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Secondo gatto: ecco come evitare le liti

di Redazione Quattro Zampe

Secondo gatto

I gatti amano gli spazi isolati. Quindi, il modo migliore per creare armonia ed evitare conflitti in una casa quando arriva il secondo gatto è dare a ogni micio le sue risorse.

Per ridurre la conflittualità fra felini che vivono nella stessa casa è, dunque, importante prevedere diversi punti di accesso per le varie risorse: cassetta igienica (1 per gatto +1), diverse ciotole di cibo e acqua, sufficienti zone per arrampicarsi e zone di riposo per ogni gatto.

Inoltre, per ridurre lo stress tra i gatti, meglio evitare punizioni per i mici coinvolti nel conflitto ed è consigliabile non intervenire, anche per evitare aggressioni al proprietario.

Ne abbiamo parlato, in esclusiva, con Sabrina Giussani, medico veterinario esperto in comportamento animale e presidente della Sisca (società italiana scienze del comportamento animale).

Presidente, perché i gatti sono territoriali?

I gatti suddividono lo spazio in cui abitano in zone, secondo l’attività che vi realizzano. Non è differente da quello che facciamo anche noi nella nostra casa.

Il gatto mangia in una stanza (la cucina), riposa in soggiorno, nella camera da letto o nella veranda, usa la cassetta in bagno e gioca o caccia in giardino.

Per definire con maggiore precisione queste zone, il gatto usa differenti strategie: per esempio, sfrega le guance sugli spigoli dei mobili o sugli stipiti delle porte, graffia le superfici vicino ai luoghi di riposo o di passaggio e, quando lo ritiene necessario, spruzza urina.

Perché chi ha più di un gatto in casa spesso osserva tensioni, conflitti o anche aggressioni tra i felini? Come si può limitare tutto ciò?

Il gatto è disponibile a suddividere lo spazio abitativo e “tutte le sue cose” quando è capace di comunicare con i propri simili.

Inoltre, è necessario che tra gli individui si crei una buona relazione e lo spazio a disposizione sia sufficiente. I gatti preferiscono scegliere i propri compagni di vita così come facciamo anche noi.

Immaginiamo di trascorrere tutta la vita con un partner arrivato all’improvviso senza essere invitato e che invade la nostra privacy. Se siamo molto socievoli, ci piace ricevere ospiti e abitiamo in una casa di più piani, possiamo ritagliare il “nostro spazio” e gradire la compagnia.

Secondo gattoSe siamo individui solitari e abitiamo in un monolocale, la situazione è più complicata. I gatti preferiscono vivere con individui dello stesso sesso.

Per questo è preferibile adottare due fratelli o due sorelle anche se così facendo non è possibile essere certi che andranno d’accordo per tutta la vita.

Quali sono le conseguenze?

Le conseguenze che derivano dalla convivenza conflittuale sono continue minacce, zuffe, fughe. L’individuo “scacciato” può isolarsi in una stanza, rimanere nascosto e uscire allo scoperto solo quando sono presenti i referenti.

Inoltre, i piccoli felini possono aumentare le graffiature, iniziare a spruzzare urina o aggredire i referenti.

Lo stato ansioso si installa rapidamente durante le situazioni di tensione e conflitto.

Come “adattare” la casa per diminuire al massimo questo problema? (quante lettiere, tiragraffi, posizione ciotole, tipo di cibo…)

  • Cibo secco. È necessario aumentare il numero delle risorse a disposizione per ciascun gatto. Il cibo secco deve essere sempre a disposizione, lontano dal bagno e dalle zone di riposo. Poiché il gatto è un predatore e una preda, preferisce mangiare in alto così che possa osservare cosa accade.
  • Ciotole d’acqua. Lo stesso discorso vale per le ciotole dell’acqua. Il cibo umido può essere somministrato durante i pasti dei proprietari, così che la fa- miglia possa condividere il momento della “pappa”. Poiché molti gatti preferiscono bere l’acqua corrente è possibile collocare una fontanella studiata per i piccoli felini. I luoghi di riposo devono essere numerosi: in alto, in basso, nascosti, in bella vista. Per accontentare le esigenze di tutti i gatti è bene usare materiali differenti: morbidi, lisci, ruvidi e così via.
  • Cassette. Le cassette possono essere coperte (è meglio togliere lo sportellino) o aperte. Vanno col- locate in luoghi tranquilli dell’abitazione come il bagno (lontano dalla lavatrice) o una stanza poco frequentata. È bene fare attenzione a porre le cassette sul balcone: deve essere presente una gattaiola e il balcone deve essere coperto e protetto così che non arrivino gocce d’acqua o faccia troppo freddo. È bene collocare una cassetta in più rispetto al numero dei gatti così che almeno una sia sempre pulita. Le deieizioni vanno asportate due volte il giorno: i gatti preferiscono che il bagno sia sempre pulito!
  • Tiragraffi. I tiragraffi (orizzontali e verticali) devono essere posti in bella vista vicino ai luoghi di riposo preferiti o ai punti di passaggio (per esempio, le finestre o le porte che danno accesso al giardino o al terrazzo).
  • Arricchimento ambientale. È fondamentale, inoltre, arredare l’abitazione sfruttando anche la terza dimensione (arricchimento ambientale). L’arricchimento ambientale deve essere progettato in base alle preferenze di ciascun gatto come, per esempio, mensole, punti di osservazione verso l’esterno, strutture per arrampicarsi o per simulare la “cacciare”. Anche i giocattoli contribuiscono ad Secondo gattoarricchire l’ambiente. Topolini, tappi di sughero, pasta cruda e così via per- mettono al gatto di trascorrere le ore di solitudine.

Come evitare che rovinino mobili, tende e divani?

Per evitare che le graffiature siano realizzate a carico dell’arredamento di casa è necessario collocare almeno tre graffiatoi (verticali e orizzontali). I gatti depongono i graffi vicino a dove dormono o alle zone di passaggio tra l’interno e l’esterno dell’abitazione. I graffiatoi devono essere bene in vista.

E come prevenire o leggere comportamenti anomali?

Conoscere il comportamento della specie con cui viviamo ci permette di prevenire le difficoltà comportamentali. Ogni comportamento è un segnale di agio o di disagio. Per comprendere che cosa il nostro gatto ci sta dicendo, è necessario osservare e comprendere.

Il gatto non fa i dispetti, ma ci dice che qualche cosa non va. Il medico veterinario esperto in comportamento animale, con una visita comportamentale, può identificare che cosa ”non va” e progettare un intervento terapeutico.

Come punirli o sgridarli quando dobbiamo far capire loro che stanno sbagliando?

Prima di tutto è necessario comprendere che cosa piace fare a un gatto e che cosa a noi appare sgradito. Per esempio, salire sul tavolo in cucina sfruttando la terza dimensione è normale per il piccolo felino. Piuttosto che sgridare o punire ciò che non ci piace, è necessario conoscere il comportamento del gatto e trovare un compromesso. Per esempio, possiamo collocare un cestino di vimini sul tavolo e permettere al gatto di rimanere con noi solo se si accuccia all’interno. Alzare la voce e punire fisicamente l’animale non solo incrina la relazione, ma favorisce la nascita di un comportamento di aggressione da parte del gatto. La convivenza può trasformarsi in un conflitto.

Come capire, in anticipo, se il secondo gatto ultimo arrivato, sarà compatibile con quello che abbiamo già in casa?

È necessaria una visita comportamentale così che il medico veterinario, esperto in comportamento, possa valutare la capacità di comunicazione del gatto residente. In base alle esperienze e competenze dell’adulto è possibile tracciare il “profilo” del “possibile compagno”.

In seguito è necessario partire con il piede giusto: il medico esperto deve accompagnare i referenti nell’inserimento del nuovo gatto per favorire la conoscenza reciproca ed evitare scontri e incomprensioni tra i piccoli felini.

 

 

 

A cura di Lucrezia Castello
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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