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Addio Vita, il beagle di Green Hill che commosse il mondo

di Alessandro Macciò

Vita era uno dei tanti beagle che vennero salvati da Green Hill, l’allevamento di Montichiari (Brescia) che usava questa razza di cani per testare farmaci, prodotti chimici, pesticidi, detersivi e altre sostanze. I suoi nuovi padroni l’avevano chiamata così per ricordare come avesse avuto una seconda possibilità. Grazie a una foto che fece il giro del mondo, Vita divenne anche uno dei simboli del blitz animalista che restituì la libertà ai primi beagle di Green Hill.

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Vita, il beagle simbolo di Green Hill, aveva sette anni e se n’è andata pochi giorni fa, circondata dall’affetto della sua famiglia.

Il giusto epilogo per un cane che invece aveva mosso i primi passi in un luogo di torture e sofferenza.

Vita, il beagle sollevato oltre il filo spinato

Green Hill era una struttura con sede a Montichiari gestita dalla multinazionale Marshall, che allevava beagle destinati a esperimenti di laboratorio. Nonostante le proteste delle associazioni animaliste, l’attività procede indisturbata fino al 28 aprile 2012, quando alcuni dimostranti riescono a entrare nel canile. Quel giorno gli attivisti riescono a salvare una sessantina dei 2.700 beagle rinchiusi oltre i cancelli di Green Hill, facendoli passare sopra il filo spinato. Tra loro c’è anche Vita, una cucciola di 1-2 mesi che viene immortalata proprio mentre passa di mano in mano.

L’adozione e le crisi epilettiche

Elena Mancin, un’attivista che aveva già manifestato diverse volte davanti a Green Hill, decide di adottare proprio quella cucciola di beagle e di chiamarla Vita. La loro sarà una storia felice, ma non semplice: dopo un paio d’anni Vita comincia a manifestare alcune crisi epilettiche, forse legate ai maltrattamenti di Green Hill. Nonostante queste difficoltà, Vita ha regalato tanta gioia e ha sempre passeggiato volentieri, concedendosi anche qualche tuffo nelle acque di un torrente.

Le condanne ai vertici di Green Hill

Dopo la liberazione di Vita, la procura di Brescia dispose il sequestro probatorio di tutti gli altri beagle di Green Hill, affidandoli a Lav e Legambiente. In seguito, il governo approverà un decreto legge che vieta la sperimentazione animale su cani, gatti e primati, mettendo fine a esperienze come quella di Green Hill. Inoltre i giudici hanno condannato i vertici dell’azienda in tutti e tre i gradi di giudizio per maltrattamento e uccisione di animali.

Ora Vita se n’è andata, ma la vita di molti altri beagle continua felicemente.
Lontano da Green Hill e da chi vorrebbe usare i cani come cavie da laboratorio.

Approfondimenti: 

Se vuoi avere altre informazioni sul processo, leggi anche Finalmente giustizia per i beagle di Green Hill

Se vuoi scoprire un’altra storia simile, leggi anche Lillo, il beagle sottratto al laboratorio

© Riproduzione riservata.

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