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Gatto: la sterilizzazione del benessere

di Claudia Ferronato

sterilizzazione

La sterilizzazione del benessere per il gatto

Al maschio la si pratica soprattutto per non fargli marcare il territorio.
Nella femmina perché altrimenti corre serissimi rischi di ammalarsi gravemente.
Una scelta sempre travagliata e difficile, per la quale noi veterinari veniamo interpellati, è quella relativa alla sterilizzazione dei nostri gatti.
Ci sentiamo tutti un po’ in difficoltà psicologica per questa “prevaricazione” che imponiamo ai nostri amici mici.
Questo senso di colpa è parzialmente comprensibile se ci riferiamo alla castrazione del maschio.

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Ma non ha davvero molto senso quando si parla di femmine.

Il maschio, infatti, viene sterilizzato essenzialmente allo scopo di prevenire comportamenti molesti e sgraditi nella convivenza.
Come: marcatura con urina nell’ambiente domestico, instabilità emotiva e aumento di aggressività in presenza di istinto sessuale marcato.
Oppure tendenza alla fuga al fine di ricercare la partner, lotte con altri maschi competitori.
Tutto ciò, è vero, oltre che una seccatura per noi, è anche un grande motivo di stress e di potenziali rischi per il gatto.
Tuttavia, non si può dire che l’integrità sessuale sia di per sé stessa un vero problema per la salute.

Diverso il discorso per la femmina.

La gatta, infatti, vive lo stress del mancato accoppiamento.
Inoltre corre serissimi rischi di ammalarsi gravemente se resta integra dal punto di vista riproduttivo senza rimanere incinta con regolarità.
Nei felini domestici la femmina è un soggetto a ovulazione provocata dall’atto sessuale.
Perciò, dal momento in cui iniziano i primi “calori”, se a essi non segue l’incontro con il maschio, le ovaie restano perennemente o quasi in fase attiva preovulatoria.
Questo stato produce una liberazione abnorme di ormoni steroidei che vanno a colpire principalmente utero, mammelle e midollo osseo.
Oltre a tutti gli altri tessuti e organi.

Il bombardamento ormonale

In seguito a questo “bombardamento ormonale” possono insorgere molte gravi malattie.
Infiammazioni, degenerazioni e tumori a carico di utero e mammelle, gravi anemie, diabete, danni epatici, alterazioni di cute e pelo.
Anche le turbe del comportamento sono molto frequenti, e possono manifestarsi fenomeni analoghi a quanto descritto per i maschi.
Quindi, mettiamoci l’anima in pace: se vogliamo tenere in casa la gatta, dobbiamo rassegnarci a farla sterilizzare.
Nel maschio l’intervento si pratica asportando i testicoli, nella femmina togliendo ovaie e utero per via laparotomica o endoscopica.
Entrambe queste operazioni vengono eseguite con grande frequenza e rappresentano uno dei “cavalli di
battaglia” di molti veterinari.
Per questo motivo possiamo affermare con tranquillità che i rischi chirurgici sono ridotti al minimo.

di Alessandro Arrighi

© Riproduzione riservata.

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