Addestrare lupi per il cinema: parla Andrew Simpson

di Maria Paola Gianni

addestrare lupi

Andrew Simpson addestra da più di vent’anni gli animali per il cinema, con una marcata preferenza per i lupi, reputati per il loro carattere indomabili. “È la specie più difficile da addestrare. I lupi sono molto intelligenti, imparano in fretta, ma sono anche molto prudenti e molto attenti a quello che accade intorno a loro. È grazie a queste caratteristiche che riescono a sopravvivere nella natura selvaggia. Se non capiscono bene, il loro primo istinto è quello di andare via. È uno dei motivi per cui li apprezzo molto”. Simpson ha dedicato a questi animali un documentario, Wolves Unleashed, uscito nel 2011, che è diventato un successo internazionale, vincendo 18 premi in giro per i festival di cinema mondiali.

Nella testa del predatore

1È a quest’addestratore, che ha girato il mondo e ha lavorato con la maggior parte delle produzioni hollywoodiane, che Jean-Jacques Annaud, dal 2010, affida il compito di crescere e dirigere nel suo film i veri lupi della Mongolia. “Dal nostro primo incontro avevo capito quello che voleva Jean-Jacques. Non si trattava solo di far capire allo spettatore la durezza della vita dei lupi nelle steppe, ma che dovevano riuscire a entrare nella loro testa, dovevano sentire le loro emozioni e percepire la loro intelligenza. Per la prima volta un film di finzione si proponeva di mettere in scena questi animali così come sono veramente in natura”. Andrew Simpson ammira molto il lavoro del cineasta: “Ho sempre sperato di lavorare un giorno con lui. Jean-Jacques ha messo a punto una tecnica molto particolare per gli animali. Lavora con loro come farebbe con dei bambini. Stilisticamente e narrativamente la tecnica che utilizza, e che ha messo in pratica con L’Orso, permette di offrire agli animali la comprensione delle scene che stanno girando. Sa anche aspettare il momento in cui gli animali sono in grado di girare la scena nella loro testa”.

Socializzare i cuccioli fin da piccoli

Andrew Simpson va in Cina per una prima ricognizione. Dopo aver visitato molti zoo che l’anno precedente Jean-Jacques Annaud aveva perlustrato, l’addestratore si è poi concentrato sullo zoo di Harbin, nel nord del Paese. L’obiettivo che Simpson si è prefissato è quello che almeno 10 dei 16 lupi che si appresta ad addestrare, siano poi in grado di “recitare” nel film. “Sapevo che le difficoltà sarebbero venute fuori al momento delle riprese, per riuscire nel mio intento era indispensabile socializzare e crescere i cuccioli di lupo dal momento in cui aprivano gli occhi la prima volta”.

Tutto si basa sulla fiducia

Nel 2011 l’addestratore è partito per la Cina, dove ha passato due anni a lavorare con gli animali. “Tutti i giorni vissuti in Cina li ho trascorsi con i lupi. Bisogna passare molto tempo con loro. Ai miei occhi era l’unico modo per creare un legame affettivo solido e conquistare la loro fiducia. Bisogna crescerli prima di addestrarli. Trattate bene i lupi e in cambio vi renderanno fieri nel momento in cui dovranno dare il meglio di loro di fronte alla telecamera. Senza l’attenzione costante che ho dato loro in questi anni, sono sicuro che non sarebbero mai stati in grado di compiere le prodezze che hanno fatto nel film”

 

 

 

 

a cura di Maria Paola Gianni

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