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Green Hill, inzia il processo a Brescia

di Redazione Quattro Zampe

Processo a Green Hill

Gianluca Felicetti, presidente della Lega anti vivisezione ha annunciato che il 23 giugno, presso il Tribunale di Brescia, avrà inizio il processo che vede come imputati Bernard Gotti e Ghislane Rondot, co-gestori e rappresentanti di Green Hill, l’allevamento tristemente conosciuto per aver ospitato cani destinati alle sperimentazioni scientifiche.

Saranno giudicati anche Roberto Bravi e Renzo Graziosi, direttore e veterinario dell’allevamento. Dallo scorso marzo l’allevamento non ha più potuto riaprire, grazie all’inserimento nel Decreto Legislativo 26-2014 del divieto di questo tipo di attività.

I quattro sono accusati di aver privato “i 2639 cani beagle detenuti dei loro pattern comportamentali (ovvero di tutte le attività vitali e insopprimibili di ogni specie), di averli sottoposti a comportamenti insopportabili per le loro caratteristiche etologiche, detenuti in un ambiente inadeguato ad esprimere i comportamenti etologici propri ella loro specie, attraverso una serie di eto-anomalie riscontrate (quali  ad esempio il cosiddetto freezing, paura, ansia, stereotipie, comportamenti ridiretti), manifestavano uno stato di stress cronico (cosiddetto distress) direttamente cagionato (…) senza necessità e con il solo fine di abbattere i costi di impresa, per procedere all’identificazione dei cani, in luogo dell’indolore ma costoso micro-chip, utilizzavano la tatuatura con aghi, strumento vietato, tagliavano le unghie fino alla base con rottura dei vasi sanguigni connessi alle radici delle unghie medesime, con l’aggravante dell’essere derivata la morte di n.104 cani beagle;  senza necessità se non quella di liberarsi di un prodotto non più vendibile alla clientela mediante soppressione (cosiddetta eutanasia) cagionavano la morte di n.54 cani beagle”.

Come ben sappiamo, questa vicenda ha avuto inizio due anni fa, con la liberazione dei quasi 3000 beagle da Green Hill che oggi hanno trovato amore e affetto nelle case delle tantissime persone che hanno seguito questo caso e li hanno adottati.

La LAV, associazione denunciante, è stata identificata già come “parte offesa” nel processo.  Anche se Felicetti ricorda che “a essere offese sono state e sono quelle vite, quelle di tutti gli altri animali e di tutti gli umani civili, di chi ha battagliato in questi anni a tutti i livelli, dalle piazze ai tetti, per far chiudere Green Hill”.

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