Viaggiare con il gatto l’ha salvato dalla depressione

di Maria Paola Gianni

Un grave incidente stradale nel 2014 segna per Jonathan Duca, 25 anni, l’inizio di un calvario, fatto di problemi sia fisici che psichici. E poi è arrivata anche la depressione. Ma nell’ottobre dello stesso anno gli viene la brillante idea di organizzare un viaggio in Marocco, per evadere dalle sue preoccupazioni. Così parte col suo veicolo Toyota camperizzato, attrezzato di tutto punto, dal frigorifero al pannello solare, con un serbatoio d’acqua da sessanta litri e una tenda sul tetto.

[penci_blockquote style=”style-2″ align=”none” author=”Jonathan”]Sono stato via un mese tra Natale a Capodanno 2018/2019. Tornato a casa entusiasta e moralmente davvero molto contento, grazie a questo viaggio ho scoperto cosa poteva aiutarmi a stare meglio e a combattere la depressione.[/penci_blockquote]

Per motivi di salute, infatti, Jonathan non può lavorare e quindi ha pensato: perché non viaggiare? Così decide di portare con sé il suo Jek, un meraviglioso gattone, per viaggiare insieme a lui alla conquista del mondo.

Un’avventura a sei zampe e quattro ruote sul suo fuoristrada camperizzato per combattere questa odiosa malattia depressiva, testimoniando i benefici effetti terapeutici di viaggiare con il gatto.

[penci_blockquote style=”style-2″ align=”none” author=”Jonathan”]Funziona! Io e Jek abbiamo girato gran parte dell’Italia e un po’ di Francia. Viaggiamo sempre insieme e abbiamo già percorso migliaia di chilometri. [/penci_blockquote]

Nel Ticino, il cantone del sud della Svizzera italiana dove vivo, sono abbastanza conosciuto: in molti mi contattano per chiedermi consigli su come superare la depressione. E sarò davvero felice se attraverso la vostra prestigiosa rivista potrò aiutare chi soffre di questa malattia. Tanti mi scrivono: Guardando te e Jek e sapendo che cosa hai passato, mi tiri su il morale e mi fa piacere seguirti”. Non a caso Jonathan ha da tempo aperto il profilo instagram travel.with.my.cat.

Jonathan, come e quando è entrato Jek nella tua vita?

Due anni fa, durante una fase depressiva, mentre attraversavo un periodo difficile. E visto che vivevo già da solo, ho creduto che convivere con un animale potesse riempire anche il vuoto della solitudine.

Come ti ha aiutato, Jek, a superare la depressione?

Standomi vicino. Io, infatti, non l’ho mai lasciato uscire da casa per paura che potesse essere investito da un automobile. L’ho tenuto sempre con me e lui, ogni volta, ha percepito il mio stato d’animo, ha sempre capito quando ero giù di morale, cercando di consolarmi riempendomi di coccole e di tanto affetto.

Come scegli le mete da raggiungere insieme e, soprattutto, “a misura di gatto”?

In realtà le mete sono molte e diverse. Ogni volta partiamo all’avventura, senza programmi e scegliamo una location in base a quella che mi attira di più in quel determinato momento.

È difficile viaggiare con un gatto? Ci racconti qualche aneddoto curioso o divertente che ti è accaduto con Jek?

In realtà, trovo che sia molto facile viaggiare con il mio gatto Jek. Lui si è abituato subito ed è molto tranquillo. Ed io mi diverto a viziarlo tantissimo, sia in viaggio che a casa. L’unica cosa che ho utilizzato per migliorare il suo relax e che mi hanno consigliato, è l’aver diffuso uno spray ai feromoni in giro per l’auto, in modo che Jek potesse stare più ‘tranquillo. Anche se, a dire il vero, l’ho spruzzato solo una volta. Ora Jek entra ed esce dalla macchina senza problemi ed è sempre tranquillo.

Come ti sei organizzato per partire con Jek? Poi dare dei consigli pratici ai nostri lettori su cosa portare?

Non è stato difficile. Ho semplicemente preso tutte le cose di Jek che ho in casa e, visto che viaggio da solo con lui in un’auto ‘’piccola’’, ho messo la lettiera ai piedi del passeggero, una ciotola di acqua con i bordi alti per non farla uscire durante le curve, una ciotolina con dei croccantini e qualche coperta in giro per l’auto. Ho anche adattato una piccola amaca dove lui rimane sdraiato durante i viaggi. Quando giriamo Jek è libero in auto e il codice della strada lo permette, visto che si tratta di un solo animale all’interno del veicolo.

Come scegliere una meta gattofila?

Beh, io e Jek viaggiamo in modo molto “easy”, dove capita, dove possiamo dormiamo in libertà e sinceramente finora non ho trovato difficoltà legate alla sua presenza. Anche se può accadere di tutto: ad esempio, in Corsica mi è capitato un campeggio che accettava i cani, ma non i gatti. Per il resto, anche in hotel non ho avuto nessun problema, anzi, spesso era lui più benvenuto del sottoscritto!

Da 1 a 10, quanto guarisce dalla depressione viaggiare con un animale d’affezione al seguito? Lo consiglieresti?

Per me aiuta tantissimo. Credo, comunque, che dipenda dal rapporto animale-proprietario. Jek mi sta aiutando tanto a superare la depressione e consiglio a tutti di vivere la mia cat-esperienza.

© Riproduzione riservata.

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