Randagi a Roma: ricordiamo la loro paladina

di Redazione Quattro Zampe

Randagi a Roma

Qualcuno dice di aver sentito alcuni randagi a Roma, alla Piramide Cestia lanciare lamenti sommessi… Sono i tuoi amici di sempre, cara Matilde, che ti ricordano con affetto. Te ne sei andata in punta di piedi, anzi, di zampe, proprio come un gatto, in silenzio, con discrezione.

Noi ti vogliamo ricordare per quella che eri, “la gattara de Roma”, la numero uno.

I mici della Capitale, a partire da quelli della tua colonia felina della Piramide e da quelli dell’Oasi felina comunale di Porta Portese sentiranno molto la tua mancanza, anche se i volontari dell’Arca onlus, quelli Randagi a Romadelle altre associazioni e tutti gli amanti di questi splendidi felini continueranno a prodigarsi per aiutarli e accudirli.

Abbiamo raccolto alcune testimonianze e ricordi di persone a te care e vicine, che hanno collaborato con te, uniti da un solo fine: l’amore e il benessere dei gatti.

Abbiamo anche aggiunto la foto di quando ti premiammo nel lontano 2010.

Matilde, resterai per sempre nei nostri cuori.

I randagi a Roma ti piangono

Carla Rocchi (Enpa) – Sul Ponte con i suoi piccolini e nel nostro ricordo per sempre, è quello che mi sento di dire di un’amica indimenticabile.

Marzia Pacella (Arca onlus) – Grazie, mamma gatta, per tutto quello che ci hai insegnato. Con sincero affetto da parte di tutti noi volontari.

Felicetti (Lav) – È stata un esempio positivo per tanti, specie negli anni in cui era ancora più difficile occuparsi di tutela degli animali. Questo suo esempio sarà seguito: le sue lotte per i gatti e il riconoscimento delle gattare e delle colonie feline non sono state vane.

Randagi a RomaMonica Cirinnà (Senatrice)Mi mancheranno i tuoi artigli con i quali hai difeso i nostri amati gatti da infinite sofferenze e cattiverie, ma di più mi mancherà il tuo sorriso sincero e le tue mani forti, piene di lavoro, ripagato con fusa dolcissime.

Licia Colò – Era una donna forte e fragile che ha dedicato la sua vita ai mici. I miei due gatti, Pupillo e Pocho, e la gattina cieca di mio nonno di 96 anni, arrivano dalla sua colonia felina della Piramide. Per amore dei “suoi” gatti da anni non si allontanava da Roma. Forse, mi diceva spesso, in un’altra vita era stata lei stessa un gatto.

 

 

 

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