la partecipazione agli Eo (European Open di agility) con Milù nel 2009 – 2010 – 2011- 2012 – 2013
  • 6° Classificato all’Eo nel 2010 in Repubblica Ceca
  • 2° Classificato all’Eo nel 2013 in Belgio
  • Partecipazione consecutiva alla finalissima per la selezione del mondiale con Milù nel 2010-2011-2012
  • Conquista del primo titolo di Agility Caciag con Milù nel 2011

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Di Maria Paola Gianni (Riproduzione vietata)

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