La cura degli animali come materia scolastica
In Francia si insegna anche la cura degli animali a scuola per far crescere degli adulti più consapevoli
A settembre riaprono le scuole nel nostro Paese, tra il consueto dibattito su edifici inadeguati e cattedre scoperte, mentre Oltralpe si sperimenta già una strada inedita, con l’inserimento nel curriculum scolastico di una nuova materia obbligatoria: l’accudimento dei pet.

Imparare l’empatia sui banchi di scuola
L’introduzione della cura degli animali a scuola è una precisa scelta formativa in Francia per sviluppare empatia, responsabilità e intelligenza emotiva fin da piccoli. Stare davvero a contatto con i bisogni pratici di un animale costringe infatti i bambini a confrontarsi con una realtà priva di filtri. Nelle aule francesi gli allievi possono quindi esercitarsi a cogliere quei segnali fisici dei pet che non sempre vengono compresi adeguatamente.
Abituarsi a decifrare i comportamenti di esseri viventi che non usano le parole aiuta ad allenare l’attenzione anche verso gli altri esseri umani, alunni e insegnanti. E in un ambiente scolastico spesso attraversato da prepotenze o ansie da rendimento, questo tipo di lavoro quotidiano insegna il rispetto reciproco e può anche togliere spazio al bullismo perché chi si abitua a non prevaricare su un essere indifeso difficilmente sfogherà la propria aggressività sul compagno di banco o sul professore.

L’accudimento dei pet per formare adulti consapevoli
Accudire qualcuno significa soprattutto fare i conti con la routine: un cane va portato fuori con costanza, un gatto ha bisogno di cibo fresco e cure puntuali, la gabbia di un coniglio va pulita anche quando si preferirebbe fare altro. Far comprendere a degli stundenti l’importanza di assumersi impegni di questo tipo può aiutare a spezzare la dinamica del disimpegno tipica dei consumi veloci, dove tutto si compra e si butta via velocemente e senza rimpianti, e a dimostrare sul campo cosa significhi assumersi una responsabilità duratura.
Secondo gli educatori francesi imparare a riconoscere quando un animale prova stress, paura, sollievo o fiducia permette ai ragazzi di sviluppare una solida intelligenza emotiva fin dai primi anni di scuola. Il contatto diretto con i pet allena in modo naturale l’empatia, aiutando gli studenti a mettersi nei panni dell’altro e a costruire legami più solidi e consapevoli. Aver introdotto la cura degli animali a scuola è quindi un percorso che va ben oltre la semplice tutela del benessere animale: rappresenta una precisa scelta educativa, un investimento su futuri cittadini capaci di comprendere l’impatto reale delle proprie azioni e di costruire una comunità più attenta e solidale.

La cura degli animali a scuola anche in Italia?
Proprio al rientro dalle vacanze estive, il nostro Paese fa regolarmente i conti con la piaga intollerabile dell’abbandono degli animali domestici: un fenomeno drammatico che purtroppo non accena a diminuire e che evidenzia l’importanza di trasmettere la cultura del rispetto fin dalla prima infanzia. Recepire quindi nel nostro sistema scolastico il modello francese dell’insegnamento della cura degli animali a scuola potrebbe aiutare a contrastare anche questo fenomeno e porre le basi per far crescere cittadini più consapevoli anche in Italia.
L’Italia vanta già una diffusa sensibilità verso gli animali ma attività e laboratori con i pet restano quasi sempre progetti aggiuntivi affidati all’iniziativa di singoli istituti scolastici. Seguire l’esempio francese e rendere strutturale un percorso di avvicinamento agli animali e alle loro esigenze significherebbe incidere davvero sui comportamenti futuri e insegnerebbe ai cittadini di domani a tutelare la vita di tutti in ogni circostanza.
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