Addio agli animali selvatici nei circhi: la svolta dell’Ungheria
Budapest approva lo stop definitivo dal 2027 agli animali selvatici nei circhi e la decisione coinvolge 25 tipologie di animali. L’Italia invece rinvia
Una decisione storica quella dell’Ungheria che dal 1° gennaio 2027 introduce il divieto assoluto di utilizzo degli animali selvatici nei circhi. La misura, che è sostenuta anche da operatori circensi ungheresi, cambierà per sempre questo settore dell’intrattenimento. Nel nostro Paese invece i decreti attuativi restano bloccati tra proroghe e continui rinvii.

Addio agli animali selvatici nei circhi: il decreto ungherese
La svolta ungherese segna una grande vittoria per il benessere degli animali. L’Ungheria ha ufficialmente sancito il divieto assoluto di impiegare animali selvatici nei circhi attraverso l’approvazione di un decreto governativo poche settimane fa: si tratta di una misura che è stata decisa a pochi mesi dall’insediamento del Primo Ministro Péter Magyar e rappresenta il coronamento di battaglie decennali condotte dalle organizzazioni ambientaliste.
Il provvedimento stabilisce uno stop definitivo all’addestramento, all’allevamento, all’acquisto e all’esibizione di ben 25 gruppi animali, tra cui grandi felini, elefanti, primati e orsi. Il testo estende in maniera rigorosa le limitazioni anche agli esemplari ibridi fino alla quarta generazione ed esclude solo le specie domestiche come cani, gatti e cavalli. Questo intervento fissa un traguardo di altissima civiltà contro ogni forma di coercizione e sfruttamento animale.

Una transizione etica per tutelare gli esemplari attuali
Prima di arrivare allo stop definitivo all’utilizzo di animali selvatici nei circhi ci sarà una fase di transizione graduale e pragmatica, definita da László Gajdos, Ministro per l’Ambiente Abitativo ed ex direttore dello zoo di Nyíregyháza. Gli esemplari attualmente detenuti dalle strutture circensi non subiranno traumi legati a ricollocamenti d’urgenza: potranno infatti continuare a risiedere nei circhi fino al termine naturale della loro vita, con la garanzia che non verranno più addestrati né esibiti di fronte al pubblico.
La nuova disciplina ungherese supera le vecchie norme parziali che consentivano ancora l’ingresso e il transito sul territorio di esemplari provenienti da altri Paesi dell’Unione Europea. E la decisione ha una portata storica anche perché ha riscosso il sostegno degli operatori circensi. József Richter Jr., direttore del Circo Nazionale Ungherese, ha infatti confermato la disponibilità ad accogliere nel Richter Safari Park la celebre elefantessa indiana Szandra, ultimo esemplare ancora in attività nel Paese, per assicurarle un habitat dignitoso e protetto. Questa è la prova di come la totale assenza di animali selvatici nei circhi rappresenti ormai un obiettivo condiviso in Ungheria.

Lo stallo in Italia tra rinvii normativi
Mentre Budapest intraprende la strada per un intrattenimento etico nei circhi, la situazione nel nostro Paese resta ferma tra proroghe e rinvii. La Legge 106/2022 aveva disposto il graduale superamento dell’utilizzo degli animali selvatici nei circhi ma la stesura dei decreti attuativi continua a subire battute d’arresto. L’ultimo provvedimento varato dal Senato ha fatto slittare la scadenza al 31 dicembre 2026, lasciando migliaia di animali ancora chiusi in gabbia e pronti ad esibirsi negli spettacoli. Ad aggravare lo scenario sono state le decisioni del Consiglio di Stato, che ha annullato le ordinanze locali di divieto emanate dai singoli Comuni per ragioni di esclusiva competenza statale.
Le associazioni ambientaliste denunciano da tempo e con forza che ogni proroga rappresenta un’ingiustificata privazione della libertà degli animali. L’esempio ungherese testimonia in modo inequivocabile che eliminare gli animali selvatici nei circhi per valorizzare l’arte di acrobati, giocolieri e artisti umani è un traguardo più che realizzabile. Garantire il benessere di tutti gli animali e la loro tutela in ogni circostanza sono ormai valori ampiamente diffusi nel nostro Paese e dunque anche la promozione di spettacoli etici nei circhi appare una decisione non più rimandabile.
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