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Gli spazi della casa per i nostri cani e i nostri gatti

di Redazione Quattro Zampe

Cane nella cuccia

Esiste la perfetta convivenza con il nostro animale? E quanto la condivisione degli spazi della casa incide in questo? Probabilmente in maniera fondamentale se consideriamo che sia il nostro cane che il nostro gatto hanno bisogno di abitare dei luoghi che siano accessibili solo a loro, che gli infondano tranquillità e sicurezza, e lo stesso può valere per noi.

Zone off limits

Non è importante che i nostri animali abbiano accesso a tutti gli spazi della casa. Se non gradiamo la loro presenza in cucina, in camera da letto o in bagno possiamo anche decidere che quelle siano zone off limits per loro, ma è bene che questo sia ben chiaro sin dall’inizio. Prima ancora che il nostro cane o il nostro gatto arrivino nella nostra casa dovremo aver stabilito quali saranno le regole da seguire, così come l’angolo in cui posizioneremo la loro cuccetta, e predisporre l’arricchimento ambientale più adatto.

Confinamento del cucciolo

All’arrivo del cucciolo, può servire abituarlo a essere confinato all’interno di uno spazio, una stanza o una gabbia abbastanza grande da potersi muovere agevolmente, così da evitare problemi quando il proprietario non è in casa o non può tenerlo sotto controllo. Facciamo attenzione, però, a non far percepire questo spazio come un’area di punizione dove il cane viene messo se non si comporta bene. Questa è una zona marcata positivamente, dove il cucciolo non solo accetta di andare, ma dove si reca anche molto volentieri, e il momento dei pasti è un’opportunità eccellente per insegnarglielo. Oppure si può sfruttare l’attività del gioco, e invogliarlo quindi ad entrare usando degli stuzzichini gustosi o dei giochini invitanti. Inizialmente lo si farà stazionare per brevi periodi fino ad aumentare progressivamente la durata, ma senza mai arrivare a un periodo di tempo superiore alla sua capacità di controllo dei bisogni fisiologici, né comunque per un periodo superiore alle quattro ore.

Arricchimento ambientale

Per i gattini, per le prime settimane, si può allestire una stanza con tiragraffi, lettiera e qualche gioco, meglio se appeso per aria, eliminando gli oggetti che possono essere danneggiati o con cui possa farsi male. A tal proposito possono essere utili serrature a prova di bambino e armadi chiusi. Con il gatto, probabilmente, non avremo i problemi di vocalizzazioni che possono verificarsi invece col cucciolo di cane e che andranno sempre scoraggiati e mai rinforzati. Questa stessa stanza, in realtà può risultare utile per tutta la vita del gatto o del cane, che, a loro discrezione, avranno così un posto dove stare tranquilli e rifugiarsi, evitando magari ospiti indiscreti e poco graditi.

Osservare dall’alto

Una volta che il nostro gatto sarà adulto, potremo prevedere un arricchimento ambientale che si sviluppi in verticale, ossia verso l’alto, con mensole e tubi. In tal caso, è bene che le superfici di appoggio siano sempre rivestite in modo che il gatto, al momento del salto, non scivoli. Inoltre, sulle stesse superfici, potranno essere posizionati punti di alimentazione e abbeveraggio, meglio per questi ultimi se si tratta di sistemi a fontana, poiché il gatto ama bere l’acqua corrente, come avremo notato quando cerca di bere direttamente dal rubinetto. In alto potremo posizionare anche piccole ceste dove il gatto potrà spendere qualche pisolino lontano da occhi indiscreti. Il piccolo felino ama dormire in luoghi diversi in momenti diversi e la condivisione del sonno ha un importante significato di affiliazione col gruppo, umano o animale che sia.

Dove far dormire il nostro cane?

Diverso è il discorso per il nostro cane. Possiamo decidere di farlo dormire in stanza con noi, preferibilmente in un lettino tutto per lui, che sia un cuscinone o una cesta. Farlo dormire sul letto potrebbe creare dei problemi di gerarchia se il nostro amico a quattro zampe ha un carattere forte e dominante all’interno della famiglia, ma non entriamo nel merito della gestione di eventuali disturbi comportamentali. Meglio prevenirli comunque, e meglio anche per noi riuscire a rigirarci nel letto senza dover stare attenti a non fare male al nostro beniamino. L’ideale sarebbe che avesse due cuccette, una nella stanza dove vogliamo farlo dormire e una dove trascorriamo con lui la maggior parte della giornata (come potrebbe essere un soggiorno). In qualunque caso evitiamo di posizionare il suo giaciglio davanti alla porta d’ingresso, altrimenti si sentirà chiamato ad assolvere costantemente il compito di guardiano. Facciamo in modo che la sua cuccia sia marcata sempre positivamente, un luogo in cui il nostro cane sosta volentieri e dove nessuno deve disturbarlo. Questo deve avvenire sin da cucciolo, ma il processo deve essere lento e costante. Una volta scelto il luogo dove dormirà, saremo noi ad abituarlo poco alla volta. Un cucciolo che arriva in casa all’inizio è spaesato e ha bisogno di tempo e pazienza perché si adatti alla nuova situazione. Se decidiamo di farlo dormire in una determinata stanza della casa, non possiamo pensare di chiuderlo lì dentro e trascorrere una notte tranquilla. Dovremo essere noi a sacrificarci per qualche notte e trasferirci nella stanza del cucciolo per abituarlo gradualmente al distacco.

Pacifica convivenza

E se a convivere sono cane e gatto? Nessun problema. Attraverso le gattaiole il nostro gatto potrà raggiungere luoghi non accessibili per il cane, permettendo a entrambi di conservare i propri spazi ed evitare screzi inutili. Allo stesso scopo sono importanti anche gli spazi verticali, che permettono al gatto di ritagliarsi un angolino in alto da dove osservare ciò che accade, senza dover necessariamente entrare in contatto con “familiari” poco simpatici.

Educazione al confinamento

È un metodo fondamentale per prevenire comportamenti indesiderati e tenere l’animale lontano dai problemi. Si tratta di un’adeguata limitazione dello spazio o di un’accurata sorveglianza, in modo tale che non abbia la possibilità di comportarsi in maniera inappropriata. Questo si rivela utile, per esempio, quando non è addestrato a eliminare in un’area definita, o non ha superato la fase esplorativa adolescenziale, o per mantenerlo occupato con giochi affinché non assuma comportamenti distruttivi. Al contrario, è sicuramente preferibile per l’animale, ai fini della socializzazione, potersi muovere liberamente tra i membri della famiglia. Non è realistico pensare che qualcuno lo sorvegli costantemente in modo che non si smarrisca o si metta nei guai. Un guinzaglio o un campanellino sul collare può aiutare in tal senso.

La regressione sociale guidata

È il modo più acculturato per ribadire le vecchie regolette del capobranco:

  • il cane non deve mangiare per primo;
  • non deve passare per primo dalle porte;
  • non deve salire su letti e divani.

Possono essere utilizzate quando in casa esiste un problema di gerarchie (cani che ringhiano o mordono, che montano le gambe, che non danno retta al proprietario), ma è solo un modo per far capire loro che esistono delle regole. Stabilito ciò, è comunque necessario lavorare sulla relazione per risolvere il conflitto gerarchico.

di Federica Forte
foto di Shutterstock

© Riproduzione riservata.

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