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Gatti vs Veterinario: come evitare lo stress?

di Redazione Quattro Zampe

Gli esami veterinari sono indispensabili per garantire il benessere fisico del gatto, per la profilassi e per la terapia delle malattie, al fine di migliorare la qualità e la durata della vita dei nostri animali. Nonostante ciò, è molto più raro che i gatti siano sottoposti a visita veterinaria rispetto ai cani: i risultati di una ricerca indicano che il 40% dei gatti non è stato visitato da un veterinario nell’ultimo anno rispetto al 15% dei cani. I proprietari riferiscono di essere riluttanti a portare i gatti dal veterinario a causa dello stress che questo comporta, sia a loro che ai loro animali.

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Stress da veterinario

Le potenziali fonti di stress percepite dai proprietari comprendono il confinamento nel trasportino, il viaggio in auto verso la clinica, l’esposizione a un ambiente sconosciuto e la visita stessa. Probabilmente è proprio la percezione dell’ansia del gatto e la difficoltà della gestione dell’intero processo che porta molti proprietari a rinunciare e a bypassare i controlli medici essenziali e la vaccinazione di routine. Non è infrequente, inoltre, che gatti particolarmente stressati dal veterinario siano aggressivi e intrattabili, a volte anche verso lo stesso proprietario.

Un recente studio di Chiara Mariti dell’Università di Pisa ha esaminato un alto numero di gatti per analizzare quali erano i comportamenti più frequentemente esibiti e quali erano i fattori, legati al veterinario o al proprietario, che influenzavano la risposta dell’animale.

Lo capiscono subito…

La maggior parte dei proprietari (77,8%) pensa che i loro gatti capiscano quando stanno andando alla clinica veterinaria già prima di arrivaci veramente; di questi proprietari il 51,5% rileva alcuni segnali di stress prima di partire da casa, il 21,2% rileva segnali di stress nell’auto durante il viaggio e il 27,3% all’ingresso nella sala d’attesa.

Pochi restano calmi

Secondo il 41,1% dei proprietari, i gatti appaiono spaventati in sala d’attesa, il 27,7% li definisce irritati e il 4,8% li considera aggressivi; solo il 26,4% dei gatti appare calmo. Queste percentuali aumentano ulteriormente durante il passaggio dalla sala d’attesa alla sala visita.

Inizio visita, picco di ansia

Per non parlare dell’inizio della visita: da quel momento in poi il 55,5% dei gatti appare stressato (pur accettando di essere visitato), il 22,8% cerca di fuggire e l’8,7% è aggressivo verso il veterinario. Solo il 13,0% dei gatti sembra tollerare bene la visita medica. I segni di tensione e gli effetti dello stress subìto permangono a lungo in molti gatti, tanto che, secondo i proprietari, più della metà dei mici visitati continua ad apparire tesa, nervosa, spaventata o aggressiva anche al rientro a casa.  L’ODIATO “PALPEGGIO” Secondo i proprietari, il 31,8% dei gatti permette al veterinario di toccarlo in tutto il corpo, ma la maggioranza dei gatti rifiuta di essere toccata in alme no una zona, in particolare il ventre (30,6%), la coda (22,7%), la zona genitale (11,4%), la bocca (9,6%), le zampe (7,4%), le orecchie (6,8%) o la testa (4,0%).

Le iniezioni sono una “bestia nera”

La maggior parte dei gatti non tollera alcuni trattamenti o procedure mediche, in particolare le iniezioni (34,2%), la misurazione della temperatura (32,2%), il prelievo del sangue (23,0%), la medicazione delle ferite (19,7%) . Solo il 14,6% dei gatti appare tollerare tutti i tipi di trattamenti e procedure. Molti proprietari (73,1%) sostengono che le risposte dei loro gatti ai veterinari siano cambiate dopo una chirurgia o una visita complicata e pensano che i loro gatti abbiano associato i veterinari con un’esperienza negativa (58,2%).

Approccio con garbo

Almeno 9 veterinari su 10, prima di visitare il gatto, lo accarezzano, gli parlano e/o gli danno del cibo . Ma se il gatto è già stressato, l’approccio del veterinario, per quanto amichevole e corretto, non sembra essere sufficiente a rassicurare il paziente.

Cosa possiamo fare

Possiamo fare qualcosa per rendere la visita dal veterinario meno stressante per i nostri gatti? Il trasportino: è uno degli oggetti più odiati dai gatti che, infatti, spesso scappano anche solo alla sua semplice vista.

Trasportino sempre a disposizione

In fondo non hanno tutti i torti, la maggior parte dei gatti vede il trasportino solo quando lo stesso diventa una trappola correlata al trasporto forzato dal veterinario. Eppure il trasportino potrebbe diventare un oggetto piacevole e un luogo familiare . Invece di recuperarlo dall’armadio o dal garage solo quando è il momento di trasportare il gatto in luoghi spaventosi e sconosciuti, è opportuno lasciarlo sempre a disposizione del micio.

Introdurre giochi e premietti

Se il trasportino in questione è già stato associato a brutte esperienze, è consigliabile comprarne un altro con caratteristiche un po’ diverse. Mantenendo la porta del trasportino sempre aperta e lasciando sempre al suo interno una coperta, dei giochi e dei bocconcini  il gatto ne sarà incuriosito e potrebbe presto scegliere di dormirci addirittura all’interno.

Viaggio in auto anche non dal vet

Il viaggio in auto: per alcuni gatti i viaggi in macchina sono estremamente stressanti. Alcuni gatti ansimano, altri miagolano e sbavano, altri tremano e cercano di uscire dal trasportino. Una volta abituati i gatti all’utilizzo del trasportino in casa, sarà necessario abituarli a piccoli e frequenti viaggi in auto senza che a essi sia associato l’arrivo dal veterinario.

Rinforzo positivo

Se il gatto non è eccessivamente stressato e non soffre di chinetosi, è possibile, durante il breve tragitto, fornirgli qualcosa di strepitoso da mangiare. La maggior parte dei gatti può abituarsi alla macchina in poche settimane.

Trasportino coperto e appartato

La sala d’attesa: uno degli elementi più stressanti per i gatti durante l’attesa della visita del veterinario è la contemporanea presenza di cani o altri animali stressati. Per questo molte cliniche forniscono aree di attesa separate per i gatti e cani  ma, nel caso in cui ci siano altri animali, è consigliabile posizionare il trasportino in alto e tenerlo coperto in modo da ridurre la stimolazione visiva e uditiva e sedersi sempre nel punto più isolato e tranquillo della sala.

Non farli interagire

I gatti di solito non sono particolarmente socievoli quando sono in cliniche veterinarie. Meglio, quindi, evitare che altri proprietari interagiscano o cerchino di accarezzare il nostro gatto, l’attenzione da parte degli sconosciuti può essere stressante, soprattutto per i gatti che cercano di essere poco visibili.

Tempi e odori

Oltre alla sala d’attesa, è importante rendere l’esame veterinario un’esperienza più positiva. Dovrebbe essere consentito un tempo tra i pazienti e l’odore di altri animali dovrebbe essere rimosso con specifici detergenti.

Aprire il trasportino dall’alto

I gatti che sono già stressati e i pazienti riluttanti possono essere visitati semplicemente aprendo il trasportino dall’alto, togliendo il coperchio e lasciandoli sulla base, senza spostarli e senza metterli sul tavolo.

Asciugamano e testa coperta

Quando è necessario ridurre la reattività del gatto, è consigliabile avvolgerlo in un asciugamano e tenere la testa coperta . I veterinari dovrebbero anche aspettare un po’ di tempo prima di iniziare la visita. Sarebbe utile lasciare che il gatto esca volontariamente dal trasportino offrendo premietti o incoraggiando il gatto parlandogli con voce dolce e sarebbe anche utile lasciare al gatto un po’ di tempo per controllare o esplorare il nuovo ambiente.

Visite simulate in casa

Per abituare il gatto a essere manipolato e ad accettare, di conseguenza, di buon grado le visite veterinarie, il proprietario dovrebbe simulare le visite anche a casa, abituando il gatto, gradualmente, a essere toccato ovunque.

Feromoni e non solo

Lo stress per le visite veterinarie può peggiorare a ogni esposizione e alla fine comportare implicazioni gravi sul benessere fisico e mentale dei gatti. Gli accorgimenti descritti in questo articolo insieme all’utilizzo di prodotti farmacologici, feromonali e nutraceutici presenti in commercio, possono contribuire a migliorare la percezione negativa e spiacevole  che la maggior parte dei gatti sembra avere in relazione al veterinario.

di Ludovica Pierantoni – Medico veterinario, dipl. Ecawbm, specialista in Etologia applicata e benesser e degli animali, Master in medicina comportamentale, r esp. Can SSDRL Napoli

© Riproduzione riservata.

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